- Yv, ma cosa dici?! - chiese Seth.
- Guarda. - dissi. Le nostre menti si unirono e gli mostrai il modo chiaro in cui nel nero dei miei occhi chiusi si distinguesse la sagoma rossiccia del lupo che correva nel bosco non troppo lontano da noi. Tutta La Push era immersa nel bosco, ogni strada era circondata dalla foresta, ogni negozio, ogni casa. Non per niente era una riserva e non una città. Ora capisci? chiesi.
Cavolo.. non me l'avevi mai detto di riuscire a fare cose simili. ribattè lui mentalmente.
Non sapevo di esserne in grado. Dove vivevo prima potevo esercitare il mio paese solo a casa.. beh nemmeno lì. Una volta i miei non c'erano e ho provato a cercarti anche se eri dall'altra prte de mondo. E, beh, ti ho raggiunto. Solo che è stato un attimo, poi mi son ricordata he in teoria tu non dovevi sapere niente e..
Erano passati una quarantina di secondi.
- Ok, voi due, basta! - ci rimproverò Leah. - Non è buon'educazione! -
Ridemmo entrambi. - Ok, scusa mamma! - esclamò Seth.
Pochi minuti dopo arrivammo a First Bitch, ad accoglierci, all'uscita dal bosco, c'era il sole. L'unica cosa oltre mia madre che mi mancasse davvero dell' Italia. Sospirai di sollievo.
- Allora, microspia, mostraci i tuoi esempi. - incalzò Seth.
Come poco prima chiusi gli occhi per concentrarmi meglio, poi dilatai la mente comprendendo anche Leah, Seth e Ash. Di Meredith, non sentivo la presenza, segno che era proprio umana.
Ovvio, cosa pensavi di trovare? Un altro vampiro? Mi prese in giro Seth. Sbuffai.
Sai che se voglio posso toglierti dalla mia mente, Seth? Ribattei.
Sì, lo so. Ma sai che volendo io posso rientrarci, visto che la tua mente è un libro aperto per me?
Fregata! Commentò Ash.
Colpita e affondata. Concordò LEah. Ok, si erano decisamente coalizzati contro di me, e pensare che probabilmente quello sarebbe stato il mio ultimo giorno di libertà.
Aprii un attimo gli occhi, loro li tenevano chiusi, e MAry ci osservava, aspettando pazientemente. MEglio sbricarsi. Richiusi gli occhi. Tra il buio degli occhi chiusi si muovevano il solito lupo rossiccio, un paio di lupi più piccoli, uno sabbia e uno fulvo, e poi dove in teoria doveva essere l'acqua nuotavano le sagome marrone di Quil umano, e le due sagome grigiastre di Embry e PAul. Altre due sagome umane, una nera e un'altra fulva si avvicinavano a noi. No, non si avvicinavano erano ferme davanti a noi, alla distranza di... un metro e mezzo forse due. Spalancai gli occhi e interruppi il contatto. Sam mi avrebbe uccisa.
- Fine del gioco! - sentenziai imbarazzata.
- Io.. Seth.. tu.. LEAH! Com'è possibile... che cosa stavate facendo?! - biascicò Sam.
Arrabbiato, vero? chiesi a Seth.
Lui annuì. Jared sospirò, e Sam anche.
- Ehm, Sam... loro sanno tutto, volevo solo fare vedere loro come sento le vostre presenze, anche senza vedervi. - mi giustificai - E' stata un'idea mia. -
- Sanno tutto cosa? - sbottò Jared.
- T U T T O . Ma non gliel'abbiamo detto noi. Ash.. - Leah spiegò loro la verità.
- Ok, fate vedere anche a noi, potrebbe essere utile, e magari Aislinn, sarai in grado di mostrarci anche il tuo modo di vederci. - propose Sam.
Ash annuì, seria. Sapeva di essere sotto esame, Sam doveva capire se si potesse fidare di lei e Meredith. Ma sì che poteva.
Ci sedemmo ai margini del bosco, su dei tronchi, era troppo strano stare in cerchio seduti a occhi chiusi in mezzo ad una spiaggia affollata di ragazzini che erano appena usciti da scuola.
Di nuovo chiusi gli occhi, inclusi loro nella mia mente, e iniziai a mostrare cosa vedevo. C'erano ancora Quil ed Embry nell'acqua, Jacob, Collin e BRady che erano di ronda, le sagome umane di noi sei seduti lì, persino la mia, e poi vidi le altre due. Una era azzura: vampiro. L'altra era sulla spiaggia, verdina, lo stesso colore che avevo io, seduto con altri ragazzi al sole. Non erano insieme, il vampiro, Thomas, era più o meno ... Spalancai gli occhi e saltai in piedi interrompendo il contatto. Era dietro di noi.
- Boo! - fece divertito. Eh, no, eh! Era il mio ultimo giorno di libertà, per colpa sua, e doveva venire a rompere anche lì?!
- Crepa! - sbottai.
