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Appunti di letture 2019

Post n°2138 pubblicato il 11 Dicembre 2019 da ossimora


Risultati immagini per nozze per i bastardi di pizzofalcone

N.72

Maurizio De Giovanni

NOZZE

per i bastardi di Pizzofalcone.

Einaudi

Non so resistere alle uscite dei libri di De Giovanni del quale ho letto tutto .

Non nego che il commisario Ricciardi del primo novecentesco De Giovanni mi manchi  già un pò ma pian piano anche l'eterogeneo gruppo del commissariato di Pizzofalcone prende forma nelle caratterizzazioni dei personaggi attraverso le vicende delle loro vite private , dei loro amori .

IL giallo parte dall'avvistamento in mare di un abito da sposa che fluttua non lontano da una spiaggetta appartata dove viene ritrovata una giovane donna , morta assassinata da una staffilata al cuore il giorno prima delle sue nozze .

Lojacono ( il cinese /nella fiction televisiva Alessandro Gassmann) e tutto il gruppo dei poliziotti deve indagare velocemente per non cedere l'indagine all 'antimafia. 

Si parla di passioni nascoste , di maschere indossate, per convenienza o per paura , d'amore , di scelte sbagliate .

Le "nozze " diventano un filo logico non solo dei protagonisti, dell'indagine ma di tutte le vite in ballo.

Si mescola , a tratti dominandolo la vita del clan dei Sorbo che entrano quasi per caso nell'indagine e rischiano questa volta di diventarne innocenti capri espiatori .

A volte De Giovanni (o chi per lui ...L'editor?) si lascia andare a qualche da....con l'accento di troppo o a qualche mancato congiuntivo.La sua scrittura risulta comunque emozionante e spesso "profondamente leggera" tanto da farne un libro che si legge in un pomeriggio . 

Questa tradizione del look delle spose ...forse l'avevo sentita ma non la ricordavo ...la sposa deve avere ...

Qualcosa di vecchio 

qualcosa di nuovo

qualcosa di prestato

qualcosa di blu

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2137 pubblicato il 09 Dicembre 2019 da ossimora



N.81
Yukio Mishima
La scuola della carne
Feltrinelli

Romanzo"minore " di Mishima , tradotto da Feltrinelli nel 2013 , ben 30 anni dopo la prima pubblicazione .
E' ambientato a Tokio nel dopoguerra .
Nella "tristezza di una guerra che ha portato il Giappone alla decadenza, che si fa "male " rinunciando alla tradizione (Il tradizionalista Mishima ne soffre molto) e si presta sconfitto ai costumi occidentali. 
La narrazione parte un pò alla Sex & The city in salsa giappo:3 donne , mature quarantenni ,in carriera , più che benestanti ; impegnate rispettivamente nella moda,nella ristorazione e nel cinema si incontrano spesso per cenare insieme , bere champagne , frequentare posti alla moda e raccontarsi le proprie avventure.
Una sera in un bar gay , Taeko , la creatrice di moda , rimane affascinata dal barista , giovanissimo ventenne , indubbiamente molto bello .
Qui si avvia "La storia di carne"; non c'è sesso esplicito , tutto è soft .Soltanto la passione struggente di Taeko per il ragazzo è ben delineata ed acclara bene i sentimenti estremi di chi non è pienamente corrisposto ( o crede di non esserlo nutrendosi di dubbi) ...le dissimulazioni , le reticenze , le forzature per assecondare l'amato ...appartengono a tutti.
L'aura di mistero del ragazzo non è altro che il suo tentativo di raggiungere una posizione di successo grazie al suo fascino.
Dopo una serie di convivenze /vacanze/sotterfugi ,il melodramma svanisce nella sana  e lucida consapevolezza di Taeko  che lascia libero il ragazzo di affrontare la sua scalata sociale.
Difficile leggere i giapponesi per me .
Sento molto la difficoltà di "entrare " nella  specificità della cultura , ed anche i nomi delle persone , dei luoghi , mi mettono in difficoltà ; faccio persino fatica ad immaginarmi volti ed immagini delle persone pur attraverso le nitide descrizioni di Mishima .

A proposito di spostamento del punto di vista ;interessante questo pezzo:
"E poi, Taeko detestava gli uomini stranieri e la loro pelle che le ricordava quella dei polli , poteva intravedere il colore del sangue in trasparenza e poi le sembrava sudicia e che invecchiasse terribilmente in fretta .Nonostante l'altezza, il vigore fisico il naso pronunciato e il profilo scolpito , le sensazioni che Taeko ricavava dagli uomini occidentali erano stranamente d'impotenza e di scarsa vitalità .Per questo non si era mai fatta sedurre"


 
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Appunti di letture 2019

Post n°2136 pubblicato il 04 Dicembre 2019 da ossimora

N.80

Gianrico Carofiglio 
La misura del tempo
Einaudi
Risultati immagini per la misura del tempo recensioni

