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Post N° 151
Post n°151 pubblicato il 19 Maggio 2007 da X.A.V.I.E.R.7.5
s e x w e b c a m Li potete trovare tutti i giorni su MSN tanzi alle 23:00 ambrosia all'1:00 circa hhh «Vedo e scopro sotto questo applauso un sospiro di sollievo perché qualcuno mi aveva dato già per morto». A Vicenza Berlusconi ha usato ancora una volta l'ironia per rassicurare i suoi elettori sul suo stato di salute dopo il malore all'Aquila. Berlusconi poi ha spiegato che in questi giorni è andato ovunque e in ogni luogo «ho riscontrato un affetto straordinario, qualche volta preoccupante, da rockstar. Mi hanno chiesto cose anche imbarazzanti, mi chiedevano di mettere la mano sulla pancia della moglie incinta e altre cose. Sulle teste pelate ce la metto io la mano e gli do anche il numero del mio medico». I've got the Devil in me Ergastolo per Nicola Sapone e Paolo Leoni. Pena ridotta per Elisabetta Ballarin condannata a 23 anni mentre in primo grado, a Busto Arsizio, era stata condannata a 24 anni e 3 mesi. Pene aumentate anche per Eros Monterosso, condannato a 27 anni e 3 mesi (in primo grado erano 24 anni) e Marco Zampollo condannato a 29 anni e 3 mesi (26 anni in primo grado). Non c'è una linea criminosa quale guida del loro agire: i riti di maledizione, l'abbigliamento, i simboli, i tatuaggi, i discorsi per quanto forti, per quanto di rottura non hanno una rilevanza criminale, non sono quel pactum sceleris che è richiesto dal codice penale. Gli atti criminosi, i reati commessi dal gruppo sono il più delle volte improvvisi nella loro genesi e privi di pianificazione e programmazione Comprensione per il demonio The Rolling Stones - Sympathy For The Devil 1968 La zia si rivela una donna perfida e fanaticamente religiosa, il marito è un crudele maschilista dalla mente instabile che chiama Charles con l’appellativo “femminuccia”. Manson ha raccontato che il primo giorno di scuola, un giorno molto importante nella vita di ogni individuo, suo zio lo ha obbligato a vestirsi da bambina, mettendolo in imbarazzo con i proprio compagni per molti anni. Il fanatismo religioso della zia (al quale si alterna l’estremo permissivismo della madre) e i metodi subdoli che lo zio utilizza per farlo diventare un “vero uomo”, mineranno non poco la sanità mentale del piccolo Charles Manson. Il fatto che la madre faccia di tutto per sbarazzarsi di lui (lo mena a sangue, lo Vivere per strada, soprattutto se così giovani, non è certo facile, così Manson comincia sin da subito a campare di piccole rapine e furti d’auto. Non durerà molto questo suo approccio alla carriera criminosa, perché nel giro di pochi mesi viene arrestato e condannato al riformatorio. Sono anni difficili quelli del riformatorio, Manson viene stuprato più volte da dei ragazzi più grandi, complici di alcune guardie guardone. L’unica fuga da questo inferno è l’evasione, ma nell’Utah il ragazzo viene nuovamente catturato e ributtato in cella, questa volta non in un riformatorio: in una galera vera nella Virginia. Nell’istituto di sicurezza Manson sconterà la sua pena isolato da tutti, in quanto etichettato come individuo socialmente pericoloso. Questo perché, nei primi mesi di detenzione, aveva stuprato più volte un compagno di cella, minacciandolo con un oggetto tagliente. È il 1954 quando finisce questo suo lungo periodo dentro e fuori dalle prigioni di stato. Come abbiamo detto in precedenza, Charles è dotato di una fortissima personalità e di una grande intelligenza. Riesce così, in poche sedute di dibattito, a plagiare, raggirare e convincere la commissione per la libertà condizionata. La commissione infatti si lascia convincere da Charles Manson che egli è ora una persona cambiata e non più pericolosa, e l’Helter Skelter Murder è presto nuovamente a piede libero. Effettivamente Charles sembra veramente cambiato. Si sposa con una giovane ragazza, cameriera in un fast food, e da lei nel 1955 ha un figlio: Charles Manson Jr. Quando finalmente Charles Manson esce dal carcere per l’ultima volta siamo nel 1967, in pieno boom della “filosofia” anni ’60. In America dilaga il fenomeno degli Hippy, i figli dei fiori, e il nostro Charles non può essere da meno. Si dedica alla chitarra per molte ore, impara a suonarla e sogna di diventare famoso. Questa sarà per lui una costante ossessione. La chitarra non è la sua unica passione, Manson è dedito anche alle droghe (lsd e altri allucinogeni), si appassiona oltremodo ai Beatles, tanto da rimanere convinto tutta la vita di essere il quinto Beatle mancato, e si avvicina anche al satanismo moderno. (A quanto pare, anche alcuni membri dei Beatles stessi erano Sempre per rimanere in linea alla “moda” hippy, nel 1968 Charles Manson fonda la sua comune: la famigerata Manson Family. La loro sede è stabilita nel Ranch Squeaky Gromme. Nell’estate dello stesso anno tenta di realizzare il suo sogno musicale e si reca in uno studio discografico di Los Angeles. Inutile precisare che fallirà amaramente e che l’ossessione di diventare il quinto dei Beatles rimarrà tale. Nella sua “famiglia” Manson ha raccolto un incredibile gruppo di sbandati: ragazzi con problemi sociali, con difficoltà a inserirsi nella società e dall’immancabile passato difficile. Per loro lui è il guru, la mente del gruppo, il messia. Manson profetizza il suo satanismo tutto particolare, diffonde la cultura dell’olocausto razziale che porterà a un giorno in cui la razza bianca si sbarazzerà totalmente di quella nera. La famiglia, sotto la sua attenta guida, campa di furti e di qualsiasi altra attività criminale. Tra una rapina e l’altra si suona la chitarra e ci si fa di lsd. Fino a quando non arriva l’ora delle carneficine. Nel giro di pochi giorni il bagno di sangue della “famiglia” si allarga. Il 10 agosto 1969, le vittime sono Leno LaBianca e sua moglie Rosmary: i due vengono accoltellati ripetutamente nel petto, si contano più di quaranta pugnalate a testa. Sulle pareti nuovamente compare la scritta “Death To Pigs”. L’ultima vittima riconosciuta è un insegnante di musica, Gary Hinman, che qualche mese prima aveva dato ospitalità alla famiglia. Anche lui viene accoltellato, ma questa volta nessuna scritta sanguinosa compare sulle pareti. A seguire questo intrigato caso non c’è un arguto investigatore come nei film Solo dopo due lunghi anni di indagini, l’avvocato Bugliosi riesce a risalire a Charles Manson e a collegarlo alle scritte comparse sul luogo degli omicidi. L’uomo non ha prove e non è sicuro che sia Manson la mente criminale della “famiglia”, così si reca più volte al loro Ranch, per intervistare i ragazzi e per cercare di ricostruire in qualche maniera le vicende. Il mosaico si va così formando piano piano davanti agli occhi di Bugliosi. Quando alcuni dei ragazzi cominciano a confessare spontaneamente, per Charles Manson è finita. Tutte le confessioni dei ragazzi puntano l’indice contro di lui, testimone chiave si rivela Linda Kasabian, la ragazza che era stata costretta a fare il palo quella maledetta sera del 9 agosto 1969. |



























