Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
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Filosofia del senso comune,"eclettismo" e saggezza attiva ciceroniani

Post n°149 pubblicato il 07 Marzo 2016 da nye.oldham

"L'eclettismo" ciceroniano è una forma di alto umanesimo che contempla la risoluzione dei problemi esistenziali del genere umano all'insegna dei più grandi valori della civiltà latina:l'humanitas,l'auctoritas,la pietas,l'aequitas. Cicerone(106a.C.-43a.C.)sognava una società organizzata sull'amicizia leale fra gli individui,sulla virtus e la probitas e dunque sulla grandezza di ciascun uomo.L'uomo,centro del creato,avrebbe dovuto costruire una nazione o res publica intessendo relazioni amicali comunitarie sincere e solidali da anteporre perfino alla utilitas rei publicae.Strumento imprenscindibile di un progetto così elevato sono le humanae litterae finalizzate alla formazione dei cittadini e capaci di favorirne la realizzazione pratica.Cicerone,autentico romano,preferiva certo a quella teorica la filosofia pratica o meglio la prassi politica che attraverso la mediazione persegue la soluzione di ogni difficoltà del vivere.Humanae litterare,virtus e filosofia del fare per la formazione del buon cittadino dunque.La formazione filosofica inoltre conferisce ad ogni essere umano che la consegue appropriatamente la capacità e la forza di non piegarsi alla dittatura rendendolo libero e padrone di sè.Così egli,primo scrittore latino di filosofia,quella stessa disciplina figlia del pensiero speculativo di nazionalità greca e che egli stesso stava elaborando ancor più,dava al popolo romano un corpus filosofico e culturale unitario e ricco di insegnamenti proprio mentre Cesare(100a.C.-44a.C.)creava l'impero romano universale secondo un disegno che oggi verrebbe definito sovranazionale.Cicerone sperava di rinforzare le basi etico-religiose della sua gente così come un buon padre sogna le cose migliori per la sua prole.L'imperativo più urgente era quello di promuovere lo sviluppo e la prosperità degli uomini.Perchè senza e da sempre nessun progresso,nessuna buona politica o speranza nel futuro sono possibili.La concezione ciceroniana della cultura e della educazione è una idea antropologica che dà all'uomo un posto eminente nella scala dei valori di una civiltà.Un pensiero che sarebbe stato apprezzato e fatto proprio tredici secoli più tardi dagli umanisti italiani .E ancora prima di loro Francesco Petrarca(1304-1374)apprezzando il grande oratore latino gli aveva dedicato studi appassionati e "Tu,scrisse,sei vissuto come un essere umano,hai parlato come un oratore,hai scritto come un filosofo".Anche la società del Rinascimento lo amò,lui Cicerone,vieppiù come fosse una realtà vivente e per molti uomini di cultura imitarlo divenne sogno di perfezione.Erasmo da Rotterdam(1466-1536)invece gli riservò una satira di disapprovazione.Sarebbe anche arrivato un giudizio negativo dal più grande storico del mondo antico Mommsen(1817-1903)a stimolare nuove riflessioni e dissertazioni.E' alfine innegabile che dall'humanitas romana alla Weltanschauung moderna molto si deve al pensiero del grande oratore romano.MCA

 
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