Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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Arti grafiche e collezionismo

Post n°94 pubblicato il 16 Maggio 2012 da nye.oldham

Le arti grafiche erano state esaltate da grandi pittori (Ghiberti, Donatello, Durer, Gauguin, Cezanne, Degas.....) che, soprattutto dal XV secolo, con studio e perizia ne avevano valorizzato le  promettenti qualità. Dalla seconda metà dell'Ottocento molti grandi artisti praticarono con entusiasmo le attività di incisione che ancora non incontravano il consenso unanime di una critica attenta, piuttosto, alla distinzione fra arti maggiori e minori ascrivendo a queste ultime i lavori moltiplicabili. Sul finire del XIX secolo si affermò la figura del pittore-incisore: ormai si faceva strada la possibilità di esprimere l'estro creativo attraverso forme diversificate d'arte. Se i modi di collezionismo tradizionali avevano riposto più spesso le loro aspettative nelle arti maggiori e nelle stampe di traduzione ora le incisioni, ritenute opere originali e da replicare con parsimonia, acquisivano un più alto valore. Entravano a pieno diritto nei raffinati ambienti dei collezionisti. Perdevano i connotati, poco appropriati, di "artigianato seriale seppur di alto livello". E fu James Whistler (1834-1903) a introdurre il sistema di numerare e firmare la replica di ogni lavoro evitando una riduttiva inflazione del genere grafico. Si stava evolvendo il mercato delle arti grafiche e dei multipli. Accanto al collezionismo d'elite si affermava una moderna consuetudine per promuovere la " socializzazione dell'arte". Nel corso del XX secolo, accanto al rifiorire delle arti grfiche, si è evoluta una grande varietà di modelli di comunicazione integrata composta da elementi verbali propri della scrittura e da immagini e raffigurazioni schematizzate. Si è, poi, giunti gradualmente alla composizione di messaggi resi esclusivamente con immagini: escludendo, quindi, le parole e i suoi diretti referenti segnici. Molteplici e diversificate sono le tipologie dei reperti come manifesti pubblicitari, giornali quotidiani, fumetti e libri illustrati. Inoltre l'esplosione e l'affermazione della Fotografia, prima, e del Cinema e della Televisione in seguito hanno favorito lo sviluppo delle tecniche di riproduzione seriale dell'immagine a stampa. Perchè se un dipinto può essere fruito da un numero limitatissimo di utenti una stampa, una fotografia o un filmato possono essere duplicati all'infinito e distribuiti contemporaneamente a un grande numero di persone e veicolare una quantità pressochè illimitata di notizie e messaggi. Da qui l'ininterrotto e crescente impegno profuso nella messa a punto di nuove tecniche ottimali per le rirpoduzioni esatte e alla loro stessa articolazione. E', infatti, indiscutibile il beneficio immediato di un manifesto, una narrazione fotografica o filmica perchè promuove la conoscenza e la comunicazione e le altre implicazioni, come possono essere quelle propagandistiche o commerciali, esulano dall'aspetto meramente estetico. Così, tutte le arti grafiche sono "categorie autonome dell'espressione visiva" e ad esse sono finalizzate tanto le qualità estetiche dei prodotti che i processi tecnici e tecnologici impiegati per realizzarle. L' ideazione e la realizzazione concreta di un' opera costituiscono la prima fase del cammino creativo cui danno luogo.Poi, le riproduzioni esatte di questo primo elaborato determinano la seconda fase in cui prendono vita di volta in volta altri oggetti o prototipi, opere compiute, certo identiche tra loro ma ciascuna indipendente e autonoma. Si tratta, sempre, di alta creatività e per questo di indiscusso valore estetico. Infatti è unanimamente  riconosciuto che l'atto creativo si verifica nel momento stesso dell'esecuzione meccanica, per impressione o stampa della replica di ciascun esemplare. Questi elementi, esplicativi di una teoria delle arti grafiche, hanno alimentato per molto tempo il dibattito culturale che, infine, ha conferito la dovuta " patente di nobiltà" alle discipline grafiche. Laddove per duecento anni erano state equiparate, appena, alle arti minori se non tacciate di essere le " tecniche cenerentola dell'arte" ( Herbert Read, 1893-1968). Poi, quando un numero sempre maggiore di artisti prese ad esprimersi anche con queste discipline si arrivò a parlare di artigianato altamente qualificato. Questo che costituiva il giudizio di una critica ormai più persuasa e condiscendente, non trovava il plauso completo dell'opinione pubblica. Ma fu proprio il consenso popolare a sancirne la dignità estetica increnmentando poco a poco il collezionismo di stampe di traduzione e disegni. E riconoscendo alle opere d'incisione la caratteristica di un genere espressivo originale e molto interessante. La grafica editoriale, poi, dette vita ad una felice stagione dell'incisione su legno di testa. E fu Gustave Dorè (1832-1883) a realizzare una delle più alte testimonianze con l'illustrazione della Divina Commedia (1861) e del Don Chisciotte (1862) pubblicate su fogli d'informazione dell'epoca. La stampa, dunque, trovava nelle incisioni e più in generale nelle arti grafiche lo strumento più idoneo allo stile narrativo e descrittivo. Il grande e improvviso sviluppo della grafica editoriale portò al rinnovamento del genere grafico grazie al contributo di personalità come Arthur Mac Murdo (1851-1942) e William Morris fondatore della Kelmscott Press. Le arti grafiche vissero una nuova rinascita anche con l'avvento della fotografia. Che se per molti aspetti limitò gli sbocchi professionali degli incisori accentuò, invece, il potenziale espressivo delle incisioni stesse. E fu James Whistler a compiere il primo passo verso la grafica moderna proponendo cinquanta tavole su altrettanti vedute della città di Venezia. Le opere, commissionate nel 1875 dalla Fine Art Society di Londra, rappresentavano  una deliziosa e autentica novità nella storia dell'incisione su metallo. Cristina Ametrano

 
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