Fra Cinquecento e Seicento in Inghilterra ebbero particolare successo gli spettacoli teatrali contestualmente allo svolgersi consueto delle rappresentazioni sacre. Il fenomeno,anche noto come teatro elisabettiano-giacobeo((1576-1642)trovò il favore di Elisabetta I(1533-1603) e quindi di Giacomo I (1566-1625). I termini di quel periodo si fanno coincidere con la costruzione del primo teatro stabile "The Theatre" nel 1576 e l'editto del Parlamento del 1642 che imponeva la chiusura dei teatri a salvaguardia della morale cittadina.E due furono le forme di spettacolo più significative che valorizzarono le attività teatrali inglesi del tempo:le rappresentazioni colte,raffinate tenute in sale coperte e quelle popolari seguite da un pubblico di modesta estrazione sociale.E proprio da queste ultime arrivarono i maggiori capolavori cui Shakespeare(1564-1616)e Marlow(1564-1593)hanno contribuito con un gran numero di opere.In particolare Shakespeare eccellente tanto nella tragedia che nella commedia riuscì a "...coniugare il gusto popolare della sua epoca con una complessa caratterizzazione dei suoi personaggi,una poetica raffinata e una notevole profondità filosofica".E nonostante i molti misteri che avvolgono la sua vita la critica biografica esalta i suoi sonetti come una delle migliori raccolte poetiche della letteratura inglese(ca.1599-1600).Di più qualifica i suoi lavori teatrali come"...sorgenti copiosissime di significati e di perenne piacere estetico...".Perché la grandezza di Shakespeare è nella sua duttile espressione dei sentimenti,nella nostalgia dell'ordine antico.Ancora emblematica è la sua capacità di indurre gli animi degli spettatori alla complessa e intramontabile riflessione sul senso della vita immaginando,elaborando e proponendo performance di struggente realismo e dramma esistenziale: Otello,Re Lear(la metafora del senso della vita),Antonio e Cleopatra(lacerante tensione e contrasto fra dovere e desiderio),Amleto,Macbeth.Shakespeare fu autore e attore con le compagnie del conte di Leicester(1532-1588),poi con quella patrocinata da Lord Ciambellano.Operò tanto nei teatri di corte che al "Globe"(1599-1642,ricostruito nel 1999)all'aperto e popolare e al "Blackfriars"(1608,al coperto e aristocratico).Diletto senza fine dunque e grande successo in modo significativamente trasversale fra diversi ceti della società."...sarebbe un'opera senza fine tentare di svolgere un discorso complessivo sullo sviluppo del teatro shakespeariano e sul suo significato...".Piace vieppiù apprezzare la sua maestria, la sua bella estetica e gioire del privilegio di poterne fruire in ogni tempo. Eppure i drammi shakespeariani non sono tutti frutto di sua invenzione.Egli sviluppava i soggetti che più lo ispiravano,li faceva propri ovunque li trovasse e"...nelle sue mani perfino gli spunti più amorfi si trasformavano in capolavori...".E oggi,come pure è avvenuto in ogni tempo e con modi diversi,racconti e soggetti attinti da altri vengono qualificati come "liberamente tratti"o"ispirati a"o ancora "adattamento televisivo,radiofonico"e con l'obbligo della citazione delle fonti ogni lavoro acquista un nuovo significato e viene calato nell' aura del suo tempo.Splendido e plausibile perché questo porta anche a nuova vita opere e autori trascurati o sopiti dal tempo.Così le cronache di Holinshed(1529-1580)furono terreno fertile per la creatività di Shakespeare.Non meno allettanti si rivelarono soggetti presi dalle "Vite"di Plutarco(46 d.C.-125 d,C.)o delle commedie plautine. Lo soccorsero anche autori spagnoli,arabi e naturalmente italiani come Boccaccio,Bandello,Basile.Impossibile valutare l'opera di questo magnifico autore in poche