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A bocce ferme
Sui giornali nei giorni scorsi si leggevano titoli sulla "Vittoria del centro sinistra" e la "Sconfitta di Berlusconi". Secondo me hanno vinto gli italiani, hanno dimostrato di saper usare il voto per esprimere chiaramente la necessità di rinnovamento.
Quella di Berlusconi ormai è una lenta agonia, è stato abbandonato da imprenditori e cattolici, i cosiddetti moderati sono stanchi delle sue bugie, delle sue gaffe e abitudini dissolute. Fortunatamente cresce il bisogno di voltare pagina.
Il suo elettorato ormai è composto in prevalenza da anziani, che purtroppo trascorrono la giornata davanti alle sue televisioni, e da persone con una cultura medio bassa, per le quali l'evento dell'anno è stata la finale del grande fratello.
Tra i laureati a Milano il distacco tra Pisapia e la Moratti sale a quasi il 30%.
Tra i vincitori bisogna fare dei distinguo, sicuramente non ha brillato la classe dirigente del PD, che non riesce a esprimere un candidato vincente da anni.
Un anno fa hanno perso nel Lazio e in Campania a causa della cattiva gestione delle loro precedenti amministrazioni. Questo serve come monito, ci ricorda che le mele marce esistono ovunque, la differenza la fa la capacità del partito di espellerle. La forza del PD è la sua base, i suoi circoli hanno iscritti veri, che discutono, si incontrano e possono contare su strumenti di partecipazione come le primarie.
Peccato la classe dirigente non sia all'altezza. A Napoli, dopo la brutta figura delle primarie, non hanno voluto sostenere De Magistris e senza volerlo gli hanno fatto un favore. In questo modo i napoletani lo hanno potuto identificare con il cambiamento e la discontinuità di cui la città aveva bisogno.
A Milano il loro candidato alle primarie ha perso il confronto con Pisapia. Per loro fortuna a Torino Chiamparino ha lasciato un buon ricordo, spianando la strada a chiunque gli fosse succeduto. Infine a Bologna ha vinto la voglia di mandare a casa Berlusconi, facendo dimenticare subito lo scandalo che ha coinvolto l'ex sindaco Delbono e la sua ex amante.
I vari D'Alema, Veltroni, Fioroni, Marini dovrebbero fare un passo indietro per non mettere a rischio le ottime chance che ha il partito di guidare il cambiamento.
Largo ai giovani non basta, abbiamo bisogno di innovatori e per esserlo non serve essere nati dopo il 1970.
I "grillini" vengono in gran parte dal centro sinistra, sono stufi dei privilegi e dei giochi di potere della casta, ma non è detto che il "movimento 5 stelle" sarà in grado di offrirgli il cambiamento che cercano. Per questo penso che se dovesse arrivare una proposta credibile, quelli che oggi si dicono grillini saprebbero valutarla.
Beppe Grillo ultimamente mi lascia sempre più perplesso. Spara su tutto e tutti, sembra impegnato in una strenua difesa del suo marchio, piuttosto che in una vera promessa di rivoluzione civile.
La sua polemica non prende di mira solo i partiti tradizionali, ma anche gli altri movimenti che nascono per rispondere alle stesse esigenze di cambiamento.
In politica se si vuol fare qualcosa di buono bisogna aggregare le persone per raggiungere obiettivi comuni, e non comportarsi come se fossero la concorrenza.
La sua strategia sembra più mirata a salvaguardare una nicchia di mercato che a far crescere una vera partecipazione.
Servono persone disposte a mettersi in gioco, che vogliano sinceramente rinnovare l'Italia.
Vinceranno i partiti che sapranno raccogliere questa sfida.
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Inviato da: amandaclark82
il 30/12/2016 alle 12:52
Inviato da: sexydamilleeunanotte
il 26/08/2016 alle 11:01
Inviato da: esternoluce
il 29/12/2015 alle 10:42
Inviato da: biancoblu78
il 11/02/2012 alle 10:36
Inviato da: ormalibera
il 29/10/2011 alle 15:01