Nei primi decenni postunitari buona parte delle opere di cultura generale rivolte al grande pubblico risentirono dell'influenza dello scrittore scozzese Samuele Smiles(1812-1904). A lui si rifece il naturalista torinese Michele Lessona che nel 1869 pubblicò " Volere è potere". Il testo, che fu la più famosa opera italiana ispirata alla teoria del " self-help" o dell' "autoaiuto" promossa da Smiles, ebbe 14 edizioni e fu accompagnata dalla pubblicazione di collane sullo stesso argomento curate da editori come Barbera e Utet. La letteratura del " self-help", dall'omonimo libro di Samuele Smiles, contribuì a diffondere in Italia una nuova e più moderna mentalità dell'industrialismo di cui prima si aveva diffidenza. La nuova produzione letteraria, legata alla corrente positivistica della seconda metà dell' '800, si diffuse oltrechè in Inghilterra anche negli Stati Uniti, fu sostenuta da giornalisti e imprenditori e si rivolgeva per lo più ai ceti della borghesia e delle classi operaie. Così la Seconda rivoluzione industriale veniva celebrata, nelle sue imponenti dimensioni, con una emblematica ma diffusa convinzione che bisognasse esaltare ed emulare gli uomini, " self-made-men", capaci di costruire da soli la propria fortuna. Essi, presi ad esempio e sostenuti avrebbero beneficato la società dissolvendo e scongiurando finanche quanto di negativo sarebbe potuto venire dall' acceso individualismo che alcuni lamentavano. Emergeva, tra i consueti ceti dirigenti una nuova figura di imprenditore, capace di assecondare e fare proprie le regole della nuova etica capitalistica il cui messaggio doveva stimolare a ricercare in se stessi e rafforzare le doti imprenditoriali. Questo che fu uno degli aspetti più complessi della " questione sociale", cui dovettero far fronte i paesi più progrediti e che appare oggi superato, in quegli anni significò formazione e insieme promozione sociale.