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arte passione amore

un vero amore non sa parlare.

 

 

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IL GIORNO ....CHARLS

Post n°3374 pubblicato il 10 Novembre 2009 da artfactory
Foto di artfactory

 

l

VASCO

Epigrafe per un libro condannato

Non scrissi, o lettore innocente,
pacifico e buon cittadino,
per te questo mio saturnino
volume, carnale e dolente.

Se ancora non hai del sapiente
Don Satana appreso il latino,
non farti dal mio sibillino
delirio turbare la mente!

Ma leggimi e sappimi amare,
se osi nel gorgo profondo
discendere senza tremare.

O triste fratello errabondo
che cerchi il tuo cielo diletto,
compiangimi, o sii maledetto

 

 

 

Cose Così [degli aranci ]

Al tramonto s’accorgono le mani
nell'alibi perfetto degli aranci
e i rossi eterni sono slanci persi
di cieli bianchi di pelli inumidite

Morde la voglia, la mia tra le tue labbra
si riempie di blu come carezze quella stanza
pregna di baci in bocca il dondolarsi
di fiato corto  di sorrisi un cuscino



Manuela Verbasi

 

 

Il balcone

Madre delle memorie, amante delle amanti,
fonte d'ogni mia gioia e d'ogni mio dovere,
ricorderai le tenere nostre ebbrezze, davanti
al fuoco, e l'incantesimo di quelle lunghe sere,
madre delle memorie, amante delle amanti!

Le sere accanto al palpito luminoso dei ceppi,
le sere sul balcone, velate d'ombre rosee....
Buono il tuo cuore, e dolce m'era il tuo seno: oh, seppi
dirti, e sapesti dirmi, inobliabili cose,
le sere accanto al palpito luminoso dei ceppi.

Come son belli i soli nelle calde serate,
quanta luce nel cielo, che ali dentro il cuore!
Chino su te sentivo, o amata fra le amate,
alitar del tuo sangue il recondito odore.....
Come son belli i soli nelle calde serate!

Un muro era la notte, invisibile e pieno.
Io pur sapevo al buio le tue pupille scernere,
e bevevo il tuo fiato, dolcissimo veleno,
e i piedi t'assopivo, entro mani fraterne.
Un muro era la notte, invisibile e pieno.

Io so come evocare i minuti felici,
e rivivo il passato, rannicchiato ai tuoi piedi:
è infatti nel tuo mite cuore e nei sensi amici
tutta chiusa la languida bellezza che possiedi.
Io so come evocare i minuti felici...

O promesse, o profumi, o baci senza fine,
riemergerete mai dai vostri avari abissi,
come dal mare, giovani e stillanti, al confine
celeste i soli tornano dopo la lunga eclissi?
- O promesse, o profumi, o baci senza fine!

 


Quando passa

Quando passa con vesti ondose e iridescenti,
a una grazia di danza informa ogni movenza,
quasi, in cima a un bastone, quei sinuosi serpenti
che i giocolieri sacri agitano in cadenza.

Come la sabbia e il cielo dei deserti roventi,
sordi entrambi a ogni voce d'umana sofferenza,
come il giuoco dell'onda nel viluppo dei venti,
ella si stende e snoda con piena indifferenza.

I suoi limpidi occhi sono pietre stupende,
e nella sua natura allegorica e strana,
dove l'antica sfinge un cherubo asseconda,

fra l'acciaio e i diamanti, l'oro e la luce, splende
d'un eterno splendore, come una stella vana,
la fredda maestà della donna infeconda.
 

 
La fine del giorno

Sotto una luce bigia, senza posa,
senza ragione, si contorce e incalza
danzando, spudorata e rumorosa,
la Vita: così, poi, quando s'innalza

voluttuosa la notte all'orizzonte,
e tutto, anche le fami, in sé racqueta,
tutto annuvola e spegne, anche le onte,
"Eccoti, alfine!" mormora il poeta.

"Pace ti chiede il mio spirito ed ogni
mia fibra, pace, e null'altro elisire;
ricolmo il cuore di funebri sogni,

vo' stendere le mie membra supine
nella frescura delle tue cortine
e quivi sempre, o tenebra, dormire!"

 

Anima
 Inno alla bellezza

Vieni dal ciel profondo o l'abisso t'esprime,
Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
e in questo ti si può apparentare al vino.

Hai dentro gli occhi l'alba e l'occaso, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino;
sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
che disanima il prode e rincuora il bambino.

Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
e governi su tutto, e di nulla t'affanni.

Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l'Orrore, mentre,
pendulo fra i più cari ciondoli, l'Omicidio
ti ballonzola allegro sull'orgoglioso ventre.

Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
Quando si china e spasima l'amante sull'amata,
pare un morente che carezzi la sua tomba.

Venga tu dall'inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m'aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce, profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?

Scorre nella grondaia l'anima di un poeta
(Baudelaire)
....

.. ..

Andrebbero cercate le immagini
letterarie dell’acqua e dell’anima. A parte il sempre misterioso e latente
Eraclito. Sarebbe un modo per capire come l’anima di Baudelaire sia finita in
una grondaia (che un giorno ospiterà cammelli).

