Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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Emile Bernard, saggista e critico d'arte

Post n°82 pubblicato il 12 Marzo 2012 da nye.oldham

Emile Bernard (1868-1941) di nazionalità francese, fu critico d'arte, collezionista, saggista e pittore egli stesso. Comprese e apprezzò gli Impressionisti e fu uno dei primi estimatori di questo movimento cui dedicò molti dei suoi saggi. Rivolse anche degli articoli a Cezanne che pubblicò sulla rivista " Occident". Cezanne, in una lettera a Bernard del 25 luglio 1904 (qui di seguito riportata e tratta da " Lettere" di Pontiggia del 1985), che scriveva da Aix espresse la sua disapprovazione per la mediocrità di Ingres(1780-1867) già pittore,  allievo di David e "borsista"  dal 1835 al 1841 dell' Accademia di Francia a Roma. Sottolineò, con forza, la sua distanza da Ingres e che le migliori professionalità del momento erano quelle venete e spagnole. La missiva enunciava, soprattutto, alcuni termini delle sue personali teorie sulla grammatica artistica. E scriveva che "....Per fare progressi non c'è che la natura, l'occhio si educa nel rapporto con lei. Si fa concentrico a forza di guardare e lavorare. Voglio dire che in un'arancia, in una mela, in una testa c'è un punto culminante; e questo punto è sempre- malgrado il terribile effetto di luce  e ombre, sensazioni di colore- il più vicino al nostro occhio; i bordi degli oggetti fuggono verso un centro posto sul nostro orizzonte. Con un minimo di temperamento si può essere veri pittori. Si possono fare delle cose buone senza avere un gran senso dell'armonia né del colore. Basta avere il sentimento dell' Arte, quel sentimento che certamente fa inorridire i borghesi. Dunque .......Non fate il critico d'arte, fate della pittura. La salvezza stà in questo". E in un'altra lettera a Bernard, che gli aveva ancora manifestato approvazione e simpatia; e prendendo le distanze da artisti come Van Gogh e Gauguin, sottolineava alcune strategie del suo metodo di osservazione e riproduzione della realtà-: ".... trattare la natura, scriveva, secondo il cilindro, la sfera e il cono, il tutto posto in prospettiva, in modo che ogni lato di un oggetto o di un piano si diriga verso un punto centrale. Le linee parallele all'orizzonte danno l'estensione, cioè una sezione della natura, o, se preferite, dello spettacolo che il Pater Onnipotens Aeterne Deus dispiega dinnanzi ai nostri occhi. Le linee perpendicolari a questo orizzonte danno la profondità. Ora, per noi uomini, la natura è più in profondità che in superficie, di qui la necessità di introdurre nelle nostre vibrazioni di luce, rappresentate dai rossi e dai gialli, una quantità sufficiente di azzurri, per far sentire la presenza dell'aria. ...Voi avete capito quello che si deve fare... arriverete....a voltare le spalle a Van Gogh e Gauguin. 

 
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