Creato da Yvaine0 il 07/04/2009

Eva. °w°

« Non esisto realmente. Sono solo il personaggio di una fantasia di un' adolescente un po' stramba ».

EVA.

Allora, prima di tutto le presentazioni.
Sono Eva, l'assistente immaginaria dell' ex padrona di questo blog, gentilmente cedutomi non volendo cancellarlo.
Sono nata qualche mese da una delle sue fanfic che pubblicherà nel tempo, o forse non pubblicherà mai.
Sono uno spoiler ambulante, uscito dalla sua prima storia originale.
Figlia di due personaggi secondari, protagonista del sequel.
Questo sarà l'unico luogo in cui avrò totale libertà, quindi fate attenzione alla vostra salute mentale!
Oh, dimenticavo. Io esisto solo nella mente di Yvaine0 e della persona reale che vi si cela dietro.
Ciò non toglie che io esista.
Io sono una persona.
Io ho un carattere.
Io ho dei sentimenti.
Io sono nata.
Io vivrò la mia storia.
Io scomparirò.
In me vive parte di mia madre e della mia creatrice.
Io, come tutti i personaggi delle storie, esisto veramente.  

Ho delle passioni: il canto e la musica in generale, i miei fratelli, il mio amico Ambri, gli anime.
Conosco Death Note e Host Club.
Sto guardando Full Metal Alchemist, Soul Eater ( finora il mio preferito ), DNAngel, Lucky Star.

Ho finito, gente.
Un bacio,
E. 

 

 

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12. Non solo incubi.