- Non si saluta? - chiese. Si senti un forte ringhio provenire da Sam. Sentivo le auree di JAcob e dei due ragazzini avvicinarsi.
- E questo sarebbe un ringhio? Questo è un ringhio! - ringhiò forte. Era decisamente troppo vicino a Mary, per i miei gusti. I lupi erano ormai arrivati. Spostai telepaticamente la mia amica accanto a me, con una rapidità tale che Thomas non si era ancora accorto che lei e Ash erano umane. Spostai accanto a me anche la seconda. JAcob e i due ragazzini erano arrivati e stavano per saltare sulla preda, ma ancora non si vedevano.
No, aspetta! Dissi a Jacob. Lui rimase un attimo interdetto, ma si fermò e poi rispose.
Che intenzioni hai? Vuoi salvarlo? Sei patetica.
E tu sei un'idiota! Spostatevi più a est, una decina di metri, fino a laggiù riesco a lanciarlo, così sarete più lontani dagli umani. Al tre. Uno..
Assolutamente no!
Due..
Lasciaci fare, di sicuro hai già rovinato tutto, con i tuoi poteri, di sicuro s'è già accorto della nostra presenza!
TRE! Il conto alla rovescia finì e Thomas venne scaraventato 30 metri più a ovest di dov'eravamo noi. I due lupacchiotti mi avevano ascoltato, e nel momento in cui Thomas cadde a terra, gli saltarono addosso. Chiusi gli occhi.
- Vedi di ascoltarmi la prossima volta, idiota! - sbottai a Jacob, che era ancora nascosto.
- Yvaine, fai in modo che lo sentiamo tutti. - ordinò Sam. Non aveva mai usato quel tono con me.
- Agli ordini signor capitano! - scherzai. Seth tossì per nascondere una risata.
Parlarono per un po' mentalmente, Sam mi diede ragione e io non potei fare a meno di esultare. Jacob si arrabbiò e litigammo di nuovo a suon di frecciatine e sarcasmo. Nel frattempo i due ragazzi avevano fatto a pezzi il mostro.
Chi ha un accendino? Chiese Collin, facendomi capire che avevo appena partecipato all'assassinio di un amico di mia madre, ad una specie di amico, ad uno di famiglia. Mi si strinse lo stomaco e caddi a sedere. Ash mi abbracciò.
Non dire sciocchezze, Yv, stava per ucciderti quel mostro.
Ha ragione, Yv, non devi sentirti in colpa. Mi consolò anche Leah.
OH MA PER PIACERE! e' UNA SANGUISUGA COS C'è DA DISPIACERSI! E POI ERA GIA' MORTO! Rise JAcob.
Il tuo secondo nome dev'essere "Tatto", vero Jake? Sbuffò Seth. Risi anche io. In fondo JAcob non aveva tutti i torti.
Certo che non li ho! Io ho sempre ragione! Esultò lui, io risi più forte, ma stavota risi di lui.
Facciamo una gara, cane? Chi arriva prima alla spiggia. Scattai in piedi ridendo come una matta, non potevo permettermi di pensare a que che stavo per fare, altrimenti avrebbero sentito tutti.
Dai il via Meticcia! Accettò JAcob. Seth sapeva che avevo in mente qualcosa. Quando sentii il suo pensieri quasi caddi a terra, ci aveva preso in pieno.
Via! Feci finta di partire, ma poi invece di iniziare a correre lanciai il grosso lupo rossiccio qualche metro più avanti.
Ridemmo tutti come dei disperati, JAcob compreso.
Devo ammatterlo, mi hai fregato!
Ma va?! Risposi sarcastica. L'odore di fuoco miridportò i coi piedi per terra.
- Ok, MAry, vieni torniamo in spiaggia, non voglio assistere alla fine di... beh di quel pipistrello. -dissi. Lei annuì e ancche Ash ci seguì.
Passamo il resto della mattinata in spiaggia. Sulla sabbia, usando gli zaini come seggiole. Embry e Quil sembravano due bambini che avevano apena aperto i regali di Natale, erano più allegri di chiunque altro, ma c'era da dire che nemmeno ci pensavamo due volte a ridere. Giocammo con un pallone per un po', anche JAcob, Collin e Brady ci facevano compagnia. Persino Kim e Emily erano lì con noi. Sembravamo una grande famiglia felice. Ogni dieci minuti però, io e Jacob, trovavamo da dire, e ricominciava la sfida a suon di sarcasmo e battute di uno contro l'altra. Ash, Mary, Seth, Emily, Kim, Quil, Embry, Brady e Collin, Jared e Paul assistevano e ridevano come matti. Persino Sam e Leah si sbellicavano dalle risate. Emily sembrava felice nel vedere la cugina ridere e scherzare come tutti. Spesso anche io e Jacob ci ritrovavamo a ridere come matti delle nostre stesse battuto o di quelle dell'altro. Erano ormai le quattro del pomeriggio quando sentii mio padre gridare dal sentiero che dal bosco portava alla spiaggia. Spingeva la carrozzina di Billy e con loro poco c'erano Sue, mio fratello e Rachel che teneva in braccio Claire.
