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Costa d'Avorio, il giorno più belloSmantellata la zona cuscinetto, dopo cinque anni il Paese si riunifica Sono bastati poco più di 60 minuti per cancellare con un colpo di spugna cinque anni di guerra civile. Secondo gli accordi raggiunti ieri tra i rappresentanti dell'esercito ivoriano, dei ribelli delle Forces Nouvelles, dei francesi dell'operazione Licorne e dei caschi blu dell'Onuci, da lunedì prossimo la Costa d'Avorio tornerà ad essere un unico Paese. La zona cuscinetto, che dall'inizio della guerra civile, costata la vita a 4.000 persone, divide il nord ribelle dal sud governativo, presto sarà solo un ricordo del passatoAccordi. Dopo la firma degli accordi di pace di Ouagadougou, lo scorso 4 marzo, il processo di pace in Costa d'Avorio sta facendo passi da gigante: prima la creazione di un comitato congiunto tra esercito e ribelli per monitorare il disarmo di parte dei ribelli e delle milizie filo-governative, poi la nomina del leader delle Fn, Guillaume Soro, a premier. Infine la cancellazione della zona-cuscinetto, al momento monitorata da 11.000 soldati, divisi tra i caschi blu e il contingente francese. La decisione presa ieri dai quattro generali ha un valore simbolico enorme, visto che riporta l'unità in un Paese che, nel momento più difficile della guerra civile, ha rischiato seriamente la secessione. Ritiro. Non è stata ancora fissata una scadenza per il ritiro dei caschi blu e dei militari francesi anche se, scomparsa la zona-cuscinetto, il soggiorno (soprattutto dei primi) in Costa d'Avorio perde molto del suo significato. Pochi giorni fa l'Onuci aveva fatto sapere che una riduzione del contingente non era nei programmi, ma la svolta di ieri dovrebbe presumibilmente far cambiare i piani. Diverso il discorso per i militari francesi, presenti nel Paese grazie a un accordo di cooperazione militare tra Parigi e le autorità ivoriane. Una riduzione del contingente è possibile, ma la forza aerea francese dovrebbe rimanere al suo posto per dare una mano a monitorare il processo di pace soprattutto nella sua fase iniziale. La cosa potrebbe portare a un deciso miglioramento nei rapporti diplomatici tra i due Paesi, ai ferri corti dall'inizio del conflitto.Governo. Stasera, intanto, Guillaume Soro terrà il suo primo discorso alla nazione da premier. Il richiamo all'unità nazionale e alla riconciliazione sembra scontato, anche se non tutti i problemi sono stati risolti. I passi da gigante fatti registrare negli ultimi mesi non devono far dimenticare le sfide future, costituite dal processo di identificazione della popolazione (una delle questioni più calde su cui tutti i precedenti trattati di pace si sono arenati) e dall'organizzazione delle prossime elezioni, previste per ottobre dopo due rinvii consecutivi negli ultimi due anni. Ma la volontà politica di risolvere la crisi, espressa sia dal presidente Laurent Gbagbo che da Soro, è il miglior viatico per la riuscita del piano di pace. Da lunedì, la Costa d'Avorio tornerà ad essere un Paese vero. (da www.peacereporter.net 13/04/07
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Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 01:27
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