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Juliet Berto: "Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole"

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APPUNTI DI LETTURA 2020

Post n°2160 pubblicato il 01 Aprile 2020 da ossimora

LA PESTE CAMUS ALBERT GALLIMARD 1983 COLLECTION FOLIO | eBay

N. 20 


La Peste 
Albert Camus
Rilettura nei "Nobel"

Periodo di Quarantena , di covid 19. 
Non riesco a leggere . 
Il mio cervello non riceve più storie che non siano al  presente ; qualche giochetto . Anche i film se sono leggeri , al limite della stupidità va bene altrimenti nulla . Mi infastidiscono persino le pubblicità con le persone che si incontrano , che fanno , ridono. 

Ed è in questo clima che mi sono rimessa, faticosamente a rileggere "la peste" di Camus che tanto mi era piaciuto in passato ; questa volta ho molto , molto faticato a finirlo e mi è decisamente piaciuto molto meno della mia prima , lontana lettura .
Pur ritrovandovi delle singolari coincidenze con quello che stiamo vivendo adesso , con le manifestazioni dei singoli e della società nella sua interezza; dalla sorpresa , all'incredulità , dall'inquietudine al panico .
La peste di Orano , narrata da Rieux , un medico separato  dalla moglie dalla cinta sanitaria  con lui  altri personaggi  vivono l'angoscia e la paura dell'isolamento. In un'atmosfera cupa, la confessione di Tarrou all'amico medico, lo smarrimento di Rambert mentre cerca il suo amore che ha paura di perdere sono analisi di sfumature dell'animo umano.
 Scritto negli anni 40-  E' una metafora del nazismo , questo male assoluto che cresce , si allarga , evolve ma lascia comunque indifferenti gran parte dei cittadini.
Scappare da tutto questo è la risposta.

La pandemia non permette nemmeno questa evasione del pensiero.

"I flagelli invero sono una cosa comune ma si crede difficilmente ai flagelli quando ti piombano sulla testa .Nel mondo ci sono state in ugual numero pestilenze e guerre e tuttavia pestilenze e guerre colgono gli uomini sempre impreparati "

"Come avrebbero pensato ala peste che abolisce il futuro , gli spostamenti e le discussioni? Si credevano liberi e nessuno sarà mai libero sino a quando ci saranno i flagelli"

"Sentiva nascere quel breve scoramento che si chiama "inquietudine"-

"Abbandonati di giorno in giorno agli ingannevoli giochi del ricordo"

"Era appunto il sentimento dell'esilio , quel vuoto che portavamo costantemente in noi , quella precisa emozione ,il desiderio irragionevole di tornare indietro o invece di affrettare il cammino del tempo."
Cercare di venire a patti con il tempo.

"E ciascuno dovette accettare di vivere giorno per giorno e solo di fronte al cielo"

"Soltanto nel momento della sventura ci si abitua alla verità ossia al silenzio . Aspettiamo"

"se c'è una cosa che si può desiderare sempre ma ottenere talvolta è l'affetto umano"

 

 
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Post n°2159 pubblicato il 09 Marzo 2020 da ossimora

  

Formiche Instagram posts (photos and videos) - Picuki.com

N19  Pinar Selek

Le formiche festanti  

Book club

Libreria Paci Città di Castello

Data da destinare ...


Nonostante sia un libro di nemmeno 200 pagine queste "formiche festanti" mi hanno dato un bel da fare .

Un romanzo "che definirei "onirico" : Azucena /Suzanne , la svampita con le scarpe rosse , Goul il cantante di strada ,Il principe dei rifiuti , Alex , Manu, Luna , il gruppo dei paranoici , il tutto un pò scompigliato , confuso come se la scrittrice borbottasse fra sè .

Un Picasso del periodo azzurro/rosa, un pò triste , un po meditabondo , un pò poetico con il sottofondo di Leonard Cohen e l'ambientazione in una Nizza ,fra lusso , grandi barche e cani di razza. 

Si parla di ambiente , di agricoltura rispettosa della natura , di lotta politica , di immigrazione ma tutto un pò sotto traccia .