E' tornato l'avvocato Guerrieri , che avevo già letto anni addietro ; un legal trhiller già in testa alle classifiche di vendita. 
Non sempre amo questo tipo di successo pop ma nel caso di Carofiglio ed alcuni altri...faccio  volentieri un eccezione. 
Ed ho fatto bene perchè La misura del tempo è una storia ben scritta .Il seduttivo, problematico avv Guerrieri assume le difese del figlio di una donna con la quale ha avuto una storia di giovinezza .
Il ragazzo è ingiustamente accusato di un omicidio attorno al quale si è indagato poco e male .
 Riesce a far riaprire il caso ma non c'è nulla da fare benchè le ipotesi che l'avvocato aveva intravisto e suggerito alla distanza si mostrano reali,infondo ...a fare giustizia è sempre il tempo...
Tanti riferimenti agli anni 80 , nella musica , nei fatti dell'epoca .
Scritto con maestria e raffinatezza riesca ad appassionare anche al lnguaggio giuridico 
E' scorrevole e godibile. 

"Qualcuno ha scritto che bisognerebbe essere capaci di morire giovani . Non nel senso di morire davvero. Nel senso di smettere di fare quello che fai quando ti accorgi di aver esaurito la voglia di farlo, o quando ti accorgi di aver raggiunto i confini del tuo talento se ne possiedi ...tutto ciò che viene dopo è ripetizione ."

"...altre cose che mi hanno trasmesso buone o meno buone a seconda di come si inseriscono nella struttura di una personalità .
Fra queste la convinzione radicale , come un postulato che bisogna sempre sbrigarsela da soli"

"Anni dopo mi è capitato di trovare proprio un'espressione perfetta coniata da David Foster Wallace (le opinioni altrui valevano solo nella misura in cui aderivano alle sue )
 La difficoltà a riconoscere uno spazio all'interpretazione ed alle posizioni altrui "Ambiguofobia" .(!!!)

Alle porte di Polignano c'era un cancelletto dal quale si accedeva al mare . L'aria era asciutta , soffiava un vento leggero che a tratti dava i brividi e suggeriva un presagio di irrepetibilità."

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2135 pubblicato il 28 Novembre 2019 da ossimora


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N.69 
Joe R. Lansdale
Hap & Leonard
Sangue e limonata

Ho preso questo libro senza conoscere per nulla Lansdale , attratta non so bene da che cosa .
Ora so che ha scritto moltissimo ,che è egli stesso un lettore vorace e che ama moltissimo le arti marziali. Hap e Leonard sono due personaggi che formano nei suoi numerosi libri una coppia di detective da cui è nata una fortunata serie in Usa 
In questo caso...ci sono i ricordi d'infanzia ed adolescenza dei due .Hap è solo un ragazzo ma sa di essere molto diverso dai bigotti razzisti ed ottusi della cittadina in cui è vissuto.Anche Leonard è diverso da quelli che li circondano ; nero , gay ed a sorpresa , conservatore .
Una coppia improbabile ma che si trova .
Con una  certa ironia ed una certa leggerezza Lansdale ci riporta nel passato dei due (ora) celebri detective e compone un vero e proprio mosaico di racconti; storie terribili a volte , comuni , violente al limite dello splatter , nostalgiche .
Un romanzo di ricordi. 
Hap ragazzino negli anni 50 ,povero; la madre mentalmente avanti nei tempi (una sua frase fa da titolo al libro "la vita ha i suoi lati buoni e quelli cattivi...ha la sua limonata ed il suo sangue." così diversa dal padre razzista ma  anche lui fondamentalmente dai tratti umani in una razzistissima America profonda del sud.
Attraverso diverse storie , traspare quanto doveva essere difficile e squallido vivere laggiù in quegli anni.
La violenza , le cose taciute. L'incomprensione. la caccia agli scoiattoli da mangiare, la miseria. 
Non avendo letto le storie dei due detective adulti (non so nemmeno se lo farò) sono partita comunque dal ricordo del loro passato .
Fra i racconti l'agghiacciante "bambino che diventò invisibile" , maltrattato , inascoltato, cancellato da tutti fino al giorno nel quale fa una strage familiare ed a scuola .

"...il razzismo e l'omofobia ci sono ancora ,
però magari a livello più sommerso- intervenni.
Mica tanto sommerso ,cazzo , commento Brett .
Da qualche tempo a questa parte sono rivenuti fuori , come i cadaveri degli annegati che tornano in superficie .
Il fatto è che più sei meschino e più hai paura dei cambiamenti .
Non sopporti l'idea che le cose non saranno più come un tempo anche se in realtà non sono mai state come credevi che fossero."

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2134 pubblicato il 26 Novembre 2019 da ossimora

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N .68
Annie Ernaux
L'evento
Orma

Un romanzo autobiografico  "piccolo"che si legge in un'ora.
 Il libro è uscito in Francia nel 2010 e narra l'esperienza dell'autrice che ha abortito quando era studentessa universitaria nel 1963 ; quando la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza non c'era nemmeno in Francia .
Una scrittura affilata , more solito,  netta nel rifiuto di artifici retorici . In questo caso necessaria a mio  avviso.
 La sua storia, di una donna sola , giovane , in un contesto maschilista ed ostile.

