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Post N° 6

Post n°6 pubblicato il 20 Giugno 2008 da amy80.g

CHI NON CI VUOLE NON CI MERITA

Ho sempre pensato al significato di questo… “chiamiamolo” proverbio o frase fatta o luogo comune.

Come tutti i comuni mortali anch’io ho ricevuto il due di picche da parte di persone di cui ero follemente innamorata (in particolare una eh eh) e anche da parte di persone per cui nutrivo solo e semplice affetto.

Ovviamente nel primo caso la situazione presentava connotazioni devastanti per la mia psiche (immagino un po’ per tutti quando vediamo scivolare dalle nostre mani una persona per cui avremmo fatto qualsiasi pazzia) ma per fortuna a me e’ successa una sola volta. La domande che mi ponevo erano le seguenti: “Cosa ho che non va?”, “Perchè questa persona non mi ha apprezzato per quello che sono?”, “Perché tanta fatica nel cercare di sedurlo e poi nulla?”, “Cosa hanno le altre più di me?”.

Quest’ultimo interrogativo mi ha perseguitato per parecchio tempo. Andavo in giro per strada, guardavo le altre ragazze e le consideravo tutte potenziali fidanzate del mio amore perduto.

Poi un giorno una persona a me molto cara, forse piu’ lungimirante della bambina che era in me (avevo solo 22 anni), mi disse: “Guarda che chi non ti vuole non ti merita ! Anzi, ti diro’ di più…hai vinto un terno al lotto”.

All’inizio non capivo, quella frase mi faceva una rabbia inaudita, risuonava nella mia testa come una presa in giro, sapeva delle solite frasi di circostanza che si dicono quando vuoi consolare qualcuno ma non riesci a trovare argomenti più consistenti per convincere il malcapitato a non credere che sia tutta colpa sua ma che forse la situazione potesse derivare anche dall’inadeguatezza dell’altro.

Adesso sono passati un bel po’ di anni da quei giorni cupi e tristi ma quella frase adesso per me assume un valore inestimabile, un’accezione completamente diversa da quella che avevo quando ancora la mia testa era offuscata dal dolore di quella perdita.

Chissà forse fino a quel momento avevo vissuto in una campana di vetro, protetta da tutti quelli che mi circondavano.

Non avevo nessunissima idea di cosa fosse incappare in una situazione in cui ti senti in trappola ma non puoi e non vuoi uscirne. Perché il ragazzo che mi aveva mandato fuori dai binari, al tempo della nostra lunga ed estenuante frequentazione, era uno che non sapeva ciò che voleva, viveva alla giornata, senza uno scopo, senza un obiettivo da perseguire. Di conseguenza, in una circostanza così labile per lui, non poteva di certo contemplare il fatto che potesse assumersi delle responsabilità per un rapporto serio con una persona. Ed allora “viaggiava in corrente alternata”, un giorno mi amava, l’altro non lo so…era nella nebbia più totale.

Ed io li’, come una ragazzina che aspetta il suo principe azzurro, ad attaccarmi a qualsiasi appiglio lui mi desse, che fosse una parola dolce o un semplice abbraccio.

Il finale ovviamente potete immaginarlo.

Ed e’ stato proprio in quel momento che cominciai a rivalutare tutta la mia vita. Prima ovviamente passando per la disperazione e il non capire il significato di tutta quella storia.

Ma non mi rimprovero per questo, perché sino ad allora nessuno mi aveva dato un minimo di indicazione su come comportarmi con una persona del genere.

Poi con il passare del tempo, con maggiore lucidità pensai che forse il problema della fine di quella storia non era dipesa da me (non sto dicendo che sono una santa eh!) ma dal fatto che lui aveva il problema del non sapere cosa volere da un rapporto.

Io, per quanto fossi giovane ed anche un po’ incosciente, sapevo benissimo ciò che volevo. A quel punto la situazione si è ribaltata, ho cominciato a essere più cosciente di me e della mia capacità di superare situazioni difficili come quella (ma anche molte altre peggiori…) e di credere di più in me. Ho ripreso in mano la mia vita e soprattutto ho messo a frutto quell’esperienza per prepararmi ad affrontare le avversità che ci riserva il futuro.

Con questo non voglio dire che mi sono inaridita ma che con un certo anticipo riesco a “riconoscere” situazione a me non congeniali e a liberarmene il più presto possibile.

Non e’ che sia diventata una schiaccia sassi, per carità; dal dolore e la tristezza nessuno può fuggire ma ora so’ come affrontarli, so cosa vivrò se mi ritroverò in situazioni analoghe e questo mi permetterà di rialzarmi prima. Non importa in quanti pezzi il nostro cuore si sia spezzato, il mondo non si fermera’ ad aspettare che noi lo ripariamo (Paulo Coehlo).

Quella frase, che allora odiavo, adesso mi permette di capire che se c’e’ una sola cosa che vale nella vita siamo noi stessi, perché senza il nostro equilibrio interiore, le nostre priorità personali saremo sempre strettamente dipendenti da qualcuno e non potremo mai avere una vita serena, con noi stessi e con gli altri.

 
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