Un gruppo di persone di varia provenienza che lotta , si incontra e vive per una realtà diversa da quella esistente. 

Devo dire infine che l'aspetto più interessante di questa lettura è stata la ricerca e la lettura della vita di questa donna Pinar Selek ; turca , nota per il suo lavoro sui diritti delle comunita' "vulnerabili" in Turchia (donne , poveri , bambini di strada , minoranze sessuali , comunità curde).

Redattrice , fondatrice di "Amargi" una rivista femminista turca. 

Fu arrestata nel Luglio 1998 ed accusata di aver partecipato ad un attentato nel Bazar delle spezie di Instanbul , certamente nato dai suoi contatti di ricerca  e lotta con i curdi. Ha trascorso due anni e mezzo in prigione ed ha subito torture e maltrattamenti . Liberata nel 2000 , quando un team di chimici esperti dimostrò che l'esplosione era stata causata da una fuga di gas . In seguito è stata nuovamente condannata ed attualmente vive , scrive e lotta in Francia.

"Alex diceva " Queste persone arrivano qui chi tramite la mafia chi grazie ai solidali per essere gli schiavi del nostro tempo :Se non ci fossero loro il capitalismo crollerebbe "E forse aveva ragione ma in questo mondo per i ricchi era tutto possibile :i confini erano solo per i poveri .E per questo erano solo per i poveri.E per questo bisognava renderli obsoleti .E trovare il modo poichè l'acqua continuasse  a scorrere.

"La città si sta trasformando in una prigione .Dall'appartamento al lavoro , dal lavoro al cento commerciale .Tutto ciò che devia dal percorso prestabilito verrà eliminato"

 
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Post n°2158 pubblicato il 01 Marzo 2020 da ossimora


Uomini e topi - John Steinbeck - copertina

N.18: 
Uomini e topi 
   John Steinbeck
Classici contemporanei Bompiani 
Nuova traduzione di Michele Mari

In questi giorni ho riletto in vari luoghi cose su questo "racconto " di Steinbeck , autore che rientra a pieno titolo nelle mie letture giovanili e che avevo ricoperto della  polvere della dimenticanza. 
Un racconto breve più che un romanzo  ma complesso , con una tensione narrativa che Steinbeck riesce benissimo ad instillare fin dalle prime sempre riuscitissime descrizione di ambienti e  caratterizzazioni dei personaggi/persone .
 La storia è quella di un'amicizia profonda, un "prendersi cura" , fra due uomini , due braccianti agricoli che 
in America ai tempi della grande depressione si aggirano di Ranch in ranch per lavorare , racimolare qualche dollaro con il sogno di avere un giorno un piccolo pezzo di terra , qualche animale e rendersi autonomi ed autosufficienti.
George piccolo fisicamente e di mente brillante si occupa di Lennie un omone grande e fortissimo (al punto che uccide i topini e i cuccioli di cani con le sole carezze) con il cervello e la volonta' di un bambinone. In un America rurale misera e soffocata dalla crisi ,la storia si snoda sapientemente fino al tragico , commovente epilogo : l'uccisione di Bennet da parte di George nell'ultimo , straziante tentativo di amore/protezione per sottrarlo alla violenza di chi lo avrebbe massacrato fisicamente e moralmente per il suo involontario , maledetto delitto. 
Non ho visto nè le commedie nè i film che ne sono stati tratti e vorrei proprio farlo...anche se in testa ogni descrizione dei personaggi e dei luoghi apriva un  ricco  immaginario  iconico!

