Creato da traggogolone il 14/11/2012

Ada vede

Punti di domanda e qualche risposta su di noi e la società, con un pizzico di umorismo

 

Sul ragionamento

Post n°81 pubblicato il 25 Giugno 2018 da traggogolone
 

"La confusione mentale si vince solo attraverso una accurata organizzazione dei propri pensieri"

 

Se io provo a sviluppare un ragionamento, che mi deve condurre ad una decisione su un problema, lo imposto su alcuni elementi, sui quali devo avere delle a) convinzioni di massima, b) a ciascuno dei quali attribuisco un valore: in una scala da 1 a 10, per esempio, e da -10 a 0.
Questo procedimento logico di pensiero (empirico), mi conduce ad una decisione, solo se non cambio le convinzioni sugli elementi in gioco, e sul loro valore.
Altrimenti, questa mutevolezza, disfa l’intero processo.
Cosi’ come, se c) io non porto in fondo il mio ragionamento - cioe’ mi preoccupo di sviluppare tutte le possibili diramazioni di causa-effetto (in eventuali iterazioni successive) - il processo non si compie mai; oppure effettuero’ una scelta sulla scorta di un procedimento inefficace, perche’ incompleto.
Davanti ad un processo di questo genere, e’ necessario che io, in primis, svisceri le convinzioni che possono concernere quella scelta, dopo gli attribuisco un valore e solo allora inizio a “lanciare” le diramazioni di causa-effetto.

  1. Sviscero e designo le convinzioni che concernono il problema.

  2. Attribuisco a ciascuna convinzione un valore positivo o negativo, per esempio in una scala da -10 a 0 e da 1 a 10

  3. Effettuo tutte le diramazioni di causa ed effetto

    Infine posso limitarmi a vedere qual’e’ il valore numerico risultante dalle differenti combinazioni e scegliere affidandomi solo ad esso. E’ un sistema come un altro, non e’ detto che sia inefficace

Buoni ragionamenti a tutti

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Appunti sul lavoro

 

1) Ritrovare e fare emergere alla coscienza GLI EVENTI DI SEPARAZIONE dalla Luce, dal Creato, dalla collettività, dalla Mente Universale, come volete chiamarlo: questi eventi innescano la Prigionia Mentale, che è peggiore di quella fisica. E, spesso non ne siamo consapevoli.
Quale strumento usare non ha importanza: ciò che conta è solo la sua effettiva efficacia, da comprovare empiricamente.

 

                             lavoro spirituale


2) Verificare poi l'esistenza degli “IMPIANTI”, e trovare una strada per liberarsene: spesso gli impianti convivono con degli stati di PARASSITI fisici interni, peraltro.
Tali impianti vengono inseriti ed attivati, esattamente a seguito dell'evento/eventi di separazione, di cui al punto uno, cioè quando l'essere umano è più debole, è scoperto.
Questi oggetti (fisici e/o eterici) hanno il compito - per chi li gestisce * - di stabilizzare la prigionia mentale-psichica della persona che ha l'impianto.


3) RIPROGRAMMARE IL NEUROLOGICO, e ristrutturare i desideri, le convinzioni, i pensieri, per creare nuove vie neuronali, dunque nuove vie nella realtà.
E ottenere la Libertà Mentale/Interiore.

Chi la dura, la vince!

 

* E' un punto da trattare, ma nel blog ci sono vari riferimenti soggiacenti ed espliciti. Buone ricerche.

 

 

 
 
 

NEUROPLASTICITA' e 30 esercizi all'uopo..

 

La neuroplasticità, ovvero la capacità dei neuroni cerebrali di riadattarsi e riorganizzarsi in nuove vie, è una scoperta abbastanza recente, legata originariamente all'osservazione scientifica di ciò che accadeva nel cervello di persone che avevano subìto un trauma fisico proprio al cervello.
Si poteva osservare, dopo un po' di tempo, che il cervello si auto-riorganizza e si cura, creando nuove strade, per consentire alla persona di svolgere attività che, magari, dopo un incidente sarebbe stato impensabile riprendere a fare.
O meglio ancora, creare vere e proprie nuove attività, prima impensabili, aprendo nuovi orizzonti in una disciplina, uno sport, un mestiere.
Ora, questo concetto, già da tempo è stato esteso al problema dello “sviluppo personale”: poichè l'uomo, per ragioni biologiche e di mantenimento dello status-quo collettivo (si pensi al costante e stupido “framing” operato dai media main-stream ogni giorno), ad un certo punto si stabilizza nella sua “zona di confort”, rimanendo prigioniero di tutta una serie di schemi ed automatismi appresi negli anni, che di fatto gli limitano l'orizzonte di vita.
Al fine di uscire da questo status-quo, mentale e psicologico, è opportuno mettere in moto la nostra neuro-plasticità - risorsa straordinaria e a buon mercato (anzi è gratis!) - magari proponendosi di svolgere, ogni giorno, qualcuno dei seguenti esercizi che ho trascritto qui sotto, ideati da specialisti di neurologia, ma anche no! Dettati cioè a tutti noi dall'esperienza della vita e del vivere!

