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Federalismo: a chi serve?
In Italia esistono problemi urgenti di cui si parla poco, per i quali nessuno trova soluzioni.
La disoccupazione è aumentata del 16% in un anno (a febbraio 2010 era l'8,6%). In particolare è cresciuta quella giovanile, attestandosi a quota 28,2%, superiore di 7,6 punti rispetto a quella dell'UE (20,6%). Senza contare i 617 mila cassintegrati.
Il territorio è sempre più ostaggio di organizzazioni criminali più o meno legali, che ci stanno avvelenando con ogni tipo di sostanze inquinanti, in nome del profitto di pochi.
Eppure la priorità nazionale dettata dalla Lega sembra essere il federalismo fiscale. Lo pubblicizzano come la panacea di tutti i mali, dicono che servirà a responsabilizzare gli amministratori. Argomento tutto da dimostrare nella pratica.
Ha ragione Gianfranco Fini quando dice che sono in gioco valori come la solidarietà e l'equità. Il sistema funzionerà fin tanto ci saranno dei limiti alla possibilità di far ingrassare le regioni più ricche.
Mentre nelle aziende cercano sinergie attraverso accordi e fusioni per fare economie di scala, il federalismo va nella parte opposta. Moltiplicare i centri di potere e di costo, aumenterà inevitabilmente la spesa.
Un esempio potrebbe essere l'abolizione delle Provincie, enti inutili, da cui si potrebbero risparmiare 10 miliardi di euro, ma la Lega non vuole.
Secondo i loro calcoli potranno comunque contare su maggiori risorse, nonostante l'aumento dei costi, tutto questo a scapito delle regioni del Sud.
Ci spacciano l'egoismo per amore per la propria terra.
Alcuni organi della Chiesa hanno tentato di opporsi alle azioni della Lega, in nome dei valori della solidarietà e della tutela dei diritti umani, ma sono stati ridotti al silenzio o rimossi dai loro incarichi (vedi i casi di Famiglia Cristiana e di Avvenire).
Forse con il federalismo si porrà fine allo scippo di risorse da parte dei Ministri leghisti a vantaggio dei loro elettori, come successo con i Fondi aree sottoutilizzate (FAS), impiegati per pagare le multe degli allevatori del nord.
Vorrei ricordare a questi signori che anche se eletti solo da cittadini del nord, nel momento in cui vengono a Roma dovrebbero agire nell'interesse nazionale e non solo del loro "condominio".
Si stabilisce il principio egoistico in base al quale si vota per chi arraffa di più per il proprio feudo.
Bravo allora l'ex ministro Zaia a svendere la cucina italiana al Mc Donald, in cambio di 3 milioni di euro per la fornitura di Asiago, Bresaola della Valtellina, pancetta della Val Venosta, ecc... contribuendo così a sdoganare la cultura del fast food con il marchio del Ministero delle Politiche Agricole. Non bastano gli ingredienti per ricreare il gusto italiano, perché non regalare il logo del Ministero per promuovere la cucina italiana di qualità?
In gioco c'è la coesione sociale e l'opportunità di far sviluppare il mezzogiorno. Corriamo il rischio di far crescere le migrazioni verso il nord alla ricerca di servizi sanitari, oltre che di lavoro. Le sperequazioni sono all'origine di quanto sta succedendo in Grecia, ma in un Paese sempre più alla deriva autoritaria anche ribellarsi è difficile.
Fanno il pieno di voti dove è più forte l'evasione fiscale, motivo in più per essere alleati di Berlusconi, tra condoni e scudi hanno maggiori probabilità di farla franca.
Insomma sono dei Robin Hood al contrario, rubano ai poveri per dare ai ricchi.
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Inviato da: amandaclark82
il 30/12/2016 alle 12:52
Inviato da: sexydamilleeunanotte
il 26/08/2016 alle 11:01
Inviato da: esternoluce
il 29/12/2015 alle 10:42
Inviato da: biancoblu78
il 11/02/2012 alle 10:36
Inviato da: ormalibera
il 29/10/2011 alle 15:01