 
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Post n°2157 pubblicato il 29 Febbraio 2020 da ossimora


N.17
Sally Rooney
Persone normali
Einaudi

Rooney  è una giovane scrittrice , acclamatissima in Inghilterra , nel suo paese , l'Irlanda ,  ed anche in Italia 
Ho letto accenti di entusiasmo enorme per la sua scrittura , per la scarna scorrevolezza del suo libro ed anche del suo primo romanzo "Parlarne tra amici". 
Non sono d'accordo ; se si escludono alcuni "pezzi" più gradevoli trovo la sua scrittura non sempre brillante , un pò piatta , superficialotta , Vorrebbe essere introspettiva , non avendo di fatto trama un approfondire i caratteri psicologi dei protagonisti , dell'evoluzione di una storia d'amore , in realtà sia nella scarsità delle riflessioni dei protagonisti che nell'assenza di analisi dei legami familiari si dimostra velleitario ; un pò liso , a tratti noioso .
I protagonisti sono Connell e Marianne nel percorso di un amore che da adolescenziale diventa "adulto "(quasi) attraverso una narrazione che si divide in capitoli che segnano , mesi e poi anni del loro percorso , avvalendosi di tutti gli stereotipi sulla prima giovinezza .
Senza dubbio in certe parti , l'insensatezza della vita di lei , la depressione di lui il senso di malessere dei "millenians" pervade la narrazione .
La loro relazione  è privilegiata indubbiamente  e pur in mezzo ad altri amori va avanti nel tempo , fra tira e molla , trasferimenti e malintesi. 
Tutto ruota attorno a loro , il resto e gli altri personaggi esistono solo come "annessi" poco significativi della loro storia , un pò come accade nell'innamoramento , lungo una faticosa, formazione di coppia.

"Marianne ha avuto la sensazione che la vita vera stesse accadendo da qualche parte molto lontana da lì , che stesse accadendo senza di lei e non sapeva se avrebbe mai scoperto dove e  se sarebbe mai riuscita a farne parte. Era una sensazione che  a scuola aveva spesso ma che non era accompagnata da immagini precise di come la vita vera potesse essere o dell'effetto che potesse fare .Sapeva solo che quando sarebbe iniziata non avrebbe più avuto bisogno di immaginarla!.

Dublino bagnata le sembra di una bellezza straordinaria ,il modo in cui la pietra grigia vira al nero e la pioggia si sposta sull'erba e mormora sui lucidi tetti di tegole .Gli impermeabili che brillano nel calore sottomarino dei lampioni.La pioggia spicciola come monetine nel bagliore del traffico.

 
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Post n°2156 pubblicato il 26 Febbraio 2020 da ossimora

Risultato immagini per durastanti la straniera

N.16
 Claudia Durastanti 
La straniera 
La nave di Teseo

 Volevo già prenderlo l'anno scorso quando era nella cinquina finale del premio  Strega , poi ho rinviata anche forse influenzata da vari giudizi , adesso l'ho letto  più distaccata e non me ne pento.
 All'inizio ero un pò travolta dalla sua scrittura, un linguaggio ed una progressione certamente molto personale , un procedere vertiginoso a tratti ansiogeno. (voluto?)
Una biografia , che appare strana ed improbabile in una giovane donna ma tanti ed impellenti  sono i temi da lei trattati da renderla plausibile .
Il suo essere "apolide (nata negli USA , poi trasferitasi in Lucania ed adesso da dieci anni a Londra , dove peraltro si occupa anche di un festival di letteratura italiana) , figlia di due sordi , che le raccontano in maniera ben diversa il loro incontro , e poi il loro divorzio , la vita grama.
 Labirintiche riflessioni sulla vita , sull'essere "disabili " dei genitori , sull'essere figlia di un nucleo familiare anomalo. 
Proprio la parte con le riflessioni sulla disabilità , sulla "parola ", il suo uso ed il suo significato nella sordità ,le difficoltà per farsi capire e per esistere sono le parti più interessanti e coinvolgenti/sentite  del libro che ha comunque una sua originalità spiccata priva di retorica . 

Non ha mai chiesto ai suoi genitori , ai suoi tre fratelli di impararla , non lo ha chiesto ai suoi figli .Capire perchè abbia rinunciato ad imporre la sua lingua privata non è difficile per me che ho avuto paura per tanto tempo di parlare ad alta voce . la lingua dei segni è teatrale e visibile , ti espone in continuazione , ti rende subito disabile . 

"Io non ho saputo sottrarmi bene al mio tempo"

Sullo zio Arturo: " vederlo ridotto ad una creatura di cartilagini e tendini fu sufficiente affinchè da bambina capissi cos'è la malattia :Un' impostura , un sortilegio che falsifica il sangue.

