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arte passione amore

un vero amore non sa parlare.

 

 

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AD OGNI COSTO

Post n°3356 pubblicato il 02 Novembre 2009 da artfactory

Ascoltare è davvero pericoloso, significa sapere, significa essere informato ed essere al corrente, le orecchie sono prive di palpebre che possano chiudersi istintivamente di fronte a ciò che viene pronunciato, non si possono proteggere da ciò che si presume stia per essere ascoltato, è sempre troppo tardi.

AD OGNI COSTO con ELEONORA

Se qualcuno cercasse di capire il tuo sguardo, Poeta, difenditi con ferocia. Il tuo sguardo, ahimè, son cento sguardi che ti hanno guardato tremando.
Alda Merini, Lo sguardo del poeta - Introduzione a Vuoto d'amore

 

 





"Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. "

Robert Doisneau

 

 
Chi ha paura della morte si offenda. La morte è una riviera musicale, il seno curvo della donna amata. Non c'è spazio tra l'uomo e la sua morte. Soltanto il batticuore di un nemico che ride al suo passaggio.

Alda Merini

        

 il mio pensiero è d’indole traslata. Ha la tendenza a trasformare una linea retta in un arabesco. E, appena può, un triangolo in un rocaille. Un sillogismo lo tramuta in una cornucopia. Per il mio pensiero, un punto e a capo può essere un abisso. Dei puntini di sospensione un infinito...

Benitez Reyes Felipe, Il mercato dei miraggi.

I fogli bianchi sono la dismisura dell’anima e io su questo sapore agrodolce vorrò un giorno morire, perchè il foglio bianco è violento. Violento come una bandiera, una voragine di fuoco, e così io mi compongo, lettera su lettera all’infinito affinché uno mi legga ma nessuno impari nulla perchè la vita è sorso, e sorso di vita i fogli bianchi dismisura dell’anima


(Alda Merini

Spesso ripeto sottovoce

 

che si deve vivere di ricordi solo

 

quando mi sono rimasti pochi giorni.

 

Quello che e’ passato 

 

e’ come se non ci fosse mai stato.

 

Il passato e’ un laccio che

 

stringe la gola alla mia mente

 

e toglie energie per affrontare il mio presente.

 

 Il passato e’ solo fumo

 

di chi non ha vissuto.

 

Quello che ho gia’ visto

 

non conta piu’ niente.

 

Il passato ed il futuro

 

non sono realta’ ma solo effimere illusioni.

 

Devo liberarmi del tempo

 

e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo

 

che questo meraviglioso istante.

 

Alda Merini

In un tempo che non conosciamo l'anima comincia a vivere di luce propria e diventa il nostro angelo custode. Fin da quando il bambino impara a camminare, la madre lo avvia verso la propria solitudine e il figlio comincerà ad andare avanti senza capire né dove arriverà né dove sono i confini della sua vita e della sua morte. Per capire il segreto della sua esistenza e per una grande paura interiore il bambino si affiancherà ai suoi simili e diventeranno dei grandi guerrieri contro la vita. Essi non sanno che combattono la vita, ma comunque ciò che è sicuro è che hanno in mente la guerra. La guerra appartiene a quel rancore assoluto che prova il bambino quando viene messo sulla strada di tutti, quando qualche bambino capirà che è stato meno felice degli altri e che ha avuto a volte dei genitori indegni. Ma comunque ogni madre per quanto indegna ha insegnato al bambino la parola musica, sole, avvenire,mamma. Per quanto ci si rammarichi o ci si addolori, il bambino, ovvero il figlio della natura, ha capito che la sua vera madre è la terra, è la vita, eppure la combatte come un giorno ha combattuto il seno della madre per venire alla luce. La forza propulsiva di questa nascita è l'anima. Col tempo il bambino diventato adulto prenderà coscienza della propria nudità e della propria bellezza e farà del suo corpo uno stelo di vita e soprattutto un richiamo di vita. Nascerà l'amore. L'amore nasce nell'uomo dal grande desiderio di riposare le sue fatiche nel corpo di un altro guerriero che questa volta sarà la donna. E non solo vorrà riposarsi ma vorrà penetrare questa grotta di silenzio e di affetto che è il corpo della donna, che è il corpo della sua genitrice. Nascerà in lui la colpa della sua debolezza finché un giorno per colpa della vita o per un tradimento questa donna sparirà e l'uomo continuerà a credere nella presenza di qualcuno che non c'è più e comincerà a stringere tra le braccia la morte come se fosse la sua sola compagna. Finché morirà di questa grande illusione nella sua piena vecchiaia, stanco di mente e di cuore, e riderà di questa sua grande follia di cui non si è mai accorto.


