Creato da bargalla il 30/01/2005
"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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NEGATIVO

Post n°226 pubblicato il 03 Aprile 2006 da bargalla
Foto di bargalla

Ancora cinque giorni di campagna elettorale e poi anche questa parossistica pantomima, degna figlia di una indegna "porcata" partorirà il futuro
"re travicello" di questa "serva Italia".
I sudditi verranno chiamati a sancire ciò che altri hanno già deciso, una pura formalità dettata dalla spudorata voglia di attribuire una parvenza di democrazia ad un sistema che ha paura del giudizio del Popolo Sovrano. Una proporzionale, sistematica presa per il podice, architettata per estorcere quasi il consenso (non informato) all'esterrefatto proprietario del podice stesso!

"Liste bloccate" le hanno chiamate; ma di bloccato ormai è tutto il sistema Paese, incapace di esprimere il meglio delle sue potenzialità e mediocremente quanto pervicacemente piegato su se stesso nella difesa dello statu quo.
Tutti gli indici economici (crescita, pil, debito, risparmi) sono negativi; anche i dati ocse relativi alle retribuzioni degli italiani (al 23esimo posto tra i trenta Paesi più industrializzati), vedono il Bel Paese in regresso rispetto all'anno precedente e impietosamente disegnano una realtà in cui l'unico a vedere rosa è proprio il presidente del consilvio, che, guarda caso, prende come riferimento un dato positivo (per lui e per quelli come lui), un evidente + 54% introitato rispetto al precedente anno, derivante dagli utili di borsa e dalle plus valenze quasi esentasse.
Un ottimismo il suo, legato al capital gain, alle parassitarie rendite finanziarie, al foraggio della più rancida créme de la créme che si propone per ulteriori anni cinque di deliziarci con il suo vomitevole menu à la carte.
Mi chiedo quanti plebei, quanti servi della gleba, hanno l'analista finanziario, quanti fra loro si divertono a giocare in Borsa, quanti  di loro si appoggiano agli sportelli telematici delle società di intermediazione mobiliare per spostare corposi pacchetti azionari e in tal modo arrotondare il già misero salario.
Se qualcuno si propone di "armonizzare" questa cacofonica ingiustizia sociale, prima che fiscale, viene accusato di "mettere le mani nelle tasche degli italiani" e quell'emerito qualcuno per non scontentare i patrizi della sua parte, per non provocare un'emorragia di consensi, corre subito ai ripari dicendo di essere  incorso in un "errore di comunicazione".
Le tanto sbandierate riforme, le vergognose plurimae leges ad personam,  le centinaia di leggi prodotte per ingolfare il già ansimante motore di una locomotiva che sbuffa producendo solo reddito da capitale, consentono soltanto ad un certo gran pascià di esibirsi con la sua solita cravatta a pallini per sparare le solite "mille balle blu".
Questa micidiale campagna elettorale vivrà stasera l'ultimo dei suoi momenti topici, un altro mach giocato sulla pelle del popolo bue, sempre più attratto dal look, dal make-up o dalla semantica dei due candidati e sempre più abilmente distratto dalla capacità di discernere e di ragionare con la propria testa.
"Il cavalier Menzogna" si è adeguatamente preparato in una delle sue megaville, si è chiuso nel suo eremo certosino, un dorato ritiro spirituale per ritemprare il corpo e la mente in vista dell'epico telescontro nel vespasiano del  ronzante neo che lo vedrà opporsi all'odiato Insaccato.
Silvio vive nel paese delle meraviglie, si accontenta di poco (si fa per dire) e quel poco lo aiuta a "godere": vive soprattutto di sondaggi, come quello da lui personalmente condotto qualche notte fa, quando gli bastò chiamare alcune chat line erotiche per sentirsi dire da sette delle nove signorine intervistate che preferivano lui alla "bologna".
Un campione decisamente attendibile per pronosticare una vittoria servita sull'incandescente filo del telefono, fra un "oh" di meraviglia e un ansimante
"mi consenta".
Silvio vive nel paese delle meraviglie, per lui anche la crescita zero ha un certo che di algebricamente positivo e malgrado i suoi sforzi è bene che inizi a considerare quanto la realtà in cui vivono i comuni mortali sia ben diversa da quella in cui se la spassano lui e quelli della sua pregiatissima corte dei miracoli.

 
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