Post n°14 pubblicato il 24 Aprile 2009 da Yvaine0

Se c'era una cosa che odiavo, erano gli incubi.
Sapevo che era solo un sogno, ma mi terrorizzò. Per qualche motivo ero nel bosco, vicino alla spiaggia. Sentivo delle risate provenire dalla riva. Eravamo noi, quel pomeriggio. Davanti a me c'era un fuoco, che emanava un denso fumo violaceo, con odore di incenso. Il rogo di Thomas. Arrivò  un ragazzo. Era circondato da un'aura verdina. Michael. Il vecchio compagno di banco. Uno dei miei migliori amici, il migliore secondo solo a Seth. Aveva dell'acqua in un secchio e spense il fuoco. Ero esterrefatta. PERCHé?! Perchè l'aveva fatto! Ora i pezzi del vampiro di stavano ricomponendo. Michael sembrava confuso, non sembrava convinto di ciò che aveva fatto. Ovvio che non lo era. Aveva fatto un casino stratosferico. Vidi Thomas ricomporsi e alzarsi. Parlò un po' con Michael, ma non sentivo niente. Il ragazzino sembrava terrorizzato. Forse aveva capito ciò che aveva combinato. Michael scappò alla velocità di... di un vampiro! Provai a rincorrerlo, ma a scena cambiò. Ora era buio. Ero vicino a casa di Embry. C'era anche Thomas. Lui non mi vedeva. Lo seguii fino ad una casa poco distante da quella dei Call. Guardando il campanello riconobbi il nome:
Elizabeth Rockbell; Richard Tony
Elena e Aislinn Tony
Era la casa di Ash. Sopra i nomi dei suoi genitori erano stati cancellati. Erano morti tempo fa. Questo lo sapevano tutti. ORa ci vivevano lei e sua nonna Elena.
Thomas si avvicinò ad una finestra. Dentro Aislinn dormiva beata. Sembrava felice. Forse Embry l'aveva finalmente baciata quel pomeriggio. Sorrisi a quel pensiero, ma fu proprio q
uesto pensiero che mi fece realizzare quanto quel sogno fosse reale. Non era solo un sogno. Non solo un incubo. Era la reatà. Thomas sfondò la finestra scorrevole ed entrò. Tappò la bocca di Ash. Le diede uno schiaffo. Molto forte. Se non l'avesse trattenuta la mia amica si sarebbe andata a schiantare contro il muro. Aislinn tremava terrorizzata. Il suo respiro era accelleratissimo. Ora sentii le parole di quel bastardo per la prima volta nel sogno.
- Vediamo come fanno ora i tuoi amichetti a salvarti. Il suo sangue per il tuo. So solo che mi divertirò da morire! Da morire! Ah! Che battutona! - rise sommessamente. Mi vennero i brividi. Quel viscido schifoso le leccò la punta del naso.
- Hai un buon sapore... hmmm..- lo fece di nuovo. Mi si rivoltò lo stomaco. Ora la lanciò contro un muro. Ash non gridò, semplicemente si accasciò a terra, svenuta. La prese in braccio. I suoi schifosi denti si avvicinavano sempre di più alla sua gola. Urlai. Non poteva farlo. Non poteva! Urlai di nuovo. Mi svegliai gridando "NO".
Mio padre corse in camera mia spalancando la porta. Sembrava disperato. Avevo iniziato a piangere. Cercavo con lo sguardo il cane. E Poi pensai ai Cullen, loro di sicuro sapevano.
- No, cazzo! Brutto bastardo! Papà il telefono! Ho bisogno di chiamare Alice, Edward, qualcuno! - dissi mentre imprecavo.
Non fece in tempo a muoversi, che vidi il cellulare sulla scrivania. Lo attirai a me e feci il numero.
- Yv che succede?! Perchè urlavi. - sbottò mio padre. Sembrava anche a lui tutto sembrasse un incubo.
- Aspetta papà, aspetta! ALICE! E' successo davvero?? Dimmi di no! L'hanno rapita? -
- Yvaine. Sono Jasper. Alice ha avuto una visione. Dice che stai per impazzire. -
- ALLORA VEDE IL PRESENTE NON IL FUTURO! - urlai. Mio padre mi rimproverò, era notte in fondo. Qualcuno suonò il campanello. Mio padre mandò mio fratello a vedere. Entrarono appena qualche attimo dopo in camera mia Jacob, Seth e Paul. Io ero fradicia di sudore. Terrorizzata. Giops, il mio cane, l'unico che sapesse SEMORE cosa fare per consolrmi, saltò sul letto e mi appoggiò la testa in grembo. Amore. Pensai guardandolo. Ma la calma durò un attimo. Lo accarezzai meccanicamente. Il mio GoldenRetriever rossiccio. Rossiccio. Mi ricordai JAcob e i licantropi che erano lì.
- Yvaine, sono Edward. Alice mi ha detto della visione, ha visto quel che stavi per sognare, beh mentre lo sognavi, direi. - disse Edward.
Grugnii qualcosa tipo "Wow che genio."
- Yvaine, so che lì c'è qualcuno del branco, c'è bisogno che veniate qua, tu principalemente. Dobbiamo sapere cosa fare, come agire. -
- Arrivo. - risposi semplicemente. Riattai e iniziai a singhiozzare. Non era possibile. Era tutta colpa mia. Il vampiro che mi voleva morta, aveva rapito la mia prima amica. L'unica che mi capisse fino in fondo, perchè provava le mie stesse emozioni.
- Si può sapere che succede? - bottò mio padre. Con mio sorpresa fu Seth a rispondere. Eravamo  talmente in sintonia da fare gli stessi sogni? Evidentemente sì.
Singhiozzai più forte. Ma poi decisi di reagire. Anche se la mia quasi migliore amica era nei guai e stava per essere uccisa, non dovevo disperarmi, ma reagire. Feci scendere il cane e saltai in piedi. Non mi importava di essere in pigiama.