"Quando tramonta il sole in Basilicata il cielo diventa un polmone che espettora sangue , la sua luce fa tossire più che commuovere Ma prima di arrivare ai calanchi ,agli alberghi in mattoni rossi abbandonati vicino alle stazioni di benzina dai nomi altisonanti e alle piscine infestate ,bisogna passare attorno alle torri di petrolio che brillano nella notte con i loro laser che fanno pensare ad un futuro preistorico , tutto ciò che è nuovo si ossifica presto da queste parti...

Ma l'ironia è una figura che arriva con una perdita d'innocenza per tutti che sentano o meno ( la prima volta che mia madre ha capito una battuta ironica aveva 55 anni ; io e mio fratello l'abbiamo fissata a lungo ; stupefatti.E' stata un'emozione nuova, piena di gratitudine.

 
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Post n°2155 pubblicato il 20 Febbraio 2020 da ossimora

Risultato immagini per arianna cecconi teresa degli oracoli

 

N.15 

Arianna Cecconi
Teresa degli oracoli
Feltrinelli

Si parla moltissimo di questo libro . 
In rete in questi giorni appena apro un qualsiasi ambiente nel quale si parla di libri  ecco che compare ; l'autrice lo sta presentando nelle librerie e la casa editrice lo sta promovendo ampiamente.
Arianna Cecconi è un'antropologa , lavora a Marsiglia ed  insegna alla Bicocca di Milano .
Si occupa e si è occupata di pratiche magiche religiose , del sonno e , cosa molto interessante , del sogno e della sua importanza . 
Tutti questi interessi traspaiono molto forti in questo che è il suo primo romanzo .
Una narrazione innovativa , collegata anche  ai temi della tradizione orale sudamericana .
Un romanzo che oscilla fra ricordi , proiezioni oniriche , in una continua lotta /ricerca sul senso di colpa .
Una vicenda tutta di donne!
Teresa , la nonna , che tace nel suo letto dopo "aver perso i pensieri" , Pilar , "la straniera" , la donna di compagnia che racconta leggende andine , e sperimenta certi suoi riti .
Le figlie di Teresa Irene e Flora , la cugina Rusì e la nipote Nina.
 Gli uomini sono interamente sullo sfondo , rumori lontani. 
Teresa , pur non parlando ed avvicinandosi alla morte è il centro di tutto  "luogo "dove si incrociano le vite e le narrazioni delle altre , la nonna  deve raccogliere pezzi della sua anima  prima di morire ed anche le altre sono indaffarate nel ricomporre le proprie vite. 
Una favola , tanti stimoli ; dopo le prime 50 pagine mi aspettavo di più da una lettura comunque piacevole.

Mia madre si alzava sempre con le scie dei sogni dentro le pupille ma, se non le catturava in tempo ,la luce del mattino se le portava via , così teneva una penna e un piccolo quaderno sul comodino. a volte scriveva al buio , le parole tagliavano le righe in obliquo e al risveglio decifrarle era misterioso quanto cercarne il significato.

Sangue ,flegma, bile gialla e bile nera - quattro sono gli umori di cui spnp fatte le donne della famiglia .Quando c'è proporzione ,il sonno è profondo.Quando gli umori si mischiano male cominciamo a girare su noi stesse e il buio ci porta dentro di lui .I pensieri come fili elettrici ,il corpo li segue , si attorciglia con loro ,senza più trovare una posizione .I dolori la notte hanno i denti più aguzzi .A destra , a sinistra ,lo stomaco, il cuore , le spalle ,i piedi non stanno fermi ,specialmente quando la bile nera aumenta e genera una melancolia che spegne il sonno.


Gli occhi di Teresa erano diventai azzurro-buoi.Zitte , non bisogna dire , non bisogna mostrare la gioia , far vedere come brilla, non bisogna raccontare nè il piacere nè il dolore. 
Schss, l'onomatopea della cascina Benvenuta ,che aveva vissuto dentro le due sorelle fin dall'infanzia, quella sera era diventata una regola senza un perchè, un dogma senza religione .Schss , quel silenzio faceva lo stesso rumore del serpente argentato di Flora e del vento tra le ossa di Irene.

