- 'notte. - Il mio tono era troppo dolce. Avevo detto già troppo. TROPPO. Lei dormiva, o almeno così voleva farmi credere. Aveva nascosto la testa sotto la coperta per non mostrarmi la sua reazione al mio "sei così carina quando sei spensierata..". O quel che avevo detto, non sapevo già più cos'era uscito dalla mia stupida boccaccia!
Qualcuno mi dia un pugno, subito! Le ho davvero detto ciò penso di aver detto! Ma è impossibile!
Mi sono praticamente dichiarato! No, non si può. Oh merda! Non posso permettermi un'altra batosta come con Bella! Il branco non lo sopporterebbe! E poi domani passerò tutto il tempo a pensare a lei..
No! Non posso permettermelo! Devo essere concentrato domani.
Da quanto tempo continuava questa storia? Mi chiesi. Da ormai dieci giorni. Già dalla prima volta che le avevo parlato, quando si era arrabbiando insultando la mia guida. Quando la stavo per investire. L'avevo capito subito: non avrei avuto scampo. Imprinting? No, non imprinting. Semplicemente il stupido cuore, che come sempre sceglieva la persona sbagliata. Con Bella era stato lo stesso. Dalla prima volta che le avevo parlato, mi ero innamorato. Ma almeno con Yvaine era diverso. Lei mi odiava con tutta sè stessa e non mi aveva mai dato la possibilità di illudermi, grazie a Dio.
Non potevo sopportare il rifiuto da un' altra ragazza, questa volta non ne sarei uscito, lo sentivo. Quil diceva che era carina. E che cavolo, c'era bisogno che me lo dicesse lui?! Seth continuava a pensare che saremmo stati perfetti insieme, e diceva che anche lei aveva sofferto in passato e tanto. Insisteva dicendo che Yv non s sarebbe fidata di nuovo di un ragazzo, non tanto presto. Perfetto, era proprio quel che mi ci voleva. Dovevo rendermene conto subito, senza prima illudermi. Non dovevo aver il tempo nemmeno di pensare di aver una minima speranza con lei.
La guardai aveva di nuovo la testa sul cuscino. Quei capelli corti e scuri, come la carnagione bronzea.. sembrava più una Quileute lei che non Leah! E poi... era così bella.
No, Jake! BAsta! Devi distrarti. Che ore sono? Mezzanotte. E' ancora presto. Chiederò il cambio a Seth, tanto a lui non importa, è solo per qualche ora, lei dormirà ancora quando lui dovrà andarsene. Ottimo. Resisterà un decina di minuti senza sorveglianza, no? Devo solo arrivare da Seth e poi arriverà lui.
Oh, lei sì che resisterà. MA io?
Dovevo farcela. Ce l'avrei fatta, non ero così rammollito! Forza Jake.
Quando bussai alla finestra dei Clearwater, Seth non si mosse.
- Alzati, moccioso! - sussurrai scocciato.
Ma fu Leah ad accorgersi della mia presenza. Fingeva di dormire nel letto affianco all'armadio, dalla parte opposta della stanza, ma il volto era rivolto dalla mia parte e sorrideva. Lei era ancora meglio di Seth. Lui avrebbe spifferato di sicuro che ero andato e implorarlo di cambiare turno di guardia. Ma non LEah.
- Leah, per favore, vai tu da Sun, io non ce la faccio... se resto lì, domani non riuscirò a combinare niente! - la implorai. Lei smise di fingere e si alzò. Era già vestita. Furba, lei. Aveva già previsto tutto: meglio di Alice, la ragazza! Aprì la finestra e saltò fuori. La risocchiuse.
- Non puoi fuggire per sempre, Jacob. So come ti senti. Ma non ci sarò sempre io a coprire i tuoi turni. Dovresti dirglielo. - sussurrò.
- Certo, certo. Sai che bello: "Hey, Sun! Sai, sono innamorato di te dalla prima volta che ti ho parlato, ma non voglio nemmeno provarci con te perchè non voglio rimanere fregato!" Un discorso a regola d'arte! - ribattèi sarcastico.
- Ok, ragazzino. Ma poi non venire a dirmi che non te l'avevo detto! - Poi alzò una mano per indicare che la discussione era chiusa, e corse a casa dei Taylor.
Non ci misi molto, tolsi la maglia e lasciai su un albero, poii calzoni e li legai alla solita cordicella sulla gamba. Un attimo dopo un lupo rossiccio correva nel bosco.
Ma Jake?! Non eri di guardia a mia sorella? Mi accolse MAtthew.
E ora cosa gli dicevo? OH beh, tanto l'avrebbe capito da solo.
Lo dici come se non avessi già capito che sei cotto di lei! Udii il suo latrato: la sua risata.
Scappa ragazzino, so dove sei ora ti azzoppo, questa è la volta buona! Lo avvisai. Era un peste Matt. Esattamente come sue sorella. Entrmabi mi facevamo impazzire: lui perchè era un bambino dispettoso e ne sapeva una più del diavolo, e lei perchè, non solo come suo fratello una ne pensava e cento ne faceva, ma anche perchè era così bella quando rideva, così dolce quando disegnava quei suoi fumetti, così incantevole quando dormiva.. così divertente quando si arrabbiava.
