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arte passione amore

un vero amore non sa parlare.

 

 

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PER ALDA MERINI

Post n°3355 pubblicato il 02 Novembre 2009 da artfactory

Quest'articolo odierno di Gianni Leone
pubblicato su Mondo Raro mi pare il modo migliore per salutare una delle più grandi poetesse italiane di tutti i tempi.
 
Chi ama la poesia non può non rivolgere il suo pensiero alla poetessa che ci ha donato poesie indimenticabili ed eterne.
 
Il presidente Napolitano: "Viene meno una ispirata e limpida voce poetica"
 
Tony Kospan
 
 
 
Alda Merini è morta,
l’addio ad una delle più grandi poetesse del Novecento
Gianni Leone
 
 
E’ con grande tristezza che scrivo questo articolo.
Oggi è morta Alda Merini, una delle più grandi “voci” della poesia del Novecento. I suoi versi sono bagnati di ardente visionarità, profondi come solo gli abissi dell’anima sanno essere… versi a volte inquieti, a volte sommessi, che raccontano le “ombre e luci della sua mente”.

Alda Merini era una poetessa di un’intensità straordinaria… una che “andava e veniva” dai manicomi, sempre prigioniera dei suoi problemi di salute… eppure quei problemi in un certo senso hanno reso Alda Merini libera… libera di raccontare se stessa, le cose che vedeva, le persone che l’aiutavano o l’amavano…

Nel febbraio del 2004 Alda Merini viene ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Un amico della scrittrice lancia un appello per richiedere aiuto economico. La Merini, nonostante sia una delle più grandi poetesse del Novecento vive in povertà.

E così accade di morire in semi-povertà, dopo che per un’intera vita si è arricchito il mondo di poesia… la poesia di una donna dal modo scontroso ma straordinariamente dolce di esistere e comporre versi…

Capita che in un paese come l’Italia, una grande artista muoia quasi nel silenzio… semisconosciuta… ci sono “altri artisti” da celebrare… l’Italia è intenta a celebrare i decerebrati dei reality, i protagonisti del pallone miliardario e le tante veline cialtrone della tv… e così in questa domenica d’autunno, sono nel mio studio, con uno dei miei cinque gatti, Gastone, addormentato sulla scrivania accanto alla tasteria del computer. Guardo Gastone, ascolto musica, rifletto e scrivo questo pezzo… e penso come Alda Merini sia stata capace di accarezzare le parole fino a piegarne il suono, per farne poesia… La Merini era veramente unica… una di quelle creature capaci di brillare di luce propria, irradiando bellezza, come se fosse una stella appena nata, nello sterminato universo.

Povera e pazza… per lei però questa due parole non sarebbero state offensive ma una condizione da rivendicare… Quello che la vita le aveva negato, lei lo prendeva a mani nude, folle e incurante, se ne fregava di tutto, posseduta com’era dal suo Daimon poco socratico e molto dionisiaco.

Addio Maestra. E’ una domenica nella quale, nonostante tutto e tutti, mi è impossibile non udire la tua armoniosa musica nel cuore del mondo.
Grazie, grazie di cuore per i tuoi versi

 

CANZONE PER ALDA MERINI Roberto vecchioni

Merini, che è morta nel giorno dei santi....

una genziana azzurra come il cielo.

DSCF0943
Alda Merini, considerata tra le principali poetesse del Novecento, con una personalità originale, audace e irriverente, è morta a Milano all'età di 78 anni. Con la Costiera amalfitana, grazie alla manifestazione Scala incontra New York, negli ultimi anni aveva intessuto un rapporto “particolare”: qui si è trovata come a casa, protetta nella sua fragilità.

Nell'agosto del 2008 fu ospite d'eccezione nel duomo di San Lorenzo. Insieme alla voce di Giovanni Nuti, recitò il suo personale e quasi autobiografico “Poema della croce”.

Anche in quell'occasione, la poesia della Merini parlava della morte ma trasudava di vita e d’amore. Davanti ad un pubblico assorto, declamò con la sua voce sottile, ma profonda, il suo “Poema della croce”, nato dalla sua personale esperienza, quando rinunciò alle cure di recupero per sentire più a fondo il dolore di Gesù.

Merini era nata a Milano il 21 marzo 1931. Una data davvero significativa e simbolica e che le aveva dato anche lo spunto per una delle sue poesie.

Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta”. E la follia è stata una delle cifre di tutta la sua vita, avendo lei conosciuto anche l'internamento in ospedale psichiatrico, all'inizio degli anni Settanta.Alda Merini

Quei pochi giorni che trascorse a Scala, protetta come in un ventre materno, furono per lei un piccolo momento di rigenerazione, immersa in un piccolo mondo antico.

Grazie alla sua particolare sensibilità l'ha fatta amare anche a chi non conosceva la storia umana ricca di sofferenze e di drammi.

Da tempo si parlava per lei di un Premio Nobel - la proposta arrivò nel 1996  dall'Academie Francaise - ma non si è mai concretizzato.

“Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace di cambiare di misura”. Sono queste le parole che aveva scelto per la homepage del suo sito ufficiale. Accanto ad una immagine in bianco e nero, con la sigaretta in mano e la altrettanto inseparabile collana di perle al collo

http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&task=view&catid=28&id=3217&Itemid=45
 

http://associazioni.comune.firenze.it/radioestesia/immagini/donna_luce.gif


 

Vuoto d'Amore

Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero, dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia
.

Alda Merini

Pianto dei poeti 
Alda Merini

Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l’ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell’ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l’amatore immoto
dalle turbe angosciose di declino
io sono l’acqua che si genuflette
davanti alla montagna del tuo amore.

 

 
 


Che ti sia lieve la terra... grande Alda...

 


ed ancora grazie
 
per le grandi poetiche emozioni che ci hai regalato.

Con esse hai arricchito il nostro spirito
mentre sei vissuta e morta in povertà. 
 

http://www.aldamerini.com/

 sono un po' piu' triste oggi
- Eterna -

 Ciò che stona
tempo 
mai più cancella,
e silenziosamente
va cancellando tempo
con nuova melodia,
raccolta da memoria
come nota nel silenzio,
e lasciata a Poesia
in Sacralità di mistero
Eros e Santità

                                                                  Psyguru
dal web sta giustif.pure il copia e inc.

Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.

Alda Merini da "Clinica dell'abbandono ADA MARINI (1931-2009) 

sorride

triste sto giorno

il tenpo riflette sullo specchio

 

 
 
 
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ROSSO FOTO di ROSSO VENEXIANO

SENZA FRETTA

LA VITA E' COSI' PICCOLI ISTANTI CHE DANNO ANCORA UN SENSO A QUESTA NOSTRA  FRAGILE  REALTA'LA VITA E' COSI' VIVILA SENPRE E PRIMA O POI  ALL'IMPROVVISO ANCORA TI SORPRENDERA'

SOGNARE E' LECITO 

 

 

 
 

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