La cultura classica, miracolosamente sopravissuta nei secoli, fu oggetto di particolare attenzione in età umanistica e rinascimentale. Quando gli intellettuali dei maggiori centri italiani e delle Università promossero una più intensa rivisitazione del pensiero antico. Perchè la curiosità intellettuale che contraddistingue gli studiosi, sovente, li porta a ripercorrere territori già tanto esplorati del passato. Accade che anche un solo autore o una sua opera, ritenuta particolarmente significativa, divenga oggetto di studio intenso. E con l'approccio da prospettive diverse si può giungere a sorprendenti e multiformi scoperte. Si tratta di preziosi ritrovamenti che sono rivelatori tanto dell'oggetto esaminato che della personalità propria dello studioso-storico che li ha realizzati. Allo stesso modo, in età umanistica e rinascimentale, si pervenne alla acquisizione di nuove considerazioni sul mondo della letteratura classica. Per esmpio, le indagini scrupolose sulla letteratura, alquanto scarna e talora appena sufficiente, del Medioevo portarono alla conclusione che invece vi fu riflessione e rielaborazione sul pensiero antico. Quindi, non ci fu soltanto replica, conservazione o sterile sussiego. La rielaborazione, quando si verificò, come per alcuni esponenti della Patristica si pensi a certe felici intuizioni di Sant' Agostino e di San Tommaso; fu monumentale anche se legata e ristretta al contesto storico e alla ideologia " cattolico-cristiana. Poi Umanesimo e Rinascimento stimolarono e perfezionarono il giudizio critico sulla cultura degli antichi costruendone, non senza fatica, una visione più corretta e pertinente.