 (Alda Merini)



Io sono selvatica di natura

amo tutto ciò che mi tenta

e non mi corrompe

nei boschi sono nate le migliori preghiere

e le migliori dannazioni.

 

(Alda merini)

.

Occorre prender nota di queste tre cose: l'amore più basso è sesso - è fisico - e l'amore più elevato e raffinato è compassione. Il sesso è al di sotto dell'amore, la compassione ne è al di sopra; l'amore è esattamente nel mezzo.

Pochissime persone sanno cos'è l'amore. Il novantanove per cento delle persone, sfortunatamente, considerano amore la sessualità - non lo è. La sessualità è estremamente animale; di certo possiede la potenzialità di crescere e diventare amore, ma non è vero amore, è solo un potenziale.

Se diventi consapevole, attento, meditativo, allora il sesso può essere trasformato in amore. E se il tuo essere meditativo diviene totale, assoluto, l'amore può essere trasformato in compassione. Il sesso è il seme, l'amore è il fiore, la compassione è la fragranza.

Buddha ha definito la compassione come "amore più meditazione". Quando il tuo amore non è solo un desiderio dell'altro, quando il tuo amore non è solo un bisogno, quando il tuo amore è una condivisione, quando il tuo amore non è l'amore di un mendicante bensì di un imperatore, quando il tuo amore non chiede qualcosa in cambio ma è pronto solo a dare - a dare per la pura gioia di dare - allora aggiungici la meditazione e si sprigionerà la pura fragranza. Quella è compassione; la compassione è il fenomeno più elevato che ci sia.


osho

Ciò che chiamiamo amore in realtà è un intero spettro di relazione, che si estende dalla terra al cielo. Al livello più terreno, l'amore è attrazione sessuale. Molti di noi restano bloccati lì, poiché i nostri condizionamenti hanno gravato la nostra sessualità con ogni sorta di aspettative e repressioni. In verità, il "problema" più grande rispetto all'amore sessuale è che non dura mai per sempre. Solo se accettiamo questo fatto, possiamo poi celebrarlo veramente per ciò che è - accoglierne l'accadere, e dirgli addio con gratitudine allorché non c'è più.

E in seguito, man mano che maturiamo, possiamo iniziare a sperimentare l'amore che esiste oltre la sessualità e a rispettare l'individualità unica dell'altro. Allora iniziamo a comprendere che il nostro partner spesso funziona come uno specchio; riflette aspetti non visti del nostro sé più profondo e ci sostiene affinché diventiamo integri.

Questo amore è fondato sulla libertà, non sulle aspettative o i bisogni. Le sue ali ci fanno volare sempre più in alto verso l'amore universale che esperimenta tutto come un'unità.

Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...


Anche sta tristezza passera

Pensare “Io sono la mente” è inconsapevolezza. Comprendere che la mente è solo un meccanismo, proprio come lo è il corpo, conoscere che la mente è separata… viene la notte, viene il giorno: non identificarti con la notte. Non dire: “Io sono la notte”, non dire: “Io sono il giorno”. Viene la notte, viene l’alba, viene il giorno e di nuovo torna la notte: la ruota continua a girare, ma tu resti presente, attento, sveglio, consapevole di non essere nulla di tutto ciò.

E la stessa cosa vale per la mente. Esplode la rabbia, ma tu ti dimentichi – diventi la rabbia. Affiora l’avidità, e tu ti dimentichi – diventi avido. Insorge l’odio, e ti dimentichi – diventi odio. Questa è inconsapevolezza.

Consapevolezza è osservare che la mente è colma di avidità, di rabbia, di odio o di brama, ma tu sei un semplice osservatore, un testimone imparziale di tutto ciò. In questo caso, puoi vedere l’avidità che affiora, ingigantisce, fino a espandersi come una nuvola nera, e poi scomparire… mentre tu ne resti intoccato. Quanto a lungo potrà restare? La tua rabbia è momentanea, la tua avidità è momentanea, la tua bramosia è momentanea. Osserva semplicemente per un po’ di tempo, e rimarrai sorpreso: ognuna di quelle cose viene e se ne va. E tu resti lì, inattaccato, quieto e sereno.


