Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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L' Arte Egea, la culla dell'arte occidentale

Post n°123 pubblicato il 11 Novembre 2013 da nye.oldham

Le ultime esplorazioni  archeologiche scientifiche condotte nei territori del bacino del Mediterraneo orientale hanno ulteriormente comprovato che la civiltà fiorita nel corso del II millennio a.C. fra il centro di Micene nell'Argolide (Grecia), l'isola di Creta e le isole egee si ricollega alle prime esperienze dell'arte occidentale del periodo storico. Il popolo greco antico, derivato  via via da quella progenie, più ancora ha regalato all'occidente europeo una grande eredità artistica e culturale. La Grecia antica ebbe una grandiosa fioritura artistica. E per quanto molto sia andato perduto, per quanto oggi non ci sia possibile cogliere e godere appieno il significato e l'importanza dell'arte di questa passata civiltà certo la mole di reperti e di testimonianze storiche giunte fino a noi sono sufficienti a rivelarci i risultati eccezionali raggiunti dagli antichi artisti greci. L'architettura, la scultura e la pittura progredirono a tal punto da inondare di sé il moto d'arte di intere altre civiltà successive. In esse rivissero la forma, il gusto, la tecnica e la profondità spirituale di quel più antico universo artistico che costituisce ancora uno dei fondamentali riferimenti dell'arte occidentale in genere e di quella italiana in special modo. E sempre l'analisi del fenomeno artistico greco comporta l'acquisizione di nuove conoscenze e insieme la conferma che molte espressioni artistiche europee a noi più vicine nel tempo hanno trovato in esso l'origine o la premessa e anche la soluzione di strategie tecniche e formali e addirittura la perpetuazione di valori che vieppiù permeano anzi sono patrimonio eccelso e vivo nella cultura artistica contemporanea d'occidente. Tuttavia lo studio del fattore squisitamente estetico di ogni antico patrimonio d'arte non può prescindere dall'analisi e dalla peculiare valutazione di quello storico culturale. La Grecia, così la chiamarono i romani ma fino ad allora nota con il nome di Ellade, era costituita dalla appendice meridionale della penisola balcanica posta alle medesime latitudini della Sicilia e della Calabria. Con un territorio di circa 70 kmq, un complesso di 480 isole che  fanno corona alle sue coste ricche di insenature e fisicamente, anche per il clima caldo temperato, si prestava ad una intensa antropizzazione. Senonché il carattere montuoso, arido e poco fertile dei territori e insieme l'enorme quantità di approdi naturali ha indotto da sempre i suoi abitanti a privilegiare l'esercizio delle attività marinare ostacolando di fatto, in quei tempi lontanissimi, la formazione di uno stato unitario. Nacquero quindi le città stato che seppero comunque stabilire legami profondi fra loro e fondarono a loro volta moltissime colonie sempre in prossimità delle coste e un po' dovunque nelle regioni che si affacciano sul Mediterraneo e delle cui vestigia rimane ancora oggi una relativa quantità. E benché sia difficile stabilire l'identità culturale dei primissimi abitatori della regione Ellenica dai resti di villaggi del Neolitico, come armi e suppellettili, si può tuttavia giungere alla presunzione che si trattasse di genti di origine asiatica. Dunque impronte di origini più remote e complesse recano ulteriori tasselli al quadro di conoscenze della cultura preistorica del continente greco che viene definita come Cultura Elladica(Tessaglia, Beozia, Attica, Argolide), una realtà che pure accompagnò il sorgere ed il fiorire della civiltà cretese interagendo con essa. La città continentale di Micene(Argolide) cresceva e si rafforzava con una sua forte e precoce identità prevalendo sugli altri centri delle aree vicine locali. La sua evoluzione fu un evento parallelo e contestuale che intorno al 1600 a.C. le consentì di prevaricare e assorbire le altre tradizioni artistiche più antiche ma anche più rozze e meno versatili che tuttavia non si persero in essa ma ad essa stessa si innestarono. Comunque  appartiene a queste primissime tradizioni artistiche locali la tecnica di decorazione vascolare con il "meandro"(adottato dagli artisti greci futuri) e l'uso di motivi geometrici con il rosso, il bruno ed il bianco. Ma più ancora le popolazioni greche di allora eccellevano nell'arte edilizia. Molti sono i reperti di schematici antichissimi e più semplici "megaron"(ambiente rettangolare con atrio ed il focolare al centro)di cui sono stati trovati analoghi resti anche negli strati più bassi della città di Troia oltreché, ma di fattura più elaborata, nelle stesse rovine di Micene. Recenti campagne archeologiche hanno anche dato maggiori certezze sulla non lontana, splendida,più raffina ed evoluta civiltà cretese(2500a.C-1100a.C.)con cui gli elleni interagirono e commerciarono. La cultura cretese fu precoce e più importante per l'influenza nel Mediterraneo orientale e per la sua eccellenza. I ritrovamenti archeologici di Creta fin dal 2500a.C. palesano la originale evoluzione della sua cultura. E confermano la influenza esercitata sulle isole egee e sulle stesse città continentali greche, come Micene, che via via andarono crescendo nelle regioni elleniche. Si riscopre una sorta di comune affinità fra i due mondi, soprattutto tra le città dell'isola di Creta e di Micene, da cui però la stessa Micene dapprima centro e agglomerato emule, amico e partner leale negli affari, si emancipò con caratteristiche proprie. Dunque la civiltà cretese fu più antica. E giunta al suo acme(1450a.C.-1400a.C.) divenne sorprendentemente urbanizzata ed evoluta. E sembra che gli stessi Greci che ancora più tardi ne avrebbero conquistate le " Novanta città" rimasero stupiti dalla grande massa di popolazione dell'isola. Furono abbagliati dalla razionale organizzazione di quelle metropoli dell'antichità quali furono Cnosso e Festo. Da tutto affiorava lo spirito comunitario di quegli uomini timidi ma uniti dal bisogno della socialità e della gioia di una vita di aggregazione tranquilla e raffinata dove la ricerca del bello anche nelle piccole cose prevaleva a discapito della faziosità e di una esasperata rivalità. " In ogni campo della vita cretese, l'uomo esprime la sua più grande passione, che è nello stesso tempo la più vana e la più nobile: lo sforzo di rendere bello tutto ciò che lo circonda".

 
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