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Che Guevara, 40 anni di mito

Post n°51 pubblicato il 09 Ottobre 2007 da joemitraglia73
 
Foto di joemitraglia73

Era un rivoluzionario contrario al capitalismo, oggi è un eroe consumistico per turisti e cortei
 

Il 9 ottobre del 1967 Ernesto Guevara de La Serna veniva ucciso dall'esercito boliviano nella scuola del villaggio de La Higuera. Sono passati 40 anni ma il mito, il Che, è più vivo che mai. Non ha perso nulla della forza che lo portò a essere acclamato come il guerrigliero per eccellenza, invocato quando il raccolto andava male nei villaggi del Sudamerica, eroe romantico, simbolo della ribellione giovanile, incarnazione della giustizia e della coerenza.

Peter Soderbergh ha in programma due film su di lui: il primo film - The Argentine - partirà dall'impresa che vide il Che (sul grande schermo interpretato da Benicio Del Toro) giungere a Cuba dal Messico, il secondo - Guerrilla - sarà ambientato dopo il trionfo della rivoluzione cubana, e si aprirà con Guevara in viaggio verso New York per il famoso discorso alle Nazioni Unite del 1964.

Un pacchetto di reliquie sarà messo all'asta il 25 e il 26 ottobre a Dallas da uno degli uomini che lo catturò, Gustavo Villaldo: la mappa che gli consentì di trovare il medico cubano convertito alla Rivoluzione, i messaggi ai suoi uomini intercettati, alcune ciocche di capelli, le foto del corpo e le impronte digitali prese prima di seppellirlo. «È arrivato il momento per me di mettermi alle spalle il passato e di affidare queste cose a qualcun altro» ha detto Villoldo, esule cubano ed ex agente della Cia, in un'intervista al Miami Herald. È lui quello che ha sfidato Fidel dicendo che i resti nel mausoleo di Santa Clara sono un falso e di essere il solo a conoscenza del vero luogo di sepoltura del Che.

Innumerevoli le canzoni ispirate a lui, oltre alla più famosa Hasta siempre comandante di Carlos Puebla: le italiane Transamerika dei Modena City Ramblers (video), Cohiba di Daniele Silvestri (video), Tre passi avanti dei Bandabardò, Stagioni e Canzone per il Che di Francesco Guccini, ma anche la trilogia Ruta del Ché del gruppo punk spagnolo Boikot (video), gli americani Chagall Guevara, e perfino i Rolling Stones in Indian Girl.

L'Argentina (dove era nato il 14 giugno del 1928) ha inaugurato un anno di festeggiamenti per l'80esimo anniversario, in libreria è uscita la biografia di Aleida March de la Torre (Evocacion: la mia vita a fianco del Che, nell'edizione italiana) e la figlia Aleidita si è impegnata in una «revisione della figura del padre, «utilizzato come icona per ogni ideologia». Non c'è corteo senza bandiera in cui appaia la sua effige, contro i licenziamenti, contro il precariato, perfino per il referendum sulla fecondazione assistita. E quando si manifestò per i Dico in piazza Farnesi campeggiò un manifesto in cui appariva incinto.

La foto in cui tante generazioni si sono specchiate fu scattata per caso da Alberto Korda, il 6 marzo del 1960. Erano i funerali di 136 vittime di un attentato e sul palco stava parlando Castro. Guevara fece un passo avanti, si sporse per pochi secondi. In quell'istante la Leika di Korda diede all'immaginario collettivo la sua effige.

«Quando vedo la magliette con le immagni del Che divento triste e vengo colto dalla nostalgia» dice il compagno di guerriglia Benigno che oggi vive a Parigi, in un documentario realizzato per Histor Channel. «Non è qualcosa che coincide con il pensiero del Che. È come trasformarlo in una vera e propria azione commerciale. D'altro canto serve a che lui continui a vivere tra la gente, quindi tutto sommato non la disapprovo, anzi la apprezzo».

(Libero News)

Notizia del 9 ottobre 2007 - 09:01

 
 
 
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