"Nell'amore e nel piacere non mi sentivo un corpo entinsecamente diverso da quello degli uomini e invece..."Dice l'Ernaux " Se non andassi fino infondo a riferire questa esperienza contribuirei ad oscurare la realtà delle donne schierandomi dalla parte della dominazione maschile del mondo ".

Ho apprezzato il suo racconto perchè non c'è mai nessun tipo di riferimento al bambino potenziale , non viene mai evocato in alcun modo .
C'è lei , giovane universitaria ed un incidente che in nessun modo le fa cambiare opinione sulla sua vita e sugli obiettivi che vuole raggiungere ; anzi quando incontra la giovane moglie di un compagno di università che accudisce un bimbo inorridisce all'idea di poter diventare come lei. Perdipiù l'uomo col quale ha fatto l'amore non è certamente "L'amore".
Neanche una volta chiama "Figlio" o "bambino""La cosa" e percorre luoghi , ricordi , atmosfere dell'"EVENTO"lasciando trasparire benissimo il senso di straneamento e di impellenza di uscire da un tunnel non voluto .
Brava e coraggiosa.

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2133 pubblicato il 25 Novembre 2019 da ossimora

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n.67 
Tahar Ben Jelloun
Insonnia
la nave di Teseo

Difficile  tentare di catalogare questo romanzo di Ben Jelloun ( che ho tanto amato in Creatura di sabbia) .
Non è un giallo, nè un noir ma prima di tutto una vicenda estremamente surreale.
Uno sceneggiatore nè è il protagonista ma sopratutto lo è la sua INSONNIA .
E' con lei che è condannato a convivere pur cercando in ogni modo di sfuggirle .
Ambientato a Tangeri ...l'insonne prova di tutto per sfuggire all'insonnia che lo attanaglia senza alcun risultato tangibile .
Riesce  però a dormire bene dopo aver ucciso (facilitato il decesso ) la madre  anche se l'effetto dura pochi mesi.
 Da allora la ricerca è verso nuove vittime per poter guadagnare quelli che definisce "punti sonno"( più la persona è ricca ed ha prestigio sociale è più aumentano i punti sonno) .
Non è un assassino o perlomeno non si considera tale , dato che si limita ad accorciare di poco la vita a malati terminali magari premendo su un torace ormai allo stremo .
Il fascino del romanzo sta nella "normalita"con la quale vengono trattati gli eventi ; nelle quotidianità  di un paese come il Marocco .
Una lettura strana e particolare .

Non manca di ironia Ben Jelloun, proprio come il registro del suo ultimo romanzo, non a caso definito un thriller psico-comico. 
«L’idea è nata molto tempo fa, quando mi sono occupato per tre anni di mia madre, che era gravemente malata. La sera in cui morì ho pensato che da quel momento in poi non avrei più potuto riposare mentre, del tutto inaspettatamente, dormii benissimo per tutta la notte. Ho capito poi che questo distacco era stato una liberazione per lei e per me. Soffrivo con lei, aveva una malattia ingiusta, per questo uso la parola “liberazione, amavo tantissimo mia madre, è grazie a lei che sono diventato scrittore».

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2132 pubblicato il 21 Novembre 2019 da ossimora

Risultati immagini per l'ultima volta che siamo stati bambini


N.66

Fabio Bartolomei 

L'ultima volta che siamo stati bambini 

Edizioni e/o

Non conoscevo questo scrittore/sceneggiatore e sono contenta ; mi è piaciuto ed ogni volta che scopro autori stimolanti e gradevoli (perchè leggere è sopratutto un grande piacere ...non mi piace chi usa la lettura soltanto come "ammaestramento " per ampliare super io giganteschi)sono soddisfatta !

La storia è lieve come può esserlo uan storia di bambini ma è in crescendo e diventa man mano piena di profondità e di "grazia".Il racconto è ambientato a Roma ; quattro bambini si divertono a giocare insieme , ; nonostante  i divieti, il coprifuoco , le macerie , la miseria e la fame bellica.

Cosimo vive con il fratellino minore e con il nonno .La madre è morta , il padre disperso in guerra. 

Vanda, bambinona corpulenta dal cuore grande vive in orfanotrofio dove è stata accolta con grande affetto e particolare predisposizione da Suor Agnese.

Italo , figlio di un fascista , è un piccolo e fiero balilla che indossa con fierezza divisa e fez e vive all'ombra del fratello maggiore , ferito al fronte e celebrato come un eroe .

Poi c'è Giovanni, forte, coraggioso , la spalla su cui piangere , il collante del gruppo amicale. 

