Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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La "geografia" diventa scienza,1450-1650

Post n°152 pubblicato il 19 Aprile 2016 da nye.oldham

Nel 1650 Bernardo Varenio(1622-1650) appena poco prima di morire riuscì a pubblicare un suo trattato di geografia,"Geographia Generalis",che studiava "le affectiones generales Telluris" o fenomeni generali della Terra. L'opera del giovanissimo autore,che Newton nel 1672 avrebbe portato ancora in ristampa,sanciva inequivocabilmente il carattere scientifico della geografia il cui studio non doveva essere associato a fenomeni che non fossero osservabili in natura. Il grande geografo tedesco aveva adottato tecniche e metodologie proprie delle scienze matematiche contribuendo risolutamente ad una  autonomia disciplinare della materia.Fin dai tempi di Plinio il Vecchio(I sec. d.C.)la geografia era stata una commistione di notizie storiche,geografiche,zoologiche,mitologiche filosofiche,religiose. Perché i calcoli di matematici e geografi,sovente e sorprendentemente precisi non venivano confortati però dai fatti e dalla esperienza.Per esempio Eratostene (275 a.C. ca.-195 a.C. ca.)fu il primo a realizzare una misurazione con ottima approssimazione del meridiano terrestre e della Terra stessa.E nessun viaggiatore potette verificare più praticamente i calcoli del grande matematico.Dal XV secolo con il percorso di  maturazione di quel lunghissimo processo di crescita e rinnovamento sociale che fu il Capitalismo e con l'avvicendarsi delle grandi scoperte geografiche i filosofi e gli esperti del settore scevri da fumose e fantasiose teorie avevano un compito più agevole nel riordinare i dati certi e finalmente verificabili concretamente che progressivamente venivano acquisiti dagli esperti del settore e da pionieri e scopritori cartografi.Dunque non più eroismi del pensiero ma nuove concezioni solidamente fondate sull'esperienza. Sensazionale il viaggio di circumnavigazione della Terra di Magellano(1480-1521)avvenuto fra il 1519 ed il 1521 che mostrò l'erroneità dell'idea di un oceano sconfinato e innavigabile.C'erano ad ogni latitudine terre emerse ed abitate.Divenne pressante rappresentare l'ignoto per conoscerlo, imparare ad affrontarlo e potere finalmente gestirlo.Così fra il 1450 ed il 1650 cartografia e geografia procedettero via via più ordinatamente e insieme verso la rappresentazione sempre più dettagliata dell'ambiente terrestre nella sua realtà effettuale secondo una volontà legittima per il genere umano di padroneggiare,conoscere e preservare il proprio mondo.

 
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