 

La cosa più essenziale da ricordare è questa: quando ti senti bene, in uno stato d’animo estatico, non iniziare a pensare che durerà in eterno. Vivi il momento con gioia, al massimo della felicità, vivilo totalmente, ben sapendo che, così come è giunto, se ne andrà – proprio come una brezza che rinfresca la tua casa, la colma di fragranze primaverili, ed esce dalla porta sul retro.

Questa è la cosa più importante da ricordare. Se inizi a pensare a come rendere permanenti i tuoi momenti di estasi, hai già iniziato a distruggerli. Quando giungono, sii grato; quando se ne vanno, ringrazia l’esistenza. Resta aperto. Accadrà molte volte: non giudicare mai, non scegliere mai, non privilegiare nulla. Resta in uno stato d’animo privo di scelta. Certo, ci saranno momenti in cui sarai infelice. E con questo? Ci sono persone infelici che non hanno mai conosciuto un solo istante d’estasi; rispetto a loro, tu sei fortunato. Anche nella tua infelicità, ricorda che questo stato d’animo non durerà per sempre: anche questo passerà, non esserne troppo disturbato. Resta quieto.

Così come esistono il giorno e la notte, ci sono momenti di gioia e momenti di tristezza; accettali in quanto parte della dualità della natura: le cose stanno così. E tu sei un semplice osservatore, un testimone imparziale: non diventi la felicità e non diventi l’infelicità. La felicità viene e va, l’infelicità viene e va. Una cosa resta sempre presente – sempre e per sempre – ed è l’osservatore, il testimone imparziale.

Pian piano centrati sempre di più in quell’osservatore. Verranno i giorni e verranno le notti… verranno le vite e verranno le morti… verrà il successo e verrà il fallimento. Ma se tu sei centrato in colui che osserva – visto che quella è l’unica realtà dentro di te – tutto è solo un fenomeno mutevole, di transizione, qualcosa che passa e se ne va.

Prova a sentire per un istante ciò che sto dicendo: sii un semplice osservatore… 

Non aggrapparti a un qualsiasi istante, solo perché è bello; e non respingere alcun istante, solo perché è triste. Smetti di comportarti così: l’hai fatto per infinite incarnazioni, eppure non hai mai avuto successo, né potrai mai riuscirci. L’unico modo per trascendere, per restare al di là, è trovare un luogo dal quale puoi osservare tutti questi fenomeni mutevoli, senza identificarti con loro.

Ti narrerò un antico racconto Sufi…
Un re disse ai saggi che aveva a corte: “Voglio farmi fare un anello bellissimo. Possiedo uno tra i diamanti più belli e voglio incastonarlo in un anello. E nell’anello voglio tener nascosto un messaggio che mi possa essere utile in un istante di assoluta disperazione. Dev’essere un messaggio brevissimo, in modo che lo possa nascondere sotto il diamante, all’interno dell’anello stesso”.

I saggi di quel re erano tutti grandi studiosi, uomini in grado di scrivere profondi trattati, ma dare al re un messaggio di non più di due o tre parole, in grado di aiutarlo in un istante di assoluta disperazione… pensarono e scrutarono nei loro testi, senza riuscire a trovare nulla di nulla.

Il re aveva un vecchio servitore, per lui era quasi un padre – era già stato al servizio di suo padre. La madre del re era morta giovane e quell’uomo lo aveva accudito, pertanto il re non lo considerava un semplice servo, provava per lui un profondo rispetto. Quel vecchio gli disse: “Io non sono un sapiente, un uomo colto, uno studioso; ma conosco quel messaggio – poiché esiste un unico messaggio. Quelle persone non te lo possono dare; solo un mistico potrebbe, un uomo che ha realizzato il proprio essere.

“Nella mia lunga vita qui a palazzo ho incontrato ogni sorta di persone, e una volta anche un mistico. Anche lui era ospite di tuo padre e io ero stato messo al suo servizio. Quando è ripartito, come ringraziamento per tutti i miei servigi, mi ha dato questo messaggio…”, e il servitore lo scrisse su un pezzettino di carta, lo piegò e disse al re: “Non leggerlo, tienilo semplicemente nascosto nell’anello. Aprilo solo quando ogni altra cosa si sarà rivelata un fallimento; aprilo solo quando senti di non avere più alcuna via d’uscita”.

