Creato da guerrieradelmondo il 31/03/2012

abitantedispazio

Passione che Brucia,prendi con passione i miei capelli il colore della notte avvolgendoti nella sua oscurità

 

« Cosa ero così io.Nella sua ombra.. »

Vi ho lasciato le mie ceneri...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Qui sorge in me una cella
In cui fu santificato un mite eremita... Il
muro delle virtù celesti nel corpo zoppicante
E negli occhi portava umile gioia...

Lunga veglia - fiore bianco -
Appoggiato sulla fronte del davanzale
E la luna baciò la sua santa guancia
Quando udì la parola come un cinghiale:

"Oh, vieni, servo malvagio, assonnato, e porta
con me il tuo sogno, sopra l'onda morta..., per
un'ora arrampicati su di me arenato
nella cantina dell'imperatore, vite-frutta!"

Si aggrappa vivo alla corda della speranza
E in preghiera sale l'alto gradino..., Il
mezzogiorno dei sensi si sblocca
E gli Angeli, eccolo, faccia a faccia.

Lo rivestirono con l'armatura del cielo...,
Con la neve-di-saggezza-poi lo fecero nevicare
Purificando il suo spirito, deliberatamente,
Per essere come loro, faccia e misura!...

Un angelo fece un segno in cielo!...
Vede il Volto del Mondo Invisibile...,
Ode le parole..., non nato,
Con il cuore scioglie le gelate!...

Quante volte la terra, senza milza, va,
toro nero, rotola,
quante volte l'
Harapi cornuto gli spara nel vuoto , sempre allo sbando?

Un rotolo di libro è il nodo stretto del cielo
E l'ultimo segno terrestre dell'alfabeto...
L'altare vivente del Grande Profeta
Ricevi il sacrificio, Brucia tutto!...

Nella Preghiera del Fuoco si addormenta...
Tardi, la luce della candela si spegne...
Un angelo che si intrufola nella cella
Sopra la sua fronte un sottile alone nevica!... I
nemici alla sua porta gemono sui corni!...

Il monticello è la sabbia vicino alla porta...
La ruggine sul chiavistello ha continuato a crescere, L'
olio è sbocciato in una brocca,
Ma il suo corpo è in ginocchio, sebbene sia cenere...

Su un bancone, accanto, erano disposti
diversi libri. Su un pezzo di carta,
nell'Orologio , aveva scritto il santo di Hrisov,
in quattro righe, parole dorate:

"Perdonatemi, genitori, per favore,
C-avendo poco da fare oggi con il Signore
ho vinto il sonno nella preghiera
e vi ho lasciato le mie ceneri, pegno..."

Ma, non credendo che fosse veramente morto, l'
ho toccato sopra i miei vestiti con la mano...
Ha sparso le sue ceneri calde
E, baciandola..., ho pianto pensieroso!?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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