Basta, basta che schifo! Protestò Matt. Fu allora che lo raggiunsi, era una decina di metri davanti a me.
Ti ho in pugno moccioso! Esclamai trionfante, lui mi voltò per vedere se davvero ero dietro i lui e.... BANG!
Si schiantò contro un grande abete rosso facendolo oscillare pericolosamente. Io finii zampe all'aria tra le risate.
Che idiotaaaa!! Pensai mentre l'aria si riempiva di latrati divertiti. Anche nelle nostre menti la metà del branco stava ridacchiando. MAtt era accucciato a terra e strofinava il muso sul terreno.
Ti sei fatto male? Chiese Sam, paziente.
Ma figurati! Ne ho fatte di peggio quando ero ancora umano. Ci informò il ragazzino orgoglioso. La sua crescita eccessiva era avvenuta dal giorno alla notte. roppo veloce. Forse a causa dei geni di sua madre. Aveva dieci anni, ed era alto come Seth che aveva quasi sei anni di più. Una decina di centimetri meno di me e Sam.
Sì, secondo quello che i ha raccontato Sun , è proprio vero! Intervenne Quil.
Quella ragazzina ci aveva stregato, tutti. Non c'era occasione in cui i nostri discorsi non arrivassero a lei almeno una volta!
Sì, ma è colpa tua, Jake! Sei tu che non fai altro che pensarle.. dopo noi ci adattiamo. Ribattè Paul. Comunque è una tipa forte! Sarebbe perfetta per te, è l'unica in grado di chiuderti quella boccaccia!
E' in gamba la ragazza! E, mi scoccia ammetterlo, ma Paul ha ragione! Concordò Embry.
Già, sei quasi peggio di lui quando pensa a Rachel! Fece Quil. Questo riferimento a mia sorella, scatenò i pensieri di Paul, che iniziò a fastasticare su di lei... Per un attimo non potei biasimare Matt quando io pensavo a sua sorella, ma poi pensai a quella volta in cui il ragazzino aveva passato un intera mattinata di ispezione a cantare ininterrottamente una stupida canzoncina e tornai in me. Un ululato di nervosismo riempì l'aria. Non sopportavo che PAul pensasse a mia sorella in quel modo.
Scusa, JAke! Cercò di controllarsi lui.
Ragazzi, tutti dai Cullen, dobbiamo coordinarci per l'ultima volta! Ordinò Sam.
Hay, marmocchio, facciamo a gara? Dai tu il via.
MAtt scattò in piedi e iniziò a correre come un lampo. Via! Pensò dopo avermi distanziato.
Questa è la volta buona che ti azzoppo sul serio, sempre che tu non ti schianti da qualche altra parte da solo! Ridacchiai.
Era passato mezzo giorno già da un bel po'. Avevamo setacciato ormai tutti i monti intorno a La Push. I Cullen stavano controllando la situazione nelle zone più lontane. Non trovavamo nessun anfratto. Nessuna grotta, forse si era sbagliata, forse la sanguisuga aveva mostrato il luogo sbagliato a ... LEI.
Non potevo nemmeno permettermi di pensare il suo nome, o non avrei più smesso di pensare a lei e.. addio concentrazione!
E dai, amico! Io mi concentro anche se penso a Claire! Rispose Quil ai miei pensieri.
Certo, certo. Tagliai corto. I Cullen avevano lasciato a casa il ragazzino nuovo, Michael. Lui conosceva Yvaine da sempre. Erano buoni amici in Italia. Fortuna che c'era Seth a raccontarmi le cose su Yv, altrimenti sarei impazzito di gelosia. Ed ero già sulla buona strada per farlo, ad ogni modo. Già il fatto che Seth e lei avessero tutte quelle cose in comune, che fossero sempre insieme, che si ritenessero gemelli, che avessero le stesse idee e che lui potesse entrare nella suo testa quando volesse, mi faceva impazzire! Perchè lui sì e io no?
JAke, io... Seth interruppe i miei pensieri, dispiaciuto.
No, Seth. Non fa niente, scusa. Devo concentrarmi, mi sono solo
distratto. Non fare caso a me!
Ok...
Lo sapevo! Non dovevo lasciare andare i miei pensieri, avrei dovuto tenerli a bada. Ora avevo ferito Seth. Che idiota che ero.
Ed ecco il segnale: un ululato da sud. Era Collin, aveva fiutato la sanguisuga!
All'attacco, Jake! Mi incoraggiai.
Il bell'innamorato parla da solo, ora! Scherzò Leah.
Concentrazione gente, concentrazioneeeeeeeeeee! Ci interruppe Matthew, gasatissimo. E tutte le nostre rotte deviarono verso un unico punto, verso un unica meta, verso la nostra unica preda: Thomas, la sanguisuga maniaca.