
Il 10 dicembre il Corriere della Sera faceva una previsione sul voto di sfiducia, che vedeva in vantaggio i "no" per 314 contro 313, quindi non possiamo dire che quanto accaduto fosse inatteso.
Eppure ho provato un senso di rabbia e di impotenza, tanto grave da desiderare di essere a Roma per porre l'assedio ai palazzi del potere.
Ho pensato fosse naturale che i cittadini liberi combattano la tirannia, provo pena per coloro che fanno finta di non vedere.
Abbiamo un parlamento non di eletti dal popolo, ma di nominati dai partiti. Il più ricco è anche il capo del governo e può permettersi la maggioranza che vuole, comprandosi il voto di gente senza dignità.
Sono due anni che il governo si occupa di legittimo impedimento, condoni, case al Colosseo e scudi fiscali, mentre gli italiani affrontano una grave crisi che ha lasciato senza lavoro migliaia di persone.
Le contestazioni contro il governo o la resistenza civile diventano l'unico modo per far sentire la voce della parte sana del Paese.
Non è più questione di destra o sinistra, ma di onesti contro disonesti.
Sotto le dittature le manifestazioni violente rischiano di essere addirittura controproducenti, perché scatenano rappresaglie e giustificano ulteriori limitazioni della libertà.
Serve una forma di protesta non violenta e di massa.
Chi è a Roma ogni notte sosti qualche ora in piazza Montecitorio o nelle vie limitrofe con una candela, in una veglia collettiva in difesa della libertà e della democrazia.
Tutti in Italia possono mettere fuori la finestra un tricolore con un nastro nero, in segno di lutto per la morte della democrazia.
In tempi di tirannia e ingiustizia, i cittadini liberi vengono considerati dei fuorilegge.
Inviato da: amandaclark82
il 30/12/2016 alle 12:52
Inviato da: sexydamilleeunanotte
il 26/08/2016 alle 11:01
Inviato da: esternoluce
il 29/12/2015 alle 10:42
Inviato da: biancoblu78
il 11/02/2012 alle 10:36
Inviato da: ormalibera
il 29/10/2011 alle 15:01