Dopo aver venduto 100mila copie del singolo “Basta poco” via Internet, Vasco Rossi pubblica un mini-cd contenente due nuove versioni del brano, un video con Piernitro, Caleb e Junior, i tre monelli in 3D disegnati dal figlio Luca e la cover “La compagnia” di Lucio Battisti.
Ed intanto il Blasco si prepara per i nove concerti che partiranno dal Jammin Festival il 17 giugno. Tappa poi a Milano (sold out il 21 e 22) e Roma (sold out il 27 e 28), quindi il 3 luglio a Torino (Delle Alpi), il 7 a Messina (San Filippo), il 10 a Bari (San Nicola) e il 14 ad Ancona (Stadio del Conero).
Per l’esecuzione di “La compagnia” Vasco Rossi ha rispettato l’arrangiamento originale con il supporto alle chitarre di Mike Landau e la batteria di Vinnie Colaiuta, registrate a Los Angeles in febbraio. Non è la prima volta che il Vate di Zocca canta Battisti. E’ già successo con “Il tempo di morire”, durante il concerto al Mugello nel ‘96, e un paio d’anni dopo sul palco del teatro Ariston di Sanremo, per il Premio Tenco, con Supermarket, praticamente sconosciuta ai più.
Per il nuovo album, invece, si dovrà attendere il prossimo autunno

Mi sono alzato
mi son vestito
e sono uscito solo solo per la strada
Ho camminato a lungo senza meta
finchè ho sentito cantare in un bar
finchè ho sentito cantare in un bar.
Canzoni e fumo ed allegria
io ti ringrazio sconosciuta compagnia.
Non so nemmeno chi è stato a darmi un
fiore
Ma so che sento più caldo il mio cuor
So che sento più caldo il mio cuor
Felicità
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderà
Abbiam bevuto e poi ballato
è mai
possibile che ti abbia già scordato?
Eppure ieri morivo di dolore
ed
oggi canta di nuovo il mio cuor
oggi canta di nuovo il mio cuor.
Felicità
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderà


Il fenomeno dei blog sta creando nuovi punti di riferimento politici e culturali. Senza bisogno di un editore e di un distributore, senza il condizionamento della pubblicità, senza il filtro selettivo e classista delle varie oligarchie al potere, chiunque può riuscire a diffondere le proprie opinioni in ogni angolo del mondo. Per esempio ha destato sensazione il caso di Ursula Blank, ex playgirl di giugno, che nel suo blog 'Save Us', salviamoci, è riuscita a convincere milioni di persone che il solo modo per salvare la Terra sia un intervento di chirurgia plastica che snellisca l'Equatore e sollevi leggermente le calotte polari. Ma Ursula non è la sola. Vediamo gli altri casi.
Chan O'Hara Il giovane studente cino-americano, grazie al suo cliccatissimo blog sulla politica mondiale, ha conquistato il mondo no global, facendo apparire obsoleti in pochi mesi Naomi Klein e Noam Chomsky. Sostiene la teoria del collasso: secondo lui non possiamo più permetterci di perdere tempo borbottando in attesa della catastrofe, e dunque dobbiamo fare di tutto per accelerarla. Tra i suoi consigli: consumare moltissima energia tenendo sempre acceso il tagliaerba e il frullatore, dimezzare i salari per provocare rivoluzioni sanguinose, votare in massa Bush nella speranza che un conflitto nucleare costringa i superstiti a riflettere.

