
Ora ti apri in splendido umore
e a me tocca, perso di fortuna,
entrare nella gioia del favore,
capacitarmi in una carne bruna,
capire l’acre culmine di fuoco
passare la rovente dolce cruna,
di colpo maturare l’alto gioco,
Tuareg che s’immacola di luna.
Ora ti apri e io lieto discendo
come il fiume a necessaria foce
o fiato che diventa fresca voce:
entro cantando sussurrati gridi
e tu sorridi quello che intendo
e io intendo quello che sorridi.
Sonetto nuovo, fa come un gatto:
saltale in grembo molto dolcemente,
così garbato che non senta niente,
tanto leggero che non senta affatto.
Non la svegliare con male di graffi
o il caldo e vellutoso strofinio,
o qualche piagnistoso miagolìo:
neppure col solletico dei baffi.
Sfiora soltanto con la tua presenza
la calma del suo corpo sognatore:
levale solo il sogno dell'assenza.
Appogiati, poesia, quieta bestiola,
alla sua mente avvolta nel sopore:
levale solo il sogno di esser sola.
Roberto Piumini - una foto di Man Ray
Inviato da: lienka
il 27/04/2010 alle 14:00
Inviato da: lasolitadani
il 05/11/2008 alle 15:01
Inviato da: L.u.c.e
il 19/08/2008 alle 10:18
Inviato da: principessa_fatina
il 23/06/2008 alle 17:50
Inviato da: ciao.manuciao
il 17/06/2008 alle 17:32