L'osservazione delle grandi profondità dell'universo è, oggi, agevolata dalla invenzione e dal costante perfezionamento di sofisticate strumentazioni. Si tratta di attrezzature che consentono un'indagine molto più accurata che in passato degli spazi extragalattici e dei corpi celesti che li popolano. Tattavia osservare il cielo non comporta grossi ostacoli. Tale che anche astronomi non professionisti o " astrofili" o chiunque a livello amatoriale e a occhio nudo può vedere, perfino, una galassia lontana da noi uno o due milioni di anni luce. Se guardare il cielo, dunque, non trova particolari difficoltà è pur vero che è necessaria una grande costanza e una continuità dei rilevamenti ripetuti nel tempo. Gli antichi lo appresero presto. E dal misterioso sito inglese di Stonehenge ai Nuraghi della Sardegna o l'astronomia dei Maya con il loro primordiale e sorprendente " osservatorio astronomico" di Chichenitza, si è compreso che tutti gli astri sono in movimento. E ci si è convinti, allora, che per accertarlo si doveva pazientemente registrare e fissare in qualche modo una mappatura delle stelle e dei loro spostamenti. Era necessario scrutare le sfere celesti sistematicamente e trasmettere le conoscenze acquisite affinchè generazioni future di studiosi potessero comparare con quanto giungeva dagli antenati e rilevare in modo via via più corretto i mutamenti degli oggetti cosmici e perpetuarli, a loro volta, all'infinito. Per esempio già Ipparco (II secolo a.C.) sentì l'obbligo di comunicare ai posteri una sorta di "fotografia" del cielo della sua epoca: di quel panorama di stelle che, evidentemente, poteva studiare relativamente agli strumenti di cui disponeva, alle conoscenze che egli stesso aveva realizzato e a quelle nozioni che aveva ereditato dai suoi predecessori. Da allora una certa catalogazione dei movimenti celesti è stata fatta moltissime volte. Con l'avvento delle moderne apparecchiature, poi, l'umanità è arrivata a possedere un vero archivio cosmologico: almeno per quello che consente la potenza dei mezzi a disposizione che, grazie ai confronti con i dati pervenuti dall'antichità , documenta gli ultimi duemila anni della evoluzione degli spazi ultraterrestri più prossimi alla terra. Tutto nell'universo si muove, cambia e si trasforma. E l'Astronomia ne studia l'evoluzione. Il suo lavoro è molto condiviso dalle popolazioni. Enormi sono le aspettative e la fiducia riposta in questa disciplina. L' interesse per tutto ciò che è al di fuori del pianeta Terra si fonda su un profondo bisogno di conoscenza oltre alla curiosità e al fascino per il mistero del mondo stellare. L'Astronomia è coadiuvata da molte altre scienze. La matematica la conforta in tutte le attività di calcolo. L'elettronica offre efficienza e velocità eccezionali con i suoi avveniristici calcolatori. E fornisce cannocchiali, telescopi ad alta definizione e di assoluta precisione. Ancora, la Geologia interviene con le sue competenze sulla struttura e l'evoluzione della Terra. La Biologia e la Chimica organica studiano la vita e i suoi sviluppi sul nostro pianeta fornendo gli estremi o, se si vuole, un identikit di quelle forme di vita che vanno cercate altrove nello spazio. Mentre la Fisica studia le componenti infinitesimali della materia ossia quelle particelle più piccole come gli atomi. E, certo, è ben noto che tutti gli oggetti spaziali sono composti da atomi. Ma l'Astronomia ancorchè scienza concreta esercita un grande fascino sul genere umano, soprattutto, per il suo aspetto misterioso e fantastico. Così l'uomo, fin dai primordi , tanto per la profonda curiosità che per spirito di avventura ha scoperto questa disciplina cui dobbiamo i diversi metodi per misurare il tempo come l'orologio e i calendari. O, ancora, nel primo Settecento il Parlamento inglese assicurò un premio di 20.000 sterline a chi fosse riuscito a determinare un sistema sicuro per definire la longitudine in mare. Bisognava, ad ogni buon conto, riuscire a trovare la posizione di un vascello, possibilmente, con un errore massimo di trenta miglia. E anche se lo scopo era di ordine pratico-utilitaristico già alla fine del Seicento erano stati fondati gli osservatori di Greenwich e di Parigi preposti al controllo degli astri che erano l'unico riferimento sicuro nelle navigazioni notturne. Urgeva perseguire un alto livello di sicurezza per i regolari traffici commerciali via mare. E rispondevano, con solerzia, a questi bisogni pratici e impellenti scienziati e appassionati studiosi grazie ai quali si arrivò allo sviluppo dell'astronomia di posizione. La navigazione d'alto mare fu più sicura e assidua. Come più frequenti e regolari divennero i trasporti di derrate alimentari e di merci d'ogni genere provenienti in gran misura dai Nuovi Continenti. Tanto che l'astronomo Jean-Francois Arago (Estagel1786-Parigi1853) a un visitatore dell'Osservatorio di Parigi che gli chiese a cosa servisse l'Astronomia rispose con disinvolta leggerezza, "...E' ben noto che l'Astronomia serve a far diminuire il prezzo del caffè". E non era solo una battuta. C'era un fondo di verità. Perchè l'approvvigionamento regolare delle merci e quindi delle scorte di prodotti ne assicurava la stabilità dei costi. E agiva da calmiere sui prezzi. Oggi, tuttavia, la modernità e le maggiori conoscenze acquisite indicano più precisamente che, al di là delle sue utili e necessarie implicazioni per l'umanità, " l'Astronomia è la scienza che studia l'universo come un tutto, gli innumerevoli corpi che lo compongono e lo spazio interposto tra essi".