Per come ce la racconta
l’autore de Lo spleen di Parigi,
l’anima di tutti gli esseri viventi risiede nella pioggia, la cui divina
origine è il cielo. Le gocce sono l’atomo dell’anima, l’indivisibile che non si
può separare ma che si può incontrare. Dagli incontri di gocce si generano le
anime. Così che camminando per strada dopo un temporale, si scorgono tra i
vasoli ancora bagnati le anime delle persone, e vicino a un tombino s’intravede
l’anima di un vigile che cerca di prender forma, all’angolo di fronte l’anima
di una casalinga annaspa, si sta svegliando, mentre fuori ad un bar in una
pozzanghera l’anima meno fortunata di un professore sta provando a tenere
insieme i pezzi, mentre la folla sbadata che entra e che esce tra i caffè e i
cioccolatini, non la vede e la pesta, e la disperde. Anime comunque fortunate
che non conoscono la malasorte di venire al mondo sulle strade trafficate, dove
le auto illuminano e poi mandano all’aria milioni di esseri i cui bacilli
vitali lottano invano contro le ruote che travolgono neonati, feti di anime.

 La sorte dell’anima del poeta è differente: è
quella pioggia che tra la pioggia si ritrova nella linea spezzata d’una
grondaia.

Come un fiume, scorre sui
tetti, verticale sulle pareti delle abitazioni, sbircia alle finestre, vede
nelle case della gente intromettendosi silenziosamente nella vita degli altri,
mentre fuori  tutto normalmente accade, e
si sente la pioggia cadere fin quando non scroscia. Ma mentre scorre e
attraversa e circumnaviga la città, il centro storico, il quartiere ricco e i
palazzi dormitorio, porta con se detriti di vita. E legni e sassi e pepite e
rottami di vissuto riempiono con l’acqua le condutture, scivolando fuori,
invadendo le strade, inondandole di immagini raccolte da altre vite di altre
anime.

Solo questo ci dice Baudelaire
delle anime dei poeti. Non sappiamo dove esse si ritirino, se in botti di
rovere a fermentare a fare il vino, nelle mammelle di una mucca campana come
caldo e candido latte, o negli oceani e nel mare, indefinendo la loro esistenza.
Chissà in quale terreno è maturata l’anima di quel poeta di Genova che qualche
anno fa era tornato a parlare d’acqua, d’amore e tradimento, e che vedeva nei
passanti la tonnara, e  correva dietro ai
cani, perché s’innamorava di tutto. Forse è cresciuta nel porto, tra l’odore
dei vini ligustici e frittura di pesce, o della nafta delle barche, tra il
vento salato e le botteghe sul molo, i ristorantini e i giornalai, dove l’acqua
fermenta per ristagno come fosse in rigagnoli di campagna di un’altra
Genova,  a far maturare i cristalli di
sale al sole e al freddo, come i limoni.

Cose

ALDA MERINI

Elevazione (Elévation)

Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l'etere,
al di là dei confini delle sfere stellate,

spirito mio tu ti muovi con destrezza e,
come un bravo nuotatore che si crogiola sulle onde,
spartisci gaiamente, con maschio,
indicibile piacere, le profonde immensità.

Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi,
va' a purificarti nell'aria superiore,
bevi come un liquido puro e divino
il fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.

Felice chi, lasciatisi alle spalle gli affanni
e i dolori che pesano con il loro carico
sulla nebbiosa esistenza, può con ala vigorosa
slanciarsi verso i campi luminosi e sereni;

colui i cui pensieri, come allodole,
saettano liberamente verso il cielo del mattino;
colui che vola sulla vita e comprende agevolmente
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.
Il serpente che danza (Le serpent qui danse)
Quanto mi piace vedere, cara indolente,
del tuo splendido corpo
come una stoffa ondeggiante
luccicare la pelle

Sulla tua chioma profonda,
dagli acri profumi,
mare odoroso e vagabondo,
dai flutti azzurri e bruni,

come un vascello che si sveglia
al vento del mattino,
la mia anima sognante s'appresta
a un cielo lontano.

I tuoi occhi, nei quali nulla si svela
di dolce o d'amaro,
sono due gioielli freddi in cui si unisce
l'oro col ferro.

A vederti procedere ritmicamente,
bella d'abbandono,
ti si direbbe un serpente che danza
in cima a un bastone.

Sotto il fardello della tua pigrizia
la tua testa di bambina
si dondola con la mollezza
d'un giovane elefante.

E il tuo corpo si piega e s'allunga
come un bel vascello
che bordeggia e tuffa
le sue antenne nell'acqua.

Come un flutto ingrossato dalla fonte
di ghiacciai grondanti,
quando l'acqua della tua bocca risale
al ciglio dei tuoi denti,

mi pare di bere un vino di Boemia
amaro e vittorioso,
un cielo liquido che semina
di stelle il mio cuore!
CHARLS


AGGIUNGO  COSA CENTRA LA MERINI
MUSICA..
A... MEZZODI CANBIO QUALCOSA
ORA E' PIU' POSITIVO IL GIORNO.....
STA IL GIORNO ,BENEDETTO O MALEDETTO PER ORA E' BENEDETTO STA MEZZODI
PORGIAMO L'ORECCHIO....

Ma per quanto io possa rivoluzionare tutta la simbologia, comprendo che la volontà possiede sempre un ritmo personale.

Percorre Aria stabile

 
 
 
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ROSSO FOTO di ROSSO VENEXIANO

SENZA FRETTA

LA VITA E' COSI' PICCOLI ISTANTI CHE DANNO ANCORA UN SENSO A QUESTA NOSTRA  FRAGILE  REALTA'LA VITA E' COSI' VIVILA SENPRE E PRIMA O POI  ALL'IMPROVVISO ANCORA TI SORPRENDERA'

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