E quel momento venne ben presto. Il paese fu invaso e il re perse il suo regno. Stava fuggendo con il suo cavallo per salvarsi la vita e i cavalli dei nemici lo inseguivano. Era solo, i nemici erano tanti. A un certo punto il sentiero di fronte a lui terminò, si trovava in una gola cieca: di fronte a lui c’era un baratro, caderci dentro avrebbe significato una morte certa. Non poteva neppure tornare indietro: i nemici gli erano alle calcagna e già poteva sentire lo scalpitare e i nitriti dei loro cavalli. Non poteva più avanzare e non poteva prendere un’altra strada…

All’improvviso si ricordò dell’anello. Lo aprì, prese quel rotolino di carta e lesse un messaggio il cui valore era veramente prezioso. Diceva semplicemente: “Anche questo passerà”.

Sul re discese un profondo silenzio, mentre quella frase penetrava in lui: “Anche questo passerà”… e passò! Tutto passa, in questo mondo nulla permane. I nemici che lo stavano inseguendo si perdettero nella foresta, presero un altro sentiero; pian piano lo scalpitare dei loro cavalli si allontanò e scomparve.

Il re provò una profonda gratitudine per il suo servitore e per quell’ignoto mistico. Quelle parole si rivelarono miracolose. Ripiegò il foglietto, lo rimise nell’anello, ricostruì il suo esercito e riconquistò il regno. E il giorno in cui rientrò nella capitale, vittorioso, mentre tutti inneggiavano a lui e lo festeggiavano con musiche e danze, e lui si sentiva al settimo cielo per la felicità e l’orgoglio di quella conquista… Di fianco al suo cocchio camminava il vecchio servitore, che gli disse: “Anche questo è un momento adatto per leggere un’altra volta quel messaggio!”

Il re disse: “Cosa vuoi dire? Adesso sono un vincitore, il popolo mi sta festeggiando. Non sono affatto disperato, non sono in una situazione senza vie d’uscita”.

E il vecchio gli disse: “Ascolta. Ecco cosa mi disse quel mistico: questo messaggio non serve solo nei momenti di disperazione, serve anche quando si è alle stelle per la felicità. Non serve solo quando si è sconfitti; è utile anche quando si è vincitori – non solo quando ti trovi in fondo a un vicolo cieco, ma anche quando sei in cima a una vetta”.

Il re aprì di nuovo l’anello, lesse il messaggio: “Anche questo passerà”, e all’improvviso la stessa pace, lo stesso silenzio, tra quella folla che festeggiava e lo inneggiava, che danzava intorno a lui… ma ogni orgoglio, l’ego se n’erano andati. Tutto passa.

Il re chiese al vecchio servitore di salire sul cocchio e di sedere vicino a lui. E gli chiese: “C’è qualcos’altro? Tutto passa… il tuo messaggio mi è stato di immenso aiuto”.

E il vecchio disse: “La terza cosa che quel santo mi disse è questa: ‘Ricorda, tutto passa. Tu solo permani sempre; tu resti in eterno, in quanto testimone’.”

Tutto passa, ma tu rimani. Tu sei la realtà; tutto il resto non è altro che un semplice sogno. Ci sono sogni meravigliosi, e ci sono incubi terribili… ma non importa che si tratti di un sogno magnifico o di un incubo terrificante; ciò che conta è colui che osserva il sogno. Colui che vede è l’unica realtà.
OSHO
NOTTE
        
Vi sono artisti di ogni specie.
Ne esiste un gruppo nondimeno
meritevole di essere maggiormente celebrato.
E E' quello degli artisti della vita,
che usano i loro strumenti
per esprimere l'indescrivibile.
Senza pennelli,dipingono a  vividi colori l'esistenza.
senza scalpello o bullino ,
scolpiscono la magia del vivere
Senza scala ,CREANO MUSICA PER TUTTI.
Senza coreografia,
intrecciano la danza della vita.........
Quando veniamo alla luce,
ci vengono assegnati gli strumenti
atti a creare una vita in bellezza.........
 
 
 
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ROSSO FOTO di ROSSO VENEXIANO

SENZA FRETTA

LA VITA E' COSI' PICCOLI ISTANTI CHE DANNO ANCORA UN SENSO A QUESTA NOSTRA  FRAGILE  REALTA'LA VITA E' COSI' VIVILA SENPRE E PRIMA O POI  ALL'IMPROVVISO ANCORA TI SORPRENDERA'

SOGNARE E' LECITO 

 

 

 
 

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