Riccardo è anche ebreo e in un giorno d'Ottobre sparisce improvvisamente , prelevato e portato via dai soldati tedeschi senza alcuna spiegazione .I tre rimasti decidono di Auschwitz a cercare all'enigmatico CAMPO di cui Italo aveva visto un disegnino che rappresentava certamente l'ingresso di immaginando il campo come un campeggio.

Si incamminano entusiasti per le campagne , affrontano la fame , la notte buia , lo spavento incontrando varia umanità. 

Sulle loro tracce , suor Agnese e Vittorio , il fratello di Italo che mostrano la forza dell'amore fraterno e della fede .

Una scrittura fluida che ti pone in situazione di attesa , di curiosità e di speranza mista ad un pò d'angoscia per la sorte dei piccoli. 

.Italo muore  , di febbre e di stenti dopo una settimana di notti all'agghiaccio e di fame , muore fra le braccia di suor Agnese che li ha finalmente ritrovati .

Nelle ultime pagine , un pò disturbati e con le lacrime agli occhi per la morte del bambino ( fino all'ultimo ho sperato in un lieto fine) non si lascerà più andare i protagonisti della storia portandoci in eredità un'importante conclusione: i bambini di allora sono gli anziani di oggi , quelli che dobbiamo assolutamente ascoltare quando ci spronano ad opporci al ritorno del fascismo. 

TRA LE 1091 PERSONE DI RELIGIONE EBRAICA

DEPORTATE DURANTE L'OCCUPAZIONE DI ROMA

C'ERANO ANCHE 281 BAMBINI 

NESSUNO DI LORO E'TORNATO.

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2131 pubblicato il 18 Novembre 2019 da ossimora

n.65

Valerie Perrin
Cambiare l'acqua ai fiori
Edizioni e/o

Quinto libro
Bookclub
Libreria Paci 
Città di Castello 
27 Novembre 
Mi è piaciuto.
Sono stata catturata dal turbinio di storie incrociate , dei cui un piccolo cimitero francese è il protagonista principale .
Un cimitero come un organismo pulsante che narra storie , incontri , odi ed amori infiniti.
Ci sono storie di bambini tragicamente morti , coppie perse e ritrovate , il sole i fiori , le piante , il bianco eterno del lutto.
Violette Toussant è un bel personaggio  nonostante il suo lavoro sia quello di Guardiana di un piccolo cimitero .
Ha passato una sordida infanzia tra una famiglia affidataria e l'altra ,poi sposa un ragazzo bello che la tradisce anche se  nel tempo  scoprirà che non è cattivo ed insensibile come sembra; da lui avrà la figlia Leonine che scompare tragicamente durante una vacanza in colonia .
Violette ha come padre /guru Sacha ( ex guardiano del piccolo cimitero), ama la sua vita , le piante , i gatti ,l'orto .Ha due guardaroba ,uno chiamato "inverno" e l'altro "estate"ma non c'entrano le stagioni c'entrano le circostanze, le stratificazioni che indossa, i sentimenti e gli stati 'animo.
A scompigliare questa esistenza pacificata ed un pò piatta arriva Julien Seul :sua madre, o meglio l'urna con le ceneri debbono essere seppellite con Gabriel Prudent a lui sconosciuto e protagonista di una storia di amore illecito che si svela attraverso il diario della madre. 
Fra i due nascerà una storia che riapre le possibilità di Violette 
. Valerie Perrin ha vinto il "Prix maison de la presse "del 2018 con la seguente motivazione ."un romanzo sensibile che vi porta dalle lacrime alle risate (!!)con personaggi divertenti e commoventi
 ...LA VIE DEVANT MOI...
Mi è piaciuta molto la musicalità della sua scrittura ; il romanzo scorre con semplicità descrivendo sentimenti complessi Morte ed amore costantemente facce di una stessa medaglia .
Libro lieve e potente.
 
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Appunti di letture 2019

Post n°2130 pubblicato il 10 Novembre 2019 da ossimora


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N.64 
Sandro veronesi
Il colibrì
La nave di Teseo

