L’ideale contemporaneo di comunicazione per noi giovani o presunti tali: la CHAT.Mi chiedo come mai tante persone passino molte ore (se non addirittura quasi l’intera giornata) del loro tempo libero a confrontarsi/scontrarsi con emeriti sconosciuti che “pensiamo” un giorno possano diventare (nelle nostre piu’ vane speranze!) nostri amici o addirittura mariti o mogli. Ho sempre pensato (e qui includo anche me medesima nel discorso che sto per fare) che la chat sia un mezzo che svilisce la nostra fantasia (rendendoci quasi degli automi), energia ed entusiasmo. Posso permettermi di dire che sia un mondo dove noi poveri “disadattati” cerchiamo uno sfogo alle nostre frustrazioni. Il ruolo che creiamo davanti e dietro il pc non coincide il piu’ delle volte: infatti i piu’ insospettabili giullari della chat pubblica ad esempio sono quelli che quando vivono nel reale non sono in grado di dare le stesse performance virtuali, mostrandosi in tutta la loro timidezza ed inibizione. Per non parlare dei cosiddetti “maniaci” che potrebbero, con sottile intraprendenza e adulazione, far cadere “noi femminucce” in trappole molto pericolose. Ma ormai abbiamo affinato la nostra astuzia ed istinto primordiale, quindi non rischieremo piu’ pericoli in tal senso (o almeno spero). Che dire, ho sempre ammesso con me stessa che la chat sia la supremazia dell’apparenza sulla sostanza, in qualche modo il simbolo della falsita’ imperante. Ci fa credere che basti “esserci”per esistere. Insomma e’ una trappola dove “viviamo” ma non guardiamo. Eh si…perche’ guardare fuori dalla finestra il mondo, che mette a dura prova la nostra vita, è una paura che abbiamo tutti, forse “il male della nostra generazione” che non sa prendere di petto i problemi e le responsabilita’ che gettano le basi per costruire il nostro futuro. Preferiamo rimanere intanati ad ammuffirci di fronte lo schermo di un computer piuttosto che interfacciarci con la realta’, che affrontare le relazioni sociali (quelle vere intendo), il problema di cercare un lavoro che fatichiamo a trovare e chi piu’ ne ha piu’ ne metta…Forse ci siamo fossilizzati in un circolo vizioso dove la paura e l’incertezza fanno in modo di crearci degli alibi per non andare avanti. Ma tutto questo perche’? Vorremmo forse dare la “colpa” ai nostri genitori che ci hanno viziato? Che ci servono sempre tutto su un piatto d’argento? O perche’ ci hanno caricato troppo delle loro aspettative riguardo cose che loro da giovani non hanno potuto fare e che vorrebbero vedere realizzarsi in noi. Insomma questa angoscia vedo che e’ parte delle nostre vite; forse ci hanno concesso troppa liberta’ e mi rammarico del fatto che avremmo potuto sfruttarla meglio invece di ripiegarci sui nostri mali. La conseguenza di tutto questo e che sembriamo degli sbandati, a volte senza una meta, uno scopo…Quindi forma e sostanza non hanno piu’ alcuna differenza…e la chat e’ l’esemplificazione di questo concetto, ovvero una debole maschera che nasconde la tragedia di una “vita vuota”. Sembra un microcosmo dove viviamo in piccolo, senza un riscontro attendibile da parte degli altri. Ma questo e’ piu’ facile sopportarlo scrivendo su un pc, perche’ se avessimo davanti ai nostri occhi qualcuno che amiamo e che ci respinge sarebbe una tragedia. Molte volte ho provato (e non solo io…) ad aprire discorsi un po’ piu’ “elevati” ma il risultato qual e’ stato? O si fa finta di non leggere o si continua a cazzeggiare sparando improbabili battute di quart’ordine…nel migliore dei casi…Perche’ nel peggiore dei casi invece si litiga furibondamente (in effetti anche a me e’ capitato…mica sono Madre Teresa di Calcutta!), magari per un uomo/donna mai visto e conosciuto come se fosse l’ultimo sulla faccia della Terra. Ma dove siamo arrivati? Io rifletto molto spesso sul fatto che per creare un rapporto con una persona, bisogna “viversela”, conoscerla per quello che e’ ma non farsi “soggiogare” dalla curiosita’ ed impeto provocati da un chatter celato dietro un pc. Il rischio bisogna correrlo…potrebbe essere l’amore della nostra vita o un semplice amante di passaggio. Questo lo consideriamo pericoloso per il nostro equilibrio e la nostra autostima, quindi si preferisce non esporsi e tutto rimane sempre aleatorio…mentre gli anni passano davanti a noi. Comunque,tornando a noi, il motto della chat e’ “bando alla cultura”. Non gliene frega niente a nessuno di seghe intellettuali (o anche sviscerare problemi veri). Eh gia’…la cultura non ha ritmo. Se ti chiedono “Come stai?” non vogliono saperlo veramente. Vietato annoiare!!!
Co-me sta-i? Be-ne! Tu?
Che com-bi-ni? Gran ca-si-ni…La-sci-a sta-re…
Gran-de fe-sta! Vod-ka to-nic!
Che ca-si-no e’ mor-to Pi-no! Po-ve-ri-no…
Almeno la metrica latina serve a qualcosa no?
Ah dimenticavo… Ci vogliono perseveranti prodezze umoristiche e abnegazione per riuscire farsi strada ed apprezzare dalla chat pubblica…(quanto e’ corruttibile l’animo umano!). La stessa cosa avviene, ad esempio, nei posti di lavoro per aggraziarci i capi, i colleghi ecc ecc…Ma devo dire che bisogna essere dotati di una bella maestria e faccia tosta per fare questo. Io personalmente sono sempre stata al mio posto, sperando che qualcuno apprezzasse la qualita’ del lavoro che svolgevo…Ma a quanto pare vincono sempre i leccaculo e i simpaticoni a forza, senza un minimo di dignita’. E quando sei finalmente “degno” di entrare nel “giro” te ne accorgi subito…ma non guardandoti allo specchio…sono gli altri che te lo fanno capire. Quello che sei dentro non c’entra, nessuno lo vede, ne’ vuole saperlo. Conta solo quello che si vede fuori o che si dice…ma non e’ detto che corrisponda ai nostri reali pensieri. Sotto questo aspetto ho la coscienza pulita perche’ sono stata sempre coerente con me stessa e ho combattuto per le mie idee a mio stesso discapito. Alla fine di questo lungo monologo giungo alla conclusione che la chat sia un diversivo ma non una ragione di vita…ovvio no? (si…per alcuni e’ una droga, forse a volte anche per me lo e’stata, per tutte le ragioni suddette, non mi esimo di certo da tutto cio‘ che ho scritto).
Credo che ci sia molto altro da fare in una vita che meriti di essere vissuta!
Inviato da: diamantis165
il 04/10/2008 alle 01:06
Inviato da: diamantis165
il 04/10/2008 alle 00:47
Inviato da: amy80.g
il 04/10/2008 alle 00:03
Inviato da: diamantis165
il 30/09/2008 alle 18:32
Inviato da: amy80.g
il 19/09/2008 alle 23:15