Oggi, nel 2008, Esiste ancora la Libertà di Parola?
Mi piacerebbe discutere con voi d’informazione, in questo mondo libero che è il web.
Ma prima di farlo bisogna avere un po' d’informazioni di base, che vi riporto di seguito.
Esprimete il vostro PENSIERO, qui che è LIBERO.
“Il concetto di informazione è quanto mai vasto e differenziato: informazione è in generale qualunque notizia o racconto, qualunque comunicazione scritta o orale contiene informazione. I dati in un archivio sono informazioni, così anche la configurazione degli atomi di un gas può venire considerata informazione. L’informazione può essere quindi misurata come le altre entità fisiche ed è sempre esistita, anche se la sua importanza è stata riconosciuta solo nel XX secolo. L’informazione e la sua elaborazione attraverso i computer hanno certamente un impatto notevole nella vita quotidiana. L’importanza è testimoniata, per esempio, dai sistemi di protezione escogitati mediante la crittografia e dal valore commerciale della borsa tecnologica. L’uso appropriato dell’informazione pone problemi etici di rilievo, come nel caso della privacy riguardo le informazioni cliniche che potrebbero altrimenti avvantaggiare le compagnie di assicurazioni mediche e danneggiare i pazienti.” (preso da http://it.wikipedia.org/wiki/Informazione )
Questo è il link della classifica della liberta di stampa nei vari paesi:
http://www.rsf.org/article.php3?id_article=24025
L’Italia, al momento in cui metto il post, si trova al 35° posto.
“La libertà di stampa è una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l'esistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni. Si estende anche al diritto all'accesso ed alla raccolta d'informazioni, ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico. In Italia la libertà di stampa è sancita dall'art. 21 della Costituzione.” (Preso da http://it.wikipedia.org/wiki/Libert%C3%A0_di_stampa )
La Libertà di stampa in Italia è garantita dal art. 21 della Costituzione L'articolo 21 della Costituzione si trova nella Parte I che regola i "Diritti e i Doveri dei cittadini" al titolo I sotto Rapporti Civili: (Preso da http://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_21)
IL MONOPOLIO DELL'INFORMAZIONE DI SILVIO BERLUSCONI
Le preoccupazioni sulla concentrazione dei mezzi informativi in Italia sono state un problema sin dalla elezione nel 2001 di Silvio Berlusconi. Diventava Presidente del consiglio l'uomo più ricco d'Italia, nonché un magnate dei media, con il controllo diretto su tre reti televisive nazionali e due giornali a diffusione e numero lettori di livello nazionale (Il Giornale e Libero). Inoltre nel 2005 controllava indirettamente due reti della RAI, tramite i vari enti di vigilanza a nomina in parte governativa. In Italia si possono considerare almeno otto giornali nazionali privati che continuano ad esprimere opinioni politiche discordanti tra di loro ed a criticare i governi, con diverso accanimento e sfumature. Mediaset, è il maggiore ente radio-televisivo privato del paese e riceve la maggiore fetta (più del 60%) della pubblicità televisiva nazionale. L'Osservatorio di Pavia, un ente indipendente che analizza i media, calcolava che nel febbraio 2004, Berlusconi occupava il 42 % del tempo totale dedicato ai politici dalle varie televisioni. Nello stesso anno si dimisero dalla RAI, sia il direttore Lucia Annunziata, che la conduttrice Lilli Gruber, per protesta alla espansione incontrastata di Berlusconi sulla televisione. Nel luglio 2004 venne approvata la legge sul conflitto di interessi, che doveva risolvere le contraddizioni tra la posizione di Silvio Berlusconi come Presidente del Consiglio e quella di proprietario dei media. Anche se la legge in teoria limita il controllo dei politici sulle loro proprietà, non fa loro divieto di possedere compagnie mediatiche (A differenza degli USA, dove il controllo dei media è interdetto ai politici e dove al Presidente si applica il "blind trust": il politico deve vendere le sue proprietà, ed un gruppo fiduciari acquistano azioni di molte compagnie, con una distribuzione e settore commerciale ignoti al Presidente). La legge italiana del 2005 venne considerata da molti come un fallimento nella riduzione dello strapotere mediatico dell'allora Presidente del Consiglio dei Ministri.
LEGGE GASPARRI DELL'APRILE 2004
Nel aprile del 2004, il parlamento approvava una riforma delle leggi che regolamentano l'emittenza radiotelevisiva, nota come "legge Gasparri", che introduce alcuni cambiamenti come l'ingiunzione ad alcuni canali di passare alla diffusione per via digitale terrestre e la privatizzazione parziale della RAI. Alla legge venne posto il veto dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, nel dicembre 2003. Anche se successivamente la legge venne rivista con l'aggiunta di una clausola che limita il massimo introito che un singolo conglomerato dei media può guadagnare, essa escludeva i guadagni derivati dal possedere agenzie di raccolta pubblicitaria, case di produzione e distribuzione cinematografica oppure discografiche. Secondo molti la legge promossa da Maurizio Gasparri aumentava il controllo esercitato da Berlusconi sui mezzi informativi. La legge permetteva anche al canale Retequattro di continuare la diffusione per via analogica terrestre. Il decreto è in contrasto con una sentenza del 2002 della Corte costituzionale che imponeva a Retequattro di interrpmpere la diffusione solo analogica nel gennaio del 2004, in modo di liberare spazi alla concorrenza, sia sotto forma di frequenze terrestri che di quote di pubblicità. Tale fatto avrebbe diminuito il valore sul mercato del canale televisivo in questione. L'Unione Europea, a luglio 2007, chiede all'Italia di modificare in molte parti la legge, altrimenti scatta una multa di 300-400 mila euro al giorno. (Preso da http://it.wikipedia.org/wiki/Libert%C3%A0_di_stampa_in_Italia )
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