La filosofia, o amore per il sapere,è sorta come ambizosa volontà di spiegare la realtà. E così come la intendiamo è stata creazione del popolo greco antico che pure raggiunse una inusitata eccellenza nelle arti, nelle scienze e nella organizzazione civile della società. E per quanto gli antichi greci avessero avuto illustri predecesori in queste discipline e in altre società la loro pratica filosofica, la filosofia così come è oggi, fu una elaborazione originale e profonda indiscutibilmente tutta loro. Essi per la qualità e non per la quantità concettuale affermarono le loro teorie che apparvero subito inedite e nuove in senso assoluto. La filosofia dunque si propone di indagare il principio stesso di tutto ciò che accade e che l'essere umano percepisce e osserva direttamente. Le condizioni imprenscindibili dello studio sulla realtà sono il libero esercizio della ragione e un amore disinteressato per la conoscenza.Perchè la nobile affermazione del pensiero umano non ha scopi pratici immediati e rifugge da ogni mercificazione materiale. Queste in generale le premesse con cui la filosofia in Grecia cominciò ad essere considerata un bene primario dell'uomo e raggiunse livelli altissimi grazie al contributo di personalità come Aristotele(384a.C.-322a.C.).E divenne una disciplina di gran lunga più assidua delle scienze che pure erano considerate sue ancelle. Si coltivarono quindi le speculazione intellettuali molto più che le indagini puramente scientifiche. La filosofia poco a poco fu trasformata in una originale e nuova attività spirituale che, per quanto avesse avuto degli antecedenti religiosi e sapienziali in altri popoli e altre etnie, ora assumeva connotati più complessi e finalmente maggiormente idonei a soddisfare le infinite esigenze della mente umana. Vi furono condizioni particolari perchè cio avvenisse. Una relativa crescita sociale,economica e politica della nazione greca, delle città dell'Italia meridionale(Magna Grecia)che ebbero uno sviluppo culturale particolarmente intenso e vivace. Ancora la religione greca,tanto quella del culto ufficiale che la forma di quello misterico, esprimeva una peculiare interpretazione della vita, dell'uomo e costituiva un ambizioso sistema di educazione dello spirito.E poichè era un credo scevro da rigide formule dogmatiche risultò essere più aperto e duttile per la riflessione filosofica.Fu un pensiero fecondo che,rivolto all'uomo, all'univero e alla natura, generò la nascita della fisica e di una matematica, di un'etica, di una metafisica,di una logica e di una estetica.Fra i primi grandi filosofi compaiono Socrate(470-399a.C.),Platone(428-348a.C.),Aristotele(384-322a.C.)che fondarono vasti sistemi di pensiero e furono preceduti dall'attività di altri filosofi "presocratici"di cui è pervenuta una mole di gran lunga minore di scritti ma che avevano fondato proprie scuole di pensiero assumendo via nominazioni diverse come i Pitagorici,i Sofisti,gli Epicurei,gli Stoici,gli Scettici,gli Ecclettici.Ne avrebbe parlato in seguito Aristotele.Egli riteneva che la filosofia,sorta moltissimo tempo addietro,avesse vissuto un grande sviluppo nelle Scuole presocratiche attive già dal VI secolo a.C. nelle Polis della Magna Grecia e nei centri delle coste dell'Asia minore e delle isole del Mediterraneo orientale.Nel tempo la interpretazione del grande filosofo è stata in parte compromessa a causa del modesto numero di opere presocratiche ritrovate integre.E' invece un corpus di frammenti e scritti, che nei secoli successivi i filologi hanno via via ricostruito, l'elemento decisivo che ha dato conferma e ulteriore spiegazione del pensiero presocratico avvalorando vieppiù le intuizioni dello stesso Aristotele