Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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I musei del mondo, La Galleria degli Uffizi

Post n°95 pubblicato il 24 Maggio 2012 da nye.oldham

La Galleria degli Uffizi è uno dei più importanti musei italiani situato nel centro storico della città di Firenze. Secondo una recente classifica, stilata da alcune riviste culturali, compare fra i primi dieci più prestigiosi centri d'arte del mondo. E anche per numero di visitatori detiene posizioni di avanguardia. Per esempio dal 2008 la struttura ha registrato già oltre 1500000 presenze. Un aspetto, questo, che rivela l'eccellenza del complesso soprattutto quando, e senza peccare di presunzione, lo si confronta a realtà museali come il Louvre di Parigi o l'Ermitage di San Pietroburgo. Questi musei , pur annoverando più di un milione l'anno di turisti, vantano però un tessuto espositivo ben maggiore ed un numero più che multiplo di opere che talora, come per il Louvre, sono prevalentemente di firma italiana. Il palazzo degli Uffizi custodisce una inestimabile collezione di reperti che dal primitivo nucleo mediceo si è arricchita, nei secoli, grazie a lasciti, donazioni e scambi. Vi compaiono dipinti religiosi acquisiti tra il XVIII ed il XIX secolo. Le sale espositive sono altresì affollate da firme prestigiose che testimoniano lo sviluppo delle scuole d'arte toscane e fiorentine dal XII al XVIII secolo. Il Gotico ed il Rinascimento dell'Italia centro-settentrionale godono, quindi, di una narrazione e di una rappresentatività capillare e diversificata. Per cui occorre ricordare i lavori di autori come Cimabue, Giotto, Leonardo e Raffaello. Diversi sono i dipinti di Botticelli e, ancora, Mantegna, Tiziano, Parmigianino, Durer, Rubens, Rembrandt, Caravaggio. Compaiono pregevoli raccolte di disegni e una specialissima sezione di statuaria antica, tanto originale che di rifacimento rinascimentale, che conferisce particolare suggestione a tutto il contesto: una realtà inossidabile nel suo primato tra i musei italiani più ricchi e visitati. Il grande edificio degli Uffizi fu fatto erigere da Cosimo I de' Medici (1519-1574) per accogliere e riunire gli uffici e gli archivi amministrativi. Cosimo intendeva anche conservare le collezioni d'arte di famiglia. E in questo, dopo la sua morte, fu assecondato da Francesco I dei Medici che attuò il progetto collocando le opere al secondo piano del palazzo a partire dal 1575. I lavori di edificazione del fabbricato erano stati inaugurati da Vasari (1511-1574) nel 1560 ma furono portati a termine dalle maestranze di Bernardo Buontalenti nel 1580. La costruzione è organizzata su due ali parallele congiunte da un braccio a loggia di minore lunghezza che prospetta sull'Arno. L'area centrale delimitata da questi tre corpi edili rivela un lungo e scenografico cortile: una soluzione architettonica e urbanistica di geniale soluzione che dona al complesso un'impronta imponente e di grande eleganza. Vasari, continuatore e rappresentante della scuola michelangiolesca, espresse un accentuato manierismo che, poi, sarebbe stato emulato dai maggiori architetti di fine secolo. Il complesso degli Uffizi fu inserito tra il Palazzo della Signoria (detto anche dei Priori, o Palazzo Vecchio) e la Loggia della Signoria ( detta anche dell'Orcagna, dei Priori o dei Lanzi). Vasari, che seguì il progetto con particolare cura, intervenne così nel centro civico di Firenze e gli conferì una rinnovata capacità di accoglienza. Egli operò fino al 1574 l'anno stesso della sua scomparsa. Riuscì a terminare il Corridoio che collega Palazzo Pitti, la dimora granducale, alla Signoria. Il Corridoio Vasariano passa, quindi, sopra Ponte Vecchio e con un comodo, suggestivo e molto riservato camminamento mette in comunicazione quella che era l'abitazione privata dei granduchi con la sede del governo. In questa area dell'edificio, dal 1973, è stata sistemata oltre ad una serie di dipinti del Seicento e del Settecento la famosa raccolta di autoritratti di pittori italiani e stranieri. Le opere, che sono raggruppate per scuole e nazionalità, elencano nomi di artisti eccezionali fra cui lo stesso Vasari e poi Raffaello, Bernini, Canova, Fattori. E, ancora, fra gli autoritratti di professionalità straniere compaiono Rubens, Rembrandt, Velasquez, Delacroix e molti autori di arte moderna e contemporanea. L'eleganza e il prestigio degli edifici fiorentini si preserva nel tempo. E come tutti i centri ricchi di antiche vestigia, e anzi più ancora, continua a ravvivare nelle generazioni di questo terzo millennio un sano orgoglio di appartenenza e un potente sentimento di dignità. Le opere importanti, grandi o piccole che siano, sono espressione degli uomini che le hanno realizzate. Parlano di loro e ad essi sempre guadagnano onori e rispetto. A Cosimo I, che pure attuò i principi dell'assolutismo, vennero riconosciuti  pregi di grande rigore e imparzialità. Un ambasciatore veneto vivacemente e simpaticamente, di Cosimo integerrimo ed esigente, riferiva: ".....possiede una giustuzia incomparabile, e così grande e così eccessiva e così espedita e così a tutti indifferente che fece stare ciascuno nei termini". Il Granduca, inoltre, mobilitò risorse ed energie per iniziative utili al rilancio dell'economia. Perchè urgeva rendere sempre più efficiente e competitivo lo Stato. E allora ci furono le bonifiche dei terreni paludosi, la sistemazione del porto di Livorno che preservò nel tempo tutta la mole dei suoi affari e, anzi, incrementò costantemente traffici e attività. Mentre inevitabilmente si riduceva la importanza finanziaria internazionale che nei secoli aveva caratterizzato l'economia fiorentina e aveva rimpinguato generosamente le casse dello Stato. I Medici governarono il Granducato di Toscana fino al 1737. Infatti con Gian Gastone si era esaurita la discendenza maschile della famiglia. Sopraggiunsero, quindi, i Duchi di Lorena legati a loro volta alla famiglia imperiale degli Asburgo. Cristina Ametrano

 
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