Gli esercizi si suddividono in 3 filoni: i fisici/sensoriali, quelli di socializzazione, i cognitivi.

 

Esercizi fisico-sensoriali:

  1. Svolgi qualche attività per te routinaria (lavarsi i denti, per es) ad occhi chiusi.

  2. Come sopra, ma con la “mano straniera” - se sei destro la sinistra e viceversa

  3. Cambia mano per scrivere

  4. Cambia le cose che fai come routine.

  5. Cambia percorsi o strade che ripeti ogni giorno: prendi la strada più lunga per andare a lavorare.. o magari vacci in bicicletta!

  6. Mangia cosa nuove.

  7. Siediti sui sedili di dietro della tua auto e fatti portare come passeggero..

  8. Impara a scrivere al pc con due mani.

  9. Impara a coltivare un giardinetto.

  10. Ogni 3/6 mesi sposta tutti i mobili in casa!..

 

Esercizi di socializzazione:

  1. Parla con uno sconosciuto

  2. Leggi ad alta voce col partner (e spegni quel cacchio di tv..)

  3. Prendi su un autostoppista.

  4. Fai volontariato.

  5. Scrivi una lettera di ringraziamento a qualcuno che ti ha aiutato.

  6. Gioca con i bambini.

  7. Durante una conferenza, presentati ad una decina di persone.

  8. Impara a fare l'attore amatoriale (corso di teatro)

  9. Compi 3 atti a caso di gentilezza verso il prossimo.

  10. Abbracci liberi in piazza: fanno molto bene..

 

Esercizi cognitivi:

  1. Riprendi a studiare.

  2. Studia una nuova lingua.

  3. Chiedi alle persone di raccontarti dei loro hobbies

  4. Leggi un testo di saggistica.

  5. Tieni un diario.

  6. Modifica le tue abitudini audio-visive (nuovi film, canali, musica..)

  7. Iscriviti ad un corso on-line

  8. Vattene in giro in una giornata ponendo solo domande..

  9. Fai associazioni mnemoniche estreme (trovati da leggere qualcosa sul “palazzo della memoria”, all'uopo..)

  10. Scrivi un poema completamente folle.

 

Buoni esperimenti a tutti, e felici nuove scoperte di nuove strade, percorsi, viuzze, vie della seta, scalate intellettualli, scalette, pertugi, carrarecce, mulattiere emozionali... perchè come disse quel tizio: di imparare non si finisce mai! E quell'altro: gli esami non finiscono mai!
E questo, forse, è l'unico vero grande segreto per non invecchiare mai!

 

p.s.

Si, è vero: gli esercizi di cui sopra li ho copia-incollati quasi tutti da un corso on-line in inglese (ma voi non glielo dite, in fondo è neuroplasticità pure questa.. :) )

 

 
 
 

C'era

C’era un’idea.
Per la verita’, c’era stata un’idea.
C’era la gioventu’, un gladiatore sfuggito al suo tempo, un enorme fungo di pietra, uno stillicidio di parole, dette tutte in un tempo brevissimo.
C’era stata la chiarezza (una volta) e il desiderio di smettere di frequentare le teste sbagliate.
C’era anche l’errore, che ci inseguiva, effimero, instancabile, giorno e notte.
C’era un’odissea, apparentemente mai avvenuta, eppure cosi’ ben presente a tutti noi.
C’era un denudarsi, improvvisato, che non era servito a niente.
C’era un tavolo imbandito, abbandonato, e tutti gli affamati dietro alla rete, ad odorarne i profumi, sbavando come cani affamati.
C’era qualcosa, li’, nell’ombra, chissa’.
C’era, chi non ho ben capito e continuavo a chiedermi se, lui o lei, mi avrebbe capito mai.
C’era un portico, senza batacchio ne’ serratura: era un indovinello, scoprii, attendeva solo la parola magica.
C’era la stanchezza, la bellezza e la verita’: si guardarono negli occhi e risero, dalla disperazione.
C’era un martire, votato martire, promosso sindaco: poi, una volta giunto al posto di comando, continuava a domandarsi perche’ mai fosse finito li’ e non sulla croce.
C’era un tipo che una sera mi racconto’ queste storie, che ora ho appena raccontato a voi.


 
 
 

Per mancanza di vento

Intanto mi tocca raccontare di un tizio che era normale, non bellissimo, non particolarmente intelligente, non ricco, ma non gli mancava nulla, in fondo.
Eccetto una cosa sola: era un tizio che non aveva un obiettivo.
A lui piaceva scrivere racconti, ebbene i suoi racconti si incagliavano spesso, e lui non sapeva spiegarsi assolutamente il perchè.
Era bravo, sapeva scrivere, aveva letto molti romanzi e manuali per migliorarsi, ciò nonostante, i suoi personaggi, alla fine si rendeva conto, erano esattamente come lui: mancavano di uno scopo proprio!
E quindi morivano presto: il loro autore li lasciava lì, sul foglio, appena creati, o magari dopo moltissime pagine vergate col sudore, così, incompiuti.
Come una barca a vela, abbandonata in mezzo al mare, per mancanza di vento.
E qui finisce questa storia: per mancanza di vento.

 
 
 
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verissimo!
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