Avevo letto un bel pò di tempo fa "Caos calmo" pluripremiato di cui ricordavo anche il film con Nanni Moretti .
Ho ed ho avuto diversi sentimenti verso questo libro.
 A tratti l'ho trovato "ipertrofico", troppo, troppo pieno di storie , di cose , idee , forse a danno dell'introspezione e della purezza descrittiva dei personaggi 
In altri momenti la scrittura mi è parsa avvolgente e leggera anche potente , scorrevolissimo al punto che pur essendo un bel tomo di 350 pag  l'ho letto in due giorni scarsi. Quindi piacevole.
Il protagonista della storia è Marco che non cresce fino all'adolescenza e si guadagna il soprannome di "colibrì"; grazie al padre che ricerca cure sperimentali viene sottoposto a duna cura ormonale e si normalizza.
 Specialista in oculistica,  Marco pian piano ci introduce nella sua vita malauguratamente piena di disgrazie ;Marina , la moglie che si manifesta nella sua follia e nel suo odio tramite lo psicoanalista ( che peraltro avrà quasi un ruolo amicale nel tempo).
Luisa , amore di una vita mai "vissuto" pienamente .
Lutti ; i genitori ,la sorella Irene che si uccide lasciandosi annegare nei vortici vicino alla casa di famiglia in Toscana ed infine la morte dell' amata figlia che lo distrugge psicologica mente e dalla quale riemerge grazie all'accudimento della nipotina ( vissuta ed allevata come "l'uomo nuovo")...ed anche del gioco d'azzardo.
Marco soffre e reagisce  a tutto come il COLIBRI' , l'antico guerriero Maya reincarnato in uccello che nonostante le avversità si tiene sempre ben fermo , fedele a se stesso , ai suoi valori e consuma le sue energie per mantenere questa posizione.
 Dolore e forza ed anche ironia. 
Un  sacco di citazioni di autori , musica che Veronesi ama ed anche di  citazioni/descrizioni di oggetti /mobili di design che lascia penetrare ripercorrendo la storia professionale e la casa dei genitori .
La scena finale è abbastanza commovente .
Marco malato di cancro rifiuta l'iter estenuante delle cure ed il degrado totale del fisico e come nel film "Le invasioni barbariche " (che cita peraltro )si procura la morte in maniera dolce circondato dalle persone della sua vita .( mi ha ricordato anche il finale di "mare dentro " di Amenabar.)

"il fatto è che dietro al movimento è facile capire che c'è un motivo mentre è più difficile capire che c'è n'è uno anche dietro l'immobilità .Ma questo è perchè il nostro tempo ha conferito via via sempre più valore al cambiamento , anche a quello fine  a se stesso e il cambiamento è quello che vogliono tutti .
Così non c'è niente da fare , alla fine chi si muove è coraggioso e chi resta fermo è pavido ; chi cambia è illuminato e chi non cambia è un ottuso .E' ciò che ha deciso il nostro tempo. Per questo mi fa piacere che tu ti sia accorta che ci vogliono coraggio ed energia anche per restare fermi.

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2129 pubblicato il 08 Novembre 2019 da ossimora



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N.63
Raffaella Romagnolo
Destino
Rizzoli

All'inizio il romanzo mi prendeva poco , la narrazione mi sembrava poco fluida e poco interessante .Poi pian piano ha cominciato a prendermi e devo dire che si legge piacevolmente ."destino"racconta la storia di due amiche e delle loro famiglie nella prima metà del 900 Giulia Maria ed Anita Leone nate e cresciute a Borgo di denteo" (Ovada) .Entrambe lavorano alla filanda del paese. Poi i loro destini si divdono ;Giulia molla tutto , il lavoro, il paese , la madre Assunta , dopo una storia d'amore breve e passionale e va in America incinta di Pietro, amico di entrambe e promesso sposo di Anita...Anita resterà in Italia sposandosi con Pietro e vivendo sulla propria pelle la durezza della prima guerra mondiale ( dove perde il marito) , lo squadrismo del ventennio , il fascismo ( le squadracce massacreranno di botte il figlio Nico ). Due donne forti , due amiche che nonostante tutto si ritrovano e riconoscono anche dopo 40 anni e due vite diverse e lontanissime ..Tanti altri personaggi altrettanto intensi e ben caratterizzati , i fratelli di Anita , i figli , i nipoti , i vicini , la marchesina Adelaide e di suoi amori liberi e determinati .Un "romanzone " con la STORIA raccontata dal punto di vista delle persone che la vivono , la soffrono .Un romanzo dal quale traspare la ricerca e gli studi ( compare anche la strage della diga definita "il Vajont dimenticato") ed il filo logico della passione civile , umana che prende il via dalle lotte alla filanda e si conclude con la resistenza , la liberazione ed il ritrovarsi delle due amiche ormai anziane. 

"Giulia ficca gli occhi nel buio e non risponde. Anita ha sempre fatto le domande giuste , anche da bambina .Se c'è una persona al mondo da cui l'americana si sente "vista"; se c'è qualcuno capace di aiutarla a vedere nel caos ed affrontare la vita è Anita .Un miracolo , un diamante , che può star chiuso per cent'anni nel buio d'un astuccio nero , con parole , luce e perfezione. "

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2128 pubblicato il 04 Novembre 2019 da ossimora

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N.62
Ian Mc Ewan
Macchine come me
Einaudi

