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Chi ce l'ha fatta

Post n°56 pubblicato il 20 Marzo 2010 da biancoblu78
 
Tag: futuro
Foto di biancoblu78

C'era una volta la Medellin dei narcos, insicura, degradata e corrotta.
Poi è arrivato un matematico: Sergio Fajardo, 51 anni, dal 2003 sindaco indipendente di Medellín.
Qualche anno fa, stanco dell'impotenza della politica di fronte al degrado urbano che vedeva ampi settori della città in preda alla violenza, alla droga e all'analfabetismo, Fajardo ha dato vita a un piccolo «gruppo critico» che ha svolto una fitta campagna elettorale in prima persona. E così, dopo l'elezione a sindaco, nonostante la complessità del suo compito, da buon matematico ha impostato la propria azione in modo logico e apparentemente semplice.
Le regole sono state:

  • enunciare chiaramente i problemi per poterli risolvere,
  • applicare tutte le soluzioni contemporaneamente per poter avviare un processo di cambiamento solido e duraturo,
  • accompagnare la riorganizzazione della città con un solido sostegno sociale, ovvero costruire più opportunità, altrimenti tutti i progressi raggiunti si perderanno in poco tempo.

Ad esempio, se inviava la polizia a ripulire un quartiere malfamato, inaugurava lo stesso giorno e nello stesso luogo una scuola, una biblioteca, un ufficio di collocamento e un'agenzia di microcredito per mostrare che un'alternativa possibile esiste.

Negli anni 90 gli omicidi a Medellín toccavano la cifra annuale di 381 ogni centomila abitanti.
Oggi l'indice degli omicidi è sceso a quota 29 ogni centomila abitanti.

Non è finita: con un bilancio comunale di circa 900 milioni di dollari annuo, l'amministrazione Fajardo destina il 40% all'educazione e ha aumentato gli investimenti nel microcredito e nel trasporto pubblico.
Fajardo ha deciso programmaticamente di costruire le architetture più sofisticate e nobili nelle zone più degradate. Le persone più umili trovano dunque gli edifici migliori: facile capire perché vengano recepiti come simboli del rinnovamento tanto che, un po' provocatoriamente, sopra i nuovi edifici il Comune appende striscioni che recitano «le vostre tasse sono qui!»

 

 
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