Rembrandt Harmenszoon Van Rijn (Leida 1606- Amsterdam 1669), pittore e incisore, campione di passionalità, con la sua opera a tratti eccessiva ruppe gli schemi di quella consuetudine pittorica seicentesca di terra d'Olanda che era certo molto poetica ma volta ad inventariare e rappresentare un mondo chiuso e isolato. Il suo genio creativo travalicò, in certa misura, la tendenza culturale della sua terra che stava attraversando quella che gli storici definiscono " l'Età dell'oro olandese". Il modus operandi ricorrente dell'arte olandese del Seicento ebbe anche una sua originalità con vasti riverberi e riconoscimenti universali. Sull'Europa soffiarono altresì con forza anche le brezze del genere satirico che dall'Olanda stessa alimentava e stimolava l'evoluzione di nuove correnti d'arte e di pensiero. Urge ricordare che l'amore per il "paesaggio selvaggio" dichiarato dagli accoliti della scuola di Barbizon (1830-1870) sembra aver preso afflato da un grande paesaggista quale fu Ruysdael(1600ca-1670). E alla corrente impressionista ottocentesca non mancarono le suggestioni del " tremulo luccichio dei canali d'Olanda" ritratti nel XVII secolo con tanta maestria. Rembrandt da principio non fu del tutto avulso dalle tematiche e dallo stile rappresentativo del suo ambiente. Anzi vi contribuì con alcune opere come "La lezione di anatomia", "I sindaci dei drappieri", "La ronda di notte". Poi intraprese un percorso autonomo. Gli altri artisti olandesi prediligevano la natura, la quotidianità dei Paesi Bassi e quindi scene di campagna, contadini, armenti. Non mancavano ritratti cittadini di gruppo per le corporazioni, per esercizi commerciali e poi scorci portuali, flash di ricorrenze e festività. Rembrandt, contro tendenza e in sintonia con le scuole fiamminghe e i pittori di tutta Europa, scelse anche soggetti mitologici e biblici. Curò rappresentazioni di nudo con grande originalità e potente sensualità. Egli trasfuse nei suoi lavori anche la sua inquietudine, certo alimentata dalla grande ansia di comprensione. Trascorse questa stagione della sua vita e la profonda e puntuale conoscenza della Bibbia lo portarono ad illustrarne molte scene con le tecniche di stampa e con i dipinti. Maturò quindi uno stile indipendente, slegato dalla mentalità artistica del proprio contesto sociale. E l'apparente isolamento accentuò gli stimoli che pure arrivavano talora dai caravaggeschi e dai paesaggisti italiani. I pittori di Utrecht introdussero gli accesi contrasti di luci e ombre. Rembrandt sagace, originalissimo sperimentatore e creatore d'arte fu un vero caposcuola. Ebbe molti allievi e il suo fu uno degli atelier più apprezzati dell'epoca. I suoi lavori sembrano obbedire al naturale percorso di crescita dell'uomo. Dove le prime opere corrispondono alla temperie giovanile. Le creazioni provocatorie dell'età adulta sono fedeli ad un operare frenetico e rivelatrici di una mentalità attenta al contesto sociale, pronta a cogliere e a trasmettere l'ansia e l'inquietudine del vivere. Sopraggiungono, quindi, le fatiche dell'età tarda dove "veri capolavori di fede, di meditazione, di tragica grandezza" raccontano al mondo stati d'animo e momenti di una vita, quella stessa dell'autore, e narrano e illustrano scorci di tendenze e suggestioni dell'Europa seicentesca.