Bepi Roderigo Il suo fortunatissimo blog, 'Xé tuti mona', è diventato un vero e proprio culto. Bepi è un disoccupato di Treviso, senza titoli di studio, pregiudicato per piccoli furti, che pur essendo semianalfabeta ha aperto un blog nel quale si propone, negli anni, di riuscire a definire 'mona', con nome e cognome, un elenco di circa settecentomila persone, dal Papa a Bin Laden, di destra e di sinistra, potenti della terra e assessori locali, imprenditori, calciatori, scienziati, filosofi, giornalisti eccetera. Sostenuto da milioni di fan, Bepi accetta nel suo blog anche segnalazioni di mona da lui non previsti.
Kurt Heinzwaffer Quando ha aperto il suo blog di barzellette naziste, l'ex ufficiale delle SS, recluso in un penitenziario argentino per crimini contro l'umanità, non si aspettava di certo di diventare l'idolo di quella fetta di opinione pubblica che detesta il politicamente corretto, e considera spiritosissime le barzellette contro gli ebrei, i negri, gli omosessuali e gli handicappati. "Il blog di Heinzwaffer è davvero liberatorio", ha commentato il Nuovo Filosofo francese Bernard Matisse, "perché denuncia l'ipocrisia dei radical-chic e il perbenismo della sinistra". Recente l'apertura di una nuova sezione di barzellette sconce sulle femministe.

Calogero Ramacchioni Fino a pochi mesi fa tracciava le sue inconfondibili scritte, 'È colpa di mio cognato', sui muri di Siracusa. Poi ha avuto l'idea di aprire un blog, e ha così potuto far sapere a milioni di persone la sua teoria: le principali questioni mondiali saranno irresolubili, secondo Ramacchioni, fino a che non verrà abolita la figura del cognato. L'originale pensatore siracusano denuncia l'esistenza di una vera e propria congiura mondiale dei cognati, riuniti in un'associazione segreta che trama contro di lui personalmente. È il quarto blog più cliccato d'Italia.
Emmanuele Citrico Il giovanissimo scrittore romano, 14 anni il prossimo mese, ha catalizzato l'attenzione del mondo culturale con un blog nel quale stronca quasi tutta la letteratura mondiale, da lui ritenuta priva di nerbo e mal scritta. Sostiene che autori come Proust, Dante, Omero e Shakespeare sono stati sopravvalutati dalle lobbies dei critici letterari. Molto superiore a Omero, per esempio, era il suo coevo Plitennestro, ignorato dai posteri solo perché tutti i suoi manoscritti andarono perduti in un naufragio. Citrico salva anche Cervantes, ma solo nella traduzione in tedesco da lui stesso curata mentre faceva la seconda media. Insomma uno stronzetto borioso e millantatore: ma grazie al suo blog, finalmente le sue opinioni possono avere la diffusione che meritano

gli stivali bianchi di Ambrosia
Basta con la moda ufficiale. Ora le ultime tendenze le decide la strada. E i
modelli, ragazzi e ragazze qualunque, «sfilano» su internet e vengono visti e copiati in tutto il mondo. Questo è il fenomeno dello Street style (letteralmente «stile della strada»), nato una decina di anni fa tra le pagine dell’inserto domenicale del New York Times che, per primo, utilizzò immagini di semplici passanti come icone contemporanee.
Ora la stessa voglia di raccontare e raccontarsi è esplosa su internet. Sono sempre più numerosi i blog aperti sull’argomento dove poter pubblicare, vedere, commentare le foto. Con un’unica regola: non importa che le persone sorprese dagli scatti siano belle o brutte, che i loro vestiti siano chic o cheap, ma che l’immagine proposta (in tutto il suo insieme) abbia un «senso», trasmetta un’emozione. E così, senza barriere spazio-temporali, un ragazzo di Singapore può
vedere come si veste un suo coetaneo a New York e commentare con un altro di Mosca lo stile proposto, dando vita a un tam tam digitale che sta diventando un vero e proprio fenomeno di portata mondiale in cui tutti sono i protagonisti (chi è ritratto nell’immagine, chi pubblica le foto e chi le commenta).
Street style significa anche community, una community vastissima che sullo slogan «la moda siamo noi» si incontra per parlare di stile, ma poi si confronta anche su altri temi e talvolta dà vita a “vere” amicizie. E così, passando dal famoso The Sartorialist di New York, al Face Hunter di Londra, al Prada and Meatballs di Milano, fino allo Style Arena di Tokyo è possibile intraprendere un viaggio per il mondo attraverso gli occhi di chi lo vive e decide di immortalare le proprie suggestioni e condividerle con gli altri
Glamgio