 
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Post n°2154 pubblicato il 17 Febbraio 2020 da ossimora

Risultato immagini per il ritratto ilaria bernardini


N.14 

Ilaria Bernardini
Il ritratto
Mondadori

Protagonista del romanzo una scrittrice , Valeria Costas , tradotta e letta in tutto il mondo che alla scrittura ed ai suoi libri (racconti) ha dedicato tutta la sua vita ma anche  al suo  grande amore , un noto imprenditore argentino che vive a Londra con moglie e tre figli , due gemelli maschi ed Antonia , una ragazzina problematica che diventerà amica dell'amante del padre.
Martin   è colto da un ictus che lo manda in coma e Valeria sconvolta all'idea di non vederlo più architetta un escamotage per entrare in casa sua chiedendo alla moglie , nota pittrice , di dipingere un suo ritratto per la quaarta di copertina di un suo libro . 
In un primo momento lei , Isla Landswale,  rifiuta ma poi la fa chiamare perchè accetta di l'incarico... 
Nella casa Valeria e Isla si incontrano , si studiano , si aiutano persino . 
Nella storia tutto attorno a questo trittico  "amoroso" ci sono i figli di lui , la madre ed il padre di Valeria , la morte , quasi speculare della sorella di lei e del fratello di lui, la Grecia ,  i suoi collaboratori, in un racconto pressante ma mai "profondo " ed avvolgente.
 Troppa roba , davvero troppe idee lanciate e non sviluppate . Improbabile ed a  volte davvero paradossale la trama .
Pochissime descrizioni e riflessioni , tante idee ,citazioni , tanti spunti non sviluppati.
 Alcune trovate buone altre molto meno .
Ipertrofico .

 
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Post n°2153 pubblicato il 14 Febbraio 2020 da ossimora

 

Risultato immagini per nemici singer

 

N.13

Jsaac Bashevis Singer 
Nemici ( una storia d'amore)
Adelphi

Desiderio di grande narrativa , il grande affabulatore ; Singer che già nella sua infanzia ascoltava le storie in una famiglia di narratori naturali nella Varsavia yddisch pre nazista .
Era da Sosha che non lo rileggevo e non mi ha deluso di certo .
Herman è il protagonista ; ebreo scampato alla deportazione nei campi nascondendosi in un fienile , dove Yadwiga , contadina polacca , incolta e fedelissima ( una "gentile" che si convertirà all'ebraismo per amore )lo nutre e lo cura per tre lunghi anni , ricevendo in cambio uno status di moglie basato sulla riconoscenza.
Tre personaggi femminili si muovono nella New York di Coney Island , del Bronx di Brooklin , delle comunità ebraiche sopravvissute all'olocausto degli anni 40. Yadwiga , la moglie polacca , Mascha l'amante , la donna affascinante , turbolenta "femme fatale " scampata ai campi prima nazisti poi russi ed infine la  prima moglie ,Tamara che ricompare improvvisamente dopo essere stata creduta morta assieme ai due figli. 
Tutto si svolge nella fatica quotidiana del vivere , nell'ombra pesantissima , ancora vivida della tragedia immane degli ebrei d'Europa che continuano a vivere sospesi come se i nazisti potessero riapparire da un momento all'altro.
Hermann altalena fra le sue donne , fra le sue improbabili e rabberciate prospettive di vita , le sue smorte tradizioni e le incertissime credenze religiose. 
Privo di elan vital , ondivago fra tradizione e malinconia profonda .
Un passato che non offre tregua , dove non si può essere più certi di niente. Goffaggini e sotterfugi , senso di responsabilità  ( a tratti ) e passione creano un melodramma che si sviluppa con una scrittura densa di descrizioni molto belle che diventano immagini vivide  , riflessioni filosofiche .
Una narrazione  pienamente immersiva e fascinosa pur nella malinconia e la tristezza incombenti.

