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storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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Giotto e le regole di "scuola"

Post n°12 pubblicato il 21 Ottobre 2011 da nye.oldham

Se il  '200 determinò , sul suolo italico e soprattutto in Toscana e in alta Italia, il proliferare delle "botteghe d'arte" e di vere e proprie "scuole" di  tendenze e di pensiero è pur vero che anche all'interno dei loro stessi ambienti accadeva che qualche discepolo più originale e magari più dotato introducesse delle novità nelle tecniche di disegno o di rappresentazione. Allora l'intrapendenza del "maestro", nominato poi "caposcuola"; e di più la sua liberalità, segnata certo dall'amore per l'arte; consentivano l'affermazione dei giovani apprendisti più promettenti. Giotto beneficiò del sostegno e dell'apprezzamento  del suo maestro Cimabue ritenuto, già nel suo tempo, uno dei più illustri pittori esistenti. Cimabue , accanto alle sue, accolse   con gioia e ammirazione le novità del suo allievo impegnandolo subito in proggetti importanti.  Cristina Ametrano     

 
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