Charlie Friend è un giovane che vive giocando in borsa nella Londra del 1982.
Il romanzo si sviluppa creando ipotesi alla "Sliding doors"...se la Thachers avesse perso rovinosamente la guerra delle Falkland ...se ci fossero ancora i Beatles , se Alain Turing (morto suicida ; colui che aveva decifrato ENIGMA , mossa risolutiva per sconfigger e il nazismo) fosse sopravvissuto ed avesse ispirato una stagione di folgorante evoluzioni tecnologiche dando vita ad una generazione di androidi apparentemente molto simili a noi...
Una storia a tre , Charlie che acquista Adam , un umanoide sintetico e la vicina( amore,  poi moglie Amanda )( uno dei tanti riferimenti  alla "Tempesta"nel suo nome ) 
Poi c'è Mark , un bambino in carne ed ossa che entra in scena ed infine è adottato dalla coppia .
Ci sono continui richiami a Shakespeare . 
La storia  segue  il problema di Amanda che ha fatto condannare l'uomo che aveva violentato la sua amica indiana poi suicidatasi ; l'interazione di Adam con tutti i protagonisti e l'affetto per il piccolo Mark.
Pur essendo in larga parte centrato sull'androide ADAM "Machine like me" non è un romanzo di fantascienza .
La storia piuttosto parla  della mente umana che consente errori e perversioni al contrario della macchina dotata di schemi etici ineludibili .
ADAM è in grado di desiderare ma non di delirare , di scartare. prova sentimenti , sa comporre haiku ,gioca con successo in borsa  ma mai nè lui nè altri sapranno incarnare le nostre imperfezioni :celebra i nostri difetti e li supera .
E' un salutare elogio dell'incoerenza che ci distingue dalla macchina .Come sempre Mc Ewan mi conquista ; la sua scrittura eccellente impreziosisce anche eventi banali della narrazione . 

"l'elettronica e l'antropologia :lontani parenti che la modernità ha avvicinato fino ad unirle in matrimonio .
Frutto di quell'accoppiamento era ADAM" ...

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2127 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora

Friday black - Nana Kwame Adjei-Brenyah - copertina
 Quarto libro 
Book club 
Libreria Paci
Citta di Castello 
30 ottobre 2019


N.61
Friday Black 
Nana Kwame Adjei Brenyan
BIG SUR

Il distopico non fa per me . 
Non riesco a lasciarmi affascinare .
12 racconti più o meno brevi .
A mio parere i due migliori ,il primo :
I 5 della Finkelstein , dove la durezza agghiacciante del racconto dei 5 giovani decapitati da un razzista bianco con la motosega , per giunta assolto da una giuria "burletta", mescola scene splatter ed ironia divertente sul "Grado di nerezza" .
Black Friday , distopico , splatter ed anche divertente , un paradosso che rischia di diventare reale... 
poi  deprimente Il breve racconto con l'animazione dei due gemellini ...abortiti che interagiscono con i mancati genitori (sigh!!) 
Commercio al dettaglio...(finisci come Lucy...laddove Lucy commessa di grande negozio allucinata dai ritmi e dall'insignificanza  della sua vita si butta da un grattacielo)...
Sorvolo su quelli fantascientifici /futuribili. 
Il New York time scrive:
"Un esordio incredibile ,una voce nuova e necessaria ..."
mmm o no?

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2126 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora

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N.60
Fernando Aramburu 
Patria
Guanda
700 pag...

E'la storia di due famiglie legate da una solida amicizia .
Quella di Joxiane e quella del Txaco ,cresciute in un paesino alle porte di San Sebastian .
Anche le mogli ed i figli sono amici e compagni di giochi , tutto avviene fra gli anni 70 ed 80 quando i paesi baschi (Euscadi)sono in fermento ed in vera e propria guerriglia per l'indipendenza 
Un fatto di inaudita violenza; ;l'assassinio del Txaco , già preso di mira dall'ETA come imprenditore che non voleva/ poteva più pagare i finanziamenti per la guerriglia , crea un solco profondissimo fra le due famiglie 
E' il lungo racconto delle lacerazioni create , fra storie individuali delle persone che ne sono protagoniste 
Un racconto nel quale pian piano si conoscono e si seguono tutte le persone che girano attorno a i protagonisti.
Molti termini in lingua euskera 
I capitoli, brevi , non seguono un ordine cronologico ma i salti temporali non spiazzano , perchè ogni singolo capitolo è concentrato su un protagonista 
Il personaggio stesso è la bussola.
Raccontare l'ETA .
Un pezzo di storia spagnola di cui si sa poco in Italia .
La violenz a, il carcere , la tortura , le divisione spesso incomprese e/o incomprensibili. 
La malinconia che grava su tutto. 

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2125 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora


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Terzo libro book club
Libreria Paci 
Città di Castello
20 Settembre 2019

N 59
Isabel Allende
D'amore e ombra
Feltrinelli

Ci ho impiegato più del previsto .
isabel Allende è una che sa raccontare che ti prende e trasporta lungo le sue storie .
I protagonisti Irene e Francesco Emergono da un gruppo di persone .Beatrix la madre di lei ; borghese , gestisce una casa di riposo per anziani...che nega le persecuzioni del regime di Pinochet fino alla cecità.
 Il padre è sparito .
Francesco è figlio di esuli spagnoli fuggiti dal franchismo ( c'è un filo logico fra le vittime delle dittature) ; psicologo , fotografo. 
Assieme scoprono cadaveri di "desaparecidos" compreso quello di Evangelina ,Santa che in una scena di possessione scaraventa in aria un militare attirandosi l'odio dell'esercito :un ulteriore comprensione della tragedia cilena , dell'uccisone di Allende della efferata dittatura di Pinochet ed agli anni bui in cui nessuno poteva sentirsi al sicuro .Anni nei quali i militari erano ossessionati da tutto ciò che odorasse di "sovversione"


"...perchè la decrepitezza la rattristava e preferiva vigilarla da lontano..."