- Merda! - esclamammo io e che Jacob all'unisono.
Sia Seth che Quil imprecarono, e Leah e Emily diedero un coppeto rispettivamente ai ragazzi.
- PArla come si deve! - sbottarono in coro le cugine.
Scoppiamo tutti a ridere. Seth lanciò una manciata di sabbia a Leah, per protesta, insabbiando anche Paul, il quale a sua volta calciò della sabbia verso Seth, colpendo Quil, che lo imitò insabbiando Ash, mentre lei stava raccogliendo una manciata di terra, Embry la difese con altra sabbia. Mentre i nostri famigliari ci osservavano accigliati, noi sulla riva avevamo scatenato una speie di tempesta di sabbia. Ridendo come se fossimo impazziti, smettemmo quasi subito di combattere, ritrovandoci ricoperti di sabbia.
- YVAINE TAYLOR! SONO LE QUATTRO E MEZZA DEL POMERIGGIO! - mi rihiamò mio padre. Sospirai. Osservai l'espressione divetita di mio fratello. Sembrava diverso dal solito.
- Ma quanto cazzo sei divetato alto?! - esclamò Quil, precedendomi, come leggendomi nel pensiero. Avrei usato le stesse parole. Se mio padre mi avesse sentito parlare con qusti termini mi avrebbe uccisa. Sembrava strano ma mio fratello era davvero più alto. Era alto come Seth. Ciò significava, quanto mio babbo. Ripensai alla maatina: non l'avevo visto uscire di casa, quindi non potevo essermene accorta.
- 1. 87! - rispose Matthew oorgoglioso. Aveva dieci anni, santo cielo! Colline e Brady lo fissavano persplessi. Loro crescevano a vista d'occhio e si erano trasformati già da qualche mese, ma loro erano più bassi di lui, pur avendo tre o quattro anni di più.
- Jacob Black?! Paul! Dove ... AVEVATE DEL LAVORO DA FARE, SE NON SBAGLIO! - esclamò Rachel. Paul sorrise colpevole, mentre Jaob sbuffò forte. Billy lo riprese con u'cchiataccia.
Emily anche se era con noi si arrabbiò con Quil per essersi dimenticato di andare a prendere Claire. Insomma, ci eravamo concessi tutti un pomeriggio di libertà. In fondo, avevamo ucciso il vampito cattivo, no?
- Oh, papà.. Thomas è.. - mi passai un dito sotto la gola mimando la parola "morto" . Lui sospiro di sollievo. Aveva paura, allora? Nonostante dicesse che non dovevamo preocuparcene, conosceva il pericolo. Bah, vecchio lupo!
A quel punto Embry si prese l'impegno di accompagnare a casa Ash e MAry, mentre io raggiunsi mio padre e Sue, accompagnata da Seth: Leah era di guardia. Tornammo tutti a casa. Dopo una doccia, crollai sul letto, stanchissima. Era stata una bella giornata nonostante la compagnia di Jacob. Non avevo mai visto LEah così allegra come quel giorno, mi sentii automaticamente felice. Senza nemmeno andare a mangiare o a studiare mi misi a dormire, sicura che Seth avrebbe raccontato mio padre ogni cosa successa quel giorno.
Fu allora che mi ricordai della sagoma verdina. Era in spiaggia quel pomeriggio. Chi era? L'unico con quell'aura poteva essere moi fratello, ma lui non ero in grado di scorgerlo e comunque era a scuola non a First Bitch. Mi tornò in mente la visione di Alice. Michael? Forse. In fondo non avevo mai provato a cercare la sua aura. Mi ripromisi che il giorno dopo sarei andata a parlarne coi Cullen. In fondo se c'era un altro essere soprannaturale in giro, loro dovevano sapero. Mi concentrai un attimo provando a vedere se avessi potuto ritrovare quell'aura. Dilatai la mia mente, vidi mio padre al piano di sotto, Seth sonnecchiare sul divano di casa mia, Leah a casa che preparava la cena, Embry sulla spiaggia che aiutava sua madre al negozietto di souvenir, Sam, Paul e Jacob erano di ronda, riuscii a trovare le auree azzurre di Bella e Edward nella casetta, e quella celeste di Nessie che dormiva, poi Alice, Jasper, Carlisle ed Esme a casa Cullen, Rose ed Emmett nella loro casetta che.. deisi di non osservarli per lasciae loro privacy, continuai arrivando fino ai confini di Forks. Tutta la Push era stata controllata, osservai le prime case, ma non c'era niente, decisi di dormire. Non era il caso di continuare con quelle perlustrazioni a vuoto. Forse me l'ero immaginata. Avrei riprovato l'indomani, dai Cullen, quando sarei stata più sveglia. Erano dolo le sette di sera, ma ero completamente cotta.
Notte Yv. Mi salutà Seth prima di uscire.
Notte Seth. Dissi prima di addormentarmi.