"...Durante la guerra e negli anni successivi Hermann ebbe tempo a sufficienza per rammaricarsi del proprio comportamento nei confronti della famiglia , però fondamentalmente rimane quello di sempre ; non aveva fiducia in se stesso e nel genere umano , era un edonista fatalista che viveva in uno stato di cupezza suicidale .Le religioni mentivano .La filosofia era un fallimento già in partenza.Le futili promesse di progresso non erano nulla di più di uno sputo in faccia a generazioni di martiri.Se il tempo è solo una forma di percezione o una categoria della ragione il passato è presente quanto l'oggi .Caino continua ad uccidere Abele , Nabucodonosor continua a cavare gli occhi di Sedeca e a massacrare i suoi figli :I pogrom di Keim non finiscono mai .Gli ebrei vengono bruciati ad Auschwitz per l'eternità.A coloro che non hanno il coraggio di mettere fine alla propria esistenza non resta che un'unica via d'uscita :ottundere la coscienza , soffocare la memoria , distruggere le ultima vestige di speranza."...

"Hermann fantasticava su una nuova metafisica o addirittura una nuova religione in cui tutto ruotava intorno all'attrazione fra i sessi :in principio fu il desiderio .
Il motore divino al paro di quello umano è il Desiderio.
La forza di gravità , la luce ,il magnetismo , il pensiero sono aspetti della stessa bramosia universale . La sofferenza , il vuoto , le tenebre non sono null'altro che interruzioni di un orgasmo cosmico che si fa sempre più intenso .

"Tamara viva! scandì ad alta voce. quella donna che lo aveva tormentato ...era risorta dai morti.
Gli venne da ridere. Il suo buffone metafisico gli aveva giocato un tiro fatale. 

"non ci crederai Hermann ma questo in un certo senso mi conforta .Non voglio dimenticare ciò che abbiamo passato .
Quando nella mia stanza c'è tepore,mi pare d'aver tradito tutti gli ebrei d'Europa . Mio zio pensa che gli ebrei dovrebbero osservare un lutto perenne. "
 
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Post n°2152 pubblicato il 06 Febbraio 2020 da ossimora

 Risultato immagini per janine cummins il sale della terra 

N. 12 

Janine Cummins 
Il sale della terra 
Feltrinelli

Lanciato  prima negli Stati Uniti con un gran battage pubblicitario ed  un gran dispendio di energia , nell'ultimo periodo è stato  invece molto discusso .
Criticato prima dagli scrittori di origine messicana , poi da molti altri  nei social perchè a loro avviso affronterebbe la questione della migrazione dal Messico agli Usa in maniera stereotipata e perfin superficiale. 
Mi lascia  un pò perplessa questa reazione ...l'America di Trump...
La Cummins non è di origine messicana e sembra avere preso molti soldi per il libro , forse è questo che ha disturbato...o quello che denuncia con gran riscontro di vendite? ; Oprha Winfrey aveva annunciato una serata speciale proprio su questo romanzo  per poi cancellarla alla svelta .
La stessa casa editrice ha interrotto la presentazione del libro già ampiamente programmata ; condannando però le minacce  di morte rivolte alla Cummins per il suo romanzo.
 Che dire , certo gli inviti di Stephen King...e l'invito a leggere una storia accattivante che quando si inizia ti avvolge e ti coinvolge sono veri .
E' la storia di Lidya , libraia di Acapulco , città trasformata  da meta turistica di attrazione internazionale  a città in mano ai cartelli della malavita , di suo figlio Luca e dello sconvolgimento che avviene nella loro vita dopo che l'intera famiglia viene distrutta durante una festa, da pericolosi banditi , sicari dei "cartelli ". 
Lidya e Marco si salvano dalla carneficina e scappano con mille mezzi ed espedienti verso gli Stai Uniti , convinti peraltro di essere seguiti e ricercati .
Questa lunga ed incredibile fuga è il vero nucleo portante del romanzo .
La Cummins racconta di aver impiegato quattro anni in ricerche , interviste , viaggi di conoscenza , ed a dire il vero , luoghi , situazioni sono verosimili ed emergono ampiamente nel racconto dell'odissea verso el "norte": si intrecciano racconti di altre vite, amicizie , morti per violenza o per malattia e stenti .
Lasca emergere le storie di vita di ogni  singolo emigrante sia che scappi dalla miseria o dalla violenza e ne avvicina la singolare umanità. 
La Cummins ha dichiarato che durante le sue ricerche e la scrittura ha sempre tenuto sullo schermo la frase :"tambien da este lados hay suenos ".
A prescindere dalle piccate reazioni dei messicani (scrittori e non...) la difficoltà , il rischio, l'ansia e la paura di chi scappa da un paese pericolosissimo e senza prospettive e' sostenuta da dati e da numeri certo imprecisi per difetto .
Nel 2017 lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico moriva un migrante ogni 21 ore ed ogni anno centinaia di persone scompaiono nel nulla.

