Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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Una nuova forma di comunicazione collettiva: la stampa

Post n°20 pubblicato il 03 Novembre 2011 da nye.oldham

Nel 1450 due tipografi, il tedesco Johann Gutenberg di Magonza e l'olandese Laurens Coster giunsero quasi contemporaneamente alla realizzazione di fusi di piombo mobili sostituendo le lettere impresse su stampini di legno. Era l'invenzione della stampa a caratteri mobili che ebbe immediatamente effetti straordinari. In appena vent'anni i libri, prima costosissimi, perchè realizzati esclusivamente a mano, calarono di prezzo più volte ed ebbero una diffusione enorme. Furono accessibili  ad un pubblico sempre più vasto. Ne beneficiarono gli scrittori che, ora, avevano meno bisogno del luogo ristretto della Corte per promuovere le loro opere. Si apriva un grande mercato interno ed internazionale molto promettente. I testi religiosi, e la Bibbia fu la prima opera che Gutenberg diede alle stampe, chiamarono alla lettura  settori, relativamente alla diffusione dell'istruzione e delle scuole del tempo, sempre maggiori e diversificati del popolo. Artigiani e contadini si avvicinarono alla cultura scritta in misura sempre crescente . Le borghesie cittadine trovarono nuovi sbocchi di mercato. Quindi il successo delle opere di uno scrittore veniva sancito da un pubblico molto più numeroso e anche al di fuori delle Corti principesche. Cominciò l'emancipazione degli intellettuali dal mecenatismo, pratica sorta con Mecenate non mai tramontata e destinata a tornare e tornare sempre nella storia delle arti e di tutti gli aspetti intellettuali dell'attività dell'uomo. Il risvolto immediatamente positivo di questa pratica, e che allo stesso modo la avrebbe caratterizzata  più o meno costantemente, con diversa intensità e  aspetti  peculiari nel corso della storia, fu una relativa e maggiore libertà dei contenuti. I più curiosi o tutti coloro che erano interessati potevano accedere ad una ricca offerta di opere a prezzi molto convenienti. Ne beneficiò in maniera decisiva anche l'insegnamento rpimario per i bassi costi dei testi scolastici. Ginzburg narra di come nella Venezia di fine '500 si potesse comprare " I fioretti della Bibbia" per soli due soldi. Davvero poco, se si pensa che utensili da lavoro per contadini o mercanti come vanghe o rastrelli, tascapani o grembiuli da lavoro, forbici o piccoli telai costavano  dai dieci ai venti soldi. Così se pure i libri  non entravano in tutte le case, già in molti se li potevano permettere. E ci furono, anche, i testi di formato medio di gran lunga più manegevoli. Editori come Manuzio, poi, pubblicarono classici latini in piccola misura, come gli odierni tascabili: i libretti " da mano" e da " tasca". Edizioni pregiate vennero riservate ad opere come il " Canzoniere" di Petrarca ad opera di Bembo nel 1501. Ludovico Ariosto(1474-1533) si associò ai tipografi che provvedevano alle ristampe dell' " Orlando furioso" realizzando grandi guadagni e segnando, come  altri scrittori coevi, un percorso di autogestione del proprio lavoro, di autonomia  e di emancipazione dal controllo dei Principi e dalla politica delle Corti.  Cristina Ametrano    

 
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