- Sai che ha ragione lui, però. - Alice si fece seria. Sospirai. Certo che lo sapevo. Ma arrabbiarsi con lui era più comodo che arrabbiarsi con me stessa.
- Sì, Alice. Lo so. Ma ciò non toglie che debba sempre scaricare il suo nervosismo su di me! -
- Sai che quest è una sciocchezza vero? -
Feci un respiro profondo. - Sì.. e so anche che sono io a scaricare il mio nervosismo su di lui. E' solo che.. - l'auto si fermò nel parcheggio della piccola scuola. - ..se solo fossimo partiti prima! Sembra che l'abbia fatto apposta! Ha aspettato che mi facessi una vita per dire "ragazzi si parte!"-
Alice sorrise e mi abbracciò. Era una vera amica. - Ok! Dai andiamo a prendere tuo fratello! -
Scese dall'auto e io la imitai. Era pieno di bambinetti, e ragazzi più grandi che andavano a prendere i fratelli più piccoli. I più grandi si voltavano in continuazione a guardare la macchina di Alice. Vidi tra la folla una testa di capelli familiare tra la folla: Quil. Veniva quasi tutti i giorni a prendere Claire. Lei non frequentava le elementari, ma l'asilo e la scuola primaria di Forks erano nello stesso edificio. La Push mancava di entrambe le scuole, medie comprese. Quil era seduto sul cofano di una Golf blu, con un altro ragazzo. Riconobbi la macchina, e distolsi o sguardo, non avevo intenzione di rivedere quel Jacob Black. Che rabbia che mi faceva quel tipo.
- Alice? -
- Sì? -
- Andiamo più avanti, in mezzo alla gente, così quando esce mio fratello ci vede! -
- Ottimo! Mancano.. - si fermò a scrutare il futuro - Ah. Giusto tuo fratello non lo vedo. Uffa, è frustrante! - si lamentò.
- Ah lo so. Nemmeno io riuesco a parlarci, e la cosa più frustrante è che non riusco neanche a muoverlo! -
- Però almeno tu ci riesci con Nessie e i lupi! -
- Sì ma con mio fratello ci vivo, Nessie! E spesso sarebbe più utile muovere mio fratello che non Nessie! -
Eravamo ormai in mezzo ad una folla di ragazzini che spingevano per andarsene al più presto da scuola. Alice, io vado avanti a cercare mio fratello, aspettami lì, ok? pensai.
Certo!
Andai più avanti. Ora eravamo lontane sia fisicamente che mentalmente. Un bambino freddissimo mi sbattè addosso, facendomi venire la pelle d'oca sulle braccia scoperte. Era primavera, e a Forks faceva caldo, ma il sole non si faceva comunque vedere. Il ragazzino stava cercando di andarsere.
- Matt, dove pensi di andare?? - era lui.
- Ah. Yv. - mi guardò male. - Non dovevi venire fin qua! - sembrava preoccupato.
- Perchè no? -
- PERCHE' DOVEVA VENIRE PAPA', CAZZO! - urlò. Sembrava preoccupato, e il suo sguardo mi fece paura.
- Che hai?! - chiesi. Il mio cuore stava andando in crisi. Non l'avevo mai visto così. Si bloccò lì fermo in mezzo alla folla, immobile. Era in stato di shok. L'unica volta che avevo visto qualcuno così era stato Edward, quando Alice gli aveva detto che sarebbero arrivati i Volturi, prima di Natale. L'avevo visto nei ricordi di Nessie.
- ... - non si mosse.
- MATT, CAVOLO!? TI MUOVI?! - lo scrollai. A quel punto iniziò a tremare leggermente.
Alice! Alice, Alice!!! La chiamai mentalmente. Lei non rispose. Rimasi risucchiata in una sua visione. C'erano dei lupi, dei lupi che non avevo mai visto. Pensai che potessero essere Paul, Jared e Jacob, ma no. Loro li avevo visti, me li aveva mostrati Renesmee.
Correvano veloci, inseguivano un ragazzo. Il ragazzo correva veloce, più di loro. Ad un certo punto il ragazzo si fermò, era a First Bitch, e lo vidi in faccia. Michael. Veniva a scuola con me, in Italia. Poi la visione cambiò. C'era un vampiro, lo conoscevo. Era Thomas, dimostrava poco più di quindici anni. Lo vedevo spesso in giro, era un specie di nostro cugino. Aveva imparato da mia mamma a cibarsi di animali, anche se a volte vedeva, un paio di anni prima si era trasferito a Seattle, e non l'avevamo più visto. Ma ultimamente era tornato in giro per Forks e La Push, e si era messo in testa che doveva trasformarmi in un vampiro. Cosa impossibile: non sapevamo se il veleno mi avrebbe ucciso come un licantropo, se non mi avrebbe fatto niente come ad un vampiro, o se mi avrebbe trasformato.