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2124 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora

Risultati immagini per dodici rose rosse a settembre

N.58
Maurizio De Giovanni
12 rose rosse a Settembre
Sellerio 

Un De Giovanni molto ironico a tratti fin troppo.
Quello che nel commissario Ricciardi era una parte comica  ben delimitata come "il femminello" qui diviene scrittura sistematica .
A volte divertente a volte un pò eccessivo e forzato.Tutto il florilegio continuo di battute , similitudini ironiche a volte nasconde la debolezza della trama di quello che vorrebbe essere un giallo 
Mina ass, sociale in un consultorio precario di Napoli è l'ultima predestinata di un killer che volendo vendicare una figlia ormai in coma da  anni , compie omicidi ricercando tutti coloro che avevano partecipato ad una vecchia commedia teatrale da studenti ed erano a tutti gli effetti colpevoli di averla fatta entrare nel tunnel della droga.
Improbabile trama ed improbabile il punto fisso delle 12 Rose regalate una al giorno a tutte le vittime fino alla dodicesima ; dopo la quale c'era la morte .
Certe ripetitività come quelle su Robert Redford ( ...e quello era il suo film preferito ) sono un pò sgradevoli .
L'ossessiva soffermarsi sul seno XL di Mina è fastidiosa.
Nel complesso nulla di eccezionale .

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2123 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora

Risultati immagini per sebastian fitzek il ladro di anime

N.57
Sebastian Fitzek
Il ladro di anime
Einaudi

Altro libro consigliatomi al gruppo di lettura .
Uno psicothriller .
Non è certo il mio genere.
Ho tenuto duro fino infondo e devo dire che ho fatto bene perchè l'esplicazione della storia è stata migliore della narrazione.
Tutto l'intreccio avviene in una  clinica psichiatrica ( il tetro è d'obbligo)
In una scenografia rincorrentesi di truci eventi un pò caotici tanto che faticavo a tenergli dietro :mi ha fatto l'impressione dei film thriller che non si capiscono e si guardano cercando di individuare un filo logico qualsiasi.

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2122 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora

Intenso come un ricordo - Jodi Picoult - copertina

N. 56
Jodi Picoult
Intenso come un ricordo
Corbaccio

Consigliatomi da Chiara al gruppo di lettura.
Cercando notizie sull'autrice ho scoperto che è una che scala le classifiche e vende molto .Ha scritto molto.Mai sentita prima d'ora. 
Questo grosso romanzo è ben congegnato proprio da best seller.
 La protagonista ...Sage fa la mornaia e si nasconde il volto per una cicatrice sul volto procurata in un incidente automobilistico .ha una relazione con Adam , gestore di pompe funebri , sposato e con dei figli. Al gruppo d'appoggio al quale partecipa per scordare il lutto della madre conosce Jhoseph ; un uomo molto anziano che le chiede di ucciderlo , confessandole di essere un nazista che aveva atttivamente partecipato all'olocausto .La nonna di Sage ; Minka è una sopravvissuta ad Auschwitz e silenziosa per anni ed anni prima di morire racconta la sua storia e le immani violenze subite nel campo..Sage contata quindi Leo , cacciatore di nazisti nascosti in America ed insieme a lui scopre che Jhoseph è davvero un nazista che viene riconosciuto dalla nonna prima di morire.Sage si mette con Leo ed uccide con i suoi dolci il vecchio nazista.
La parte più bella è quella del racconto dell'amicizia fra Danya e la nonna ai tempi ai tempi delle persecuzioni naziste.

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2121 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora


Due o tre cose che so di sicuro - Sara Bilotti,Dorothy Allison - ebook
N.55
Dorothy Allison
Due o tre cose che so di sicuro
Minimum fax

Un piccolo libro di circa 90 pagine :una piece teatrale .
Un memoir liberatorio.
Una donna nella provincia americana ; la miseria, la madre ,le sorelle ,il patrigno che la violenta :un percorso liberatorio.
La sua omosessualità .
Le donne.
Mi sono piaciute moltissimo le foto della sua vita; le pettinature degli anni 50 e 60 ;il bianco e nero. 
La parola che celebra la propria salvezza. 


Ogni capitolo si conclude con ...

ci sono due o tre cose che so di sicuro ed una di queste è che raccontare la storia fino alla fine è un atto d'amore...