- Cavati! - ringhiai a Jacob che stava sula porta. Mio padre iniziò a tempestarmi di domande. Io scesi le scale. Stavo mostrando a Seth quello che aveva detto Edward, non che non avesse già sentito.
- Yv, calmati, non vedi in che condizioni sei? - cercò di fermarmi mentre prendevo il guinzaglio per portare con me Giops.
- Certo che lo so! Sono in pigiama! LE condizioni ideali per fare venire un infarto ad Alice! Ma che razza di veggente è se non vede queste cose?! - sbottai.
- Yvaine Michela Sun Elena Taylor! Fermati subito! Se esci di qui sarai in punizione a vita! - sbraitò mio padre lasciandomi con la mano sulla maniglia. Di nuovo scendevano le lacrime. Non era giusto, proprio per niente. Mostrai tutto il sogno mentalmente a mio padre e agli altri presenti, e anche la telefonata. Infilai il guinzaglio a Giops, mentre lo facevo. Finito il "racconto", ritraendo la mente intrevidi la presenza verde, molto, troppo vicina. Fuori dalla porta. La spalancai, pronta ad uccidere il mio quasi migliore amico.
- BASTARDO! - gridai uscendo fuori. Stava passando lì davanti. Lui guardò Jacob che era dietro di me e stava cercando di acchiaparmi, ma io ero già partita in quarta. Ora ero in mezzo alla strada buia, in pigiama, alle tre di mattina, col cane al guinzaglio. Michael strabuzzò gli occhi. Sembravo una pazza appena usita da un manicomio. Il che in parte era vero, pazza ero pazza, e casa mia era un manicomio, in fondo.
- Sun? - chiese Michael.
- SUN??? - rise JAcob. Rise del nome. In Italia tutti mi chiamavano così. A volte anche Alice e Seth l'avevano fatto, ma Yv era più popolare.
- SIGNORINO ROCCHI, LEI LO SA CHE TRA DIECI SECONDI, SE NON MI DICE PER QUALE IDIOTISSIMA RAGIONE HA SPENTO QUEL FUOCO IERI POMERIGGIO, IO LA DISTRUGGO IN PEZZI COSI' PICCOLI CHE NON LI TROVERA' NEMMENO CARLISLE QUANDO VORRA' CURARTI?! - sbraiatai. Non aveva idea di cosa avesse conbiato quel ragazzino? Ah, ma ce n'era anche per Jacob che continuava a ridere - JACOB, TI GIURO CHE TI AFFOGO! TI RICORDO CHE NON SEI UN VAMPIRO! TU DEVI RESPIRARE! -
Lui si morse le labbra cercando di smettere di ridere.
- Elena smettila di gridare! Sei per strada, è tardi la gente potrebbe sentire! - mi rimproverò Matthew. Ma da che pulpito veniva la predica! Da quello che si stava trasformando davanti a scuola. Cercai di calmarmi per qualche secondo. Giops strisciava la testa sulla mia mano, per calmarmi.
Dovevo calmarmi. Ma come facevo? Michael aveva salvato Thomas. E Thomas stava per uccidere Ash. Ora io volevo uccidere Michael e salvare Ash. No. Calmati Sun. Non pensi davvero di ucciderlo. Dopo una serie di respiri molti respiriprofondi che mi fecero sentire una locomotiva, mi calmai. Mi buttai a sedere sull'asfalto.
- Sun, che è successo? Io.. non sapevo che quel rogo fosse.. pensavo fosse uno dei Cullen. Erano loro che cercavo. - provò a spiegarsi il vecchio Mike. Ora gli volevo di nuovo bene. Un altro dei miei sbalzi d'umore, tipici di quando ero nervosa. Scoppiai a piangere. Respirai a fondo di nuovo.
- Scusa Mike, ma hai combinato un casino. No, sono stata io, veramente. Non dovevo esporci ad Ash e Mary, ora Thomas sa che loro sanno, e vorrà usarle come... Oddio! Mary! - stavo delirando, ma avevo ragione. Ricominciai a singhiozzare.
- Ok, signor Taylor, noi portiamo Yv dai Cullen, le faremo sapere ciò che decideremo. Lei chiami Billy e gli racconti tutto, e anche a Sue, ma rimanga a casa, dobbiamo avere dei contatti alla base. Matthew, tu vai a cercare Sam, Paul tu vai a prendere MAry e raggiungeteci dai Cullen, Seth tu vieni con me, e tu. - Jacob puntò un dito su Michael, il suo sguardo era a dir poco minaccioso, sembrava volesse staccargli la testa a morsi - tu vieni con noi, ci devi delle spiegazioni! - concluse la frase ringhiando. Giops si avvicinò a Mike col guinzaglio in bocca. Seth mi si avvicinò e mi aiutò ad alzarmi.
- Prendete su il cane. Vi servirà per calmare mia figlia, ve l'assicuro e non ridete. Se succede qualcosa al cane vi uccide. Dovete vedere cosa fece a Thomas quando viveva con noi e cercò di morderlo. Beh, è stato divertente, a dirla tutta. - delirò mio padre. Su una cosa però aveva ragione. Avevo bisogno del mio piccolo Giops, non tanto se Seth fosse rimasto con me, ma sapevo che sarei dovuta rimanere dai Cullen mentre i lupi se ne andavano all'attacco. Seth mi prese in braccio, e non protestai. Appoggiandomi a lui, esausta, osservai Mike che ci seguiva con Giops al guinzaglio. Paul corse via, mio fratello si trasformò e corse nella foresta. Il fatto che Mike non reagì male mi incuriosì. Lui sapeva. Sapeva molte cose. PArtimmo verso casa Cullen di corsa. Non mi sorprese invece vedere Mike prendere in braccio il cane e tenere il passo di Seth e Jacob senza alcuna fatica.

 
 
 
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