 
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Post n°2151 pubblicato il 31 Gennaio 2020 da ossimora

Risultati immagini per i leoni di sicilia

N.11 
Stefania Auci 
I leoni di Sicilia 
( La saga dei Florio) 
Edizioni Nord

Era da quando è uscito che questo libro occhieggiava con la sua copertina con il quadro di Corcos e mi attraeva . 
Poi il grande successo editoriale prima all'estero e poi in Italia , credo sia alla quindicesima edizione .
Un successo che si spiega a mio avviso con una scrittura semplice, moderna e brillante , mai prolissa 
,le note storiche aprono con dei sintetici corsivi i periodi dell'ascesa della famiglia Florio segnandone le vicende senza appesantire la lettura delle pur poderose 400 pagine che sfilano via molto bene , lasciando anzi un pò di amaro quando stanno per finire .
Ho letto molte recensioni ; come è abbastanza normale in un romanzo tanto letto ed amato dal pubblico c'è chi lo distrugge paragonandolo ad un romanzone rosa e chi lo esalta paragonandolo al "Gattopardo di Tomasi da Lampedusa .
Io direi che nè l'una nè l'altra opinione lo descrivono e lo raccontano . Io l'ho trovato molto piacevole , misurato , chiaro , non pretenzioso rispetto a forzate introspezioni. 
Emerge nettamente l'amore della Auci per la Sicilia , terra complessa e bellissima dove gli odori,le sensazioni , la forza del mare circonda i sensi e li ammalia.
 Anche Palermo viene descritta nella sua duplice fascinosa essenza; quella nobile dei grandi palazzi e quella dei vicoli  angusti che corrono al mare. Il dialetto siciliano che compare a tratti è sinuoso ed interessante "cacettu"! La condizione della donna siciliana dell'ottocento ( e non solo siciliana ) mi appare così risaputa che non mi fa nemmeno indignare ; un dato acquisito ed in progressivo superamento!

E' la storia della famiglia Florio , dalla fine del 1770 , periodo nel quale la famiglia si trasferisce da Bagnara calabra a Palermo al 1868 , anno della morte di Vincenzo Florio ,l'uomo  a cui si può ascrivere la nascita dell'impero Florio .
Vincenzo , uomo forte e determinato  , fattosi ricco e potente dal nulla o quasi che pur ricchissimo e con attività commerciali di ogni tipo non riesce a "penetrare " nel tessuto delle famiglie "nobili siciliane arroccate ai privilegi di "sangue e nascita ", si rivolgono a lui per essere aiutati economicamente ma continuano a trattarlo come un "parvenu" ...un facchino...
Non lo sapevo quante fossero e di quale peso le attività di Florio...mi fermavo al marsala..., invece la loro fortuna parte con l"aromateria" , affascinante negozio di spezie di tutto il mondo , poi l'ambra ,la seta, il cortice , lo zolfo, il pizzo , il tonno , le navi, il vino...
Attorno a lui, prima lo zio ed il padre ,la madre recalcitrante verso il marito e verso il trasferimento in Sicilia , l'amico inglese , l'architetto delle sue ville , poi Giulia Portalupi , la milanese , che lo affiancherà tutta la vita prima madre delle sue due figlie ,poi moglie alla nascita di Ignazio