Si dovrà attendere il XVI secolo per avere con il Vasari un'analisi critica sistematica delle discipline artistiche. Perchè, ormai da secoli, gli itinerari meno progrediti della scienza erano segnati dai pregiudizi dottrinali. E quindi la letteratura , le discipline filosofiche e le arti figurative finirono, e finalmente con il meritato successo, per designare ambiti esclusivi di studio e applicazione con una relativa libertà di dibattito collettivo e proficuo. E in realtà, soprattutto in età umanistica, si assistette " alla trasformazione della cultura da strumento di vita politica e operosa a ornamento di vita eletta e piacevole o di solitaria e universale speculazione". E, paradossalmente, così sollevato dalle cure politiche il pensiero intellettuale trovò una condizione più favorevole alla sua espressione. Con Leon Battista Alberti si giunge allo sviluppo di una teoria sulla esecuzione di un'opera d'arte.