Thomas era lì, nella visione, nella foresta dietro a casa Clearwater e mi teveva ferma da dietro, le braccia serrate intorno alla mia vita. il mio volto mostrava chiaramente il terrore. Parlavamo, ma le parole non si sentivano. Poi tutto sparì. La visione si interruppe, ma Alice era ancora immobile, in trans. Mio fratello tra le mie braccia ora tremava più forte. Volevo portarlo via di lì, ma la telecinesi su di lui non funzionava ed ero troppo debole per trasportarlo, se solo Alice si fosse mossa.
- QUIL! - urlai nel panico. Lui si voltò e leggendomi il terrore negli occhi, iniziò a scansare i ragazzini e mi raggiunse.
- Oh merda! Che succede!? - Jacob lo seguì.
- Dobbiamo portarlo via, prima che ... - non riuscii a terminare a frase. Avevo paura. Paura di ciò che sarebbe successo se si fosse trasformato lì in mezzo, paura per ciò che avevo appena visto, paura per ciò che aveva spaventato Matthew, per ciò che aveva visto Alice, e perchè non capivo perchè lei non si muovesse.
- Perchè non lo sposti tu? - chiese Jacob.
- Non ci riesco, non funziona così! - ormai stavo per piangere.
- Jake, vai a prendere Claire, io porto Matt nel bosco.. - disse Quil, prendendo Metthew in spalla. Lui era ancora immobile, sembrava svenuto.
- Ma sei venuta da sola? - chiese Jacob, sembrava preoccupato.
- No, c'è Alice. Veramente c'è solo materialmente. Anche lei è.. in questo stato! - indicai mio fratello. Quil lo portò lontano.
- Alice ha avuto una.. - mi chiese Jacob.
- Sì.. - tagliai corto, mentre tornavo da lei con le lacrime agli occhi.
Ormai l'avevo raggiunta. Cercai Quil mentalmente, si era trasformato e portava mio fratello sulla schiena.
Che fai? Gli chiesi.
Lo porto da Sam, ci penserà Billy a chiamare tuo padre.
Ok...
Perchè sei così spaventata? E' normale.
No... non è quello, Quil. Ti spiegherò poi, ora vai, io devo svegliare Alice.
Interruppi il contatto perchè l'avevo raggiunta. Fissava il vuoto davanti a sè. C'erano dei ragazzi più grandi di me, che la osservavano curiosi.
- Alice!! - le rivolsi un tono eloquente.
- Alice?! E' già l'ora del sonnellino?? - l'ultima frase era più un runghio che altro.
- ALICE!!! - a quel punto urlai e i ragazzi lì accanto si misero a ridacchiare.
Alice??Alice?! ALICE!!provai mentalmente. Niente. Alice, cavolo! Sei in mezzo alla gente, vuoi muoverti!? Devo chiamare Jasper?! Aliceee ti prego muoviti! la supplicai.
- Alice, ti prego! Dobbiamo andare a casa! JASPER TI ASPETTA! ALICE, MUOVITI PER FAVORE!!!!!!! - ero sull'orlo di una crisi di nervi. Stavo per lanciarla via, tanto con lei era facile, non era mio fratello. - ALICE CONTO FINO A TRE! UNO.. DUE.. EDDAI TI SCONGIURO!! Siamo già in emergenz senza che tu ti metta a dormire in piedi! - sbottai. Niente. Alice ti prego.. c'è un sacco di gente che ti fissa! Per favore riprenditi e andiamo! La sua mente non diede segno di vita. Sembrava vuota, ma era comunque pesante come sempre. Provai a spostarla, ma restava immobile come una statua, i muscoli rigidi.
- Prendi Claire, ci penso io. - suggerì una voce roca e tranquilla alle mie spalle. Di nuovo lui, Jacob Black. Sta volta non ebbi il coraggio di contraddirlo, presi in braccio Claire, e lui, con una smorfia causata dall'odore di Alice, prese lei in spalla. Andammo fino alla Poshe. Presi le chiavi dalla tasca di Alice, e gliele porsi. Lui salì e mise il sedile tutto indietro. Misi la cintura a Claire e salii davanti senza parlare. L'auto si mise in moto, e partì verso la riserva.