...ci sono due o tre cose di cui sono sicura e una è che per vivere devo raccontare storie che le storie sono l'unico modo sicuro che ho per toccare il cuore di qualcuno e cambiare il mondo...

 
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Appunti di letture 2019

Post n°2120 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora

 

 Resto qui - Marco Balzano - copertina 

SECONDO libro 

Book club Libreria Paci 

Città di Castello 

20 Agosto 2019

n.54

Marco Balzano

Resto qui 
Einaudi


Nessuno sceglie la terra dove nascere, il primo colore su cui posare gli occhi - se sarà il blu del mare, il bianco della neve o il verde del bosco - o con quale lingua pronunciare le prime parole. 

Non c’è scelta, non c’è colpa.

 Eppure, nella piccola comunità altoatesina di Curon, nella prima metà del secolo scorso,l’italiano e il tedesco si sono trasformati in barriere invalicabili, marchi dirazza, dichiarazioni di guerra.
Le parole sono diventate colpe.

Nati austriaci e cresciuti imparando il tedesco, gli abitanti di Curon si sono ritrovati infine italiani. E, all'improvviso, nella loro valle di confine dove il tempo sembrava scorrere immutabile da secoli, scandito dai ritmi delle stagioni e del lavoro agricolo, entra con violenza il potere. A dare un nuovo nome alle loro montagne e persino ai loro morti, a imporre parole sconosciute,a trasformarli in cittadini di serie B, esclusi dal lavoro e dalle cariche pubbliche.

Tutto quello che desiderano è abitare il proprio paese, coltivare i propri campi, continuare a essere quello che sono sempre stati e in cui si riconoscono. Invece la storia li costringerà a scegliere.

Prima Hitler, con “la grande opzione”: andarsene nel Reich o restare alle condizioni del fascismo?Poi l’Italia, nel dopoguerra, con la costruzione di una grande diga destinata a cementificare la valle e sommergere d’acqua gli antichi borghi: andarsene con un risarcimento o restare in nuovi villaggi ricostruiti?

Marco Balzano affida a una donna, Trina, il compito di raccontare in prima persona la storia di questa valle attraverso quella più intima e personale della propria famiglia. È grazie a questa scelta che il romanzo, pur basandosi su una vicenda storica drammatica, non scade mai nella retorica o nel documentarismo, perché sempre permeato da una donna forte e concreta, dalla voce schietta ed essenziale, che sa però farsi anche intensa ed emotiva perché quella terra, per lei, significa ricordo e identità, persone amate e vita vissuta.

Trina è stata tradita dalle parole. Il tedesco e l’italiano, che avrebbe voluto insegnare come maestra, e che invece si sono trasformati in armi e conflitto.Le inutili lettere e gli articoli inviati a istituzioni e giornali per cercare di difendere il paese dal sopruso industriale. Ma proprio quelle parole impotenti sanno ora, con questo romanzo, trovare la forza e la poesia per rendere immortale la storia in un racconto emozionante, che sa di montagna e di resistenza.

Una lettura avvincente e commovente, per vivere da vicino l’amore per un luogo,per ricordare un episodio controverso del nostro passato. 


"Col tempo si diventa di lacrima facile ed io odio piangere..."


"degli uomini me ne sono sempre infischiata :L'idea che c'entrassero con l'amore mi sembrava ridicola"


...mà mi dava pacche sulle spalle e mi rimbrottava "Forza ragazza non perderti nei tuoi pensieri.Per lei erano il nemico più grande i pensieri."


"forse perchè dopo la guerra ,insieme a i morti bisogna seppellire tutto quello c he si è visto e che si è fatto , scappare a gambe levate prima di diventare noi stessi macigni .

Prima che gli spettri diventino l'ultima battaglia."


 
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Appunti di letture 2019

Post n°2118 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da ossimora


Mi chiamo Lucy Barton - Elizabeth Strout - copertina
N 53 
Elizabeth Strout
Mi chiamo Lucy Barton
Einaudi

Consigliatomi da un amico del gruppo affascinato dal racconto della provincia americana .
Lucy Barton è in ospedale e la finestra della sua camera è esposta verso il grattacielo Crhysler ; una  infezione la costringe a letto per diverse settimane.
 E' proprio da quel letto che racconta la vita in famiglia , la povertà ,la vita in un garage , i difficili rapporti con il fratello , la sorella ed i genitori .
Poi la madre , incredibilmente arriva a New York ; lei non riesce  a comprendere bene nemmeno come abbia fatto ad arrivarci ma...lei è lì e la chiama "bestiolina" e parla e racconta di persone del loro paese. Storie minimali come minimale è il racconto della Stout nel suo insieme .Triste . Senza acuti .

"...e poi una frase da niente e l'anima ti sia affloscia  e dice :oh
è sempre il dettaglio ad essere rivelatore..."

"La mente non sia in grado di imporsi su se stessa anche volendo"


Peccato che a lungo andare la battuta risulti trita , per quanto bella e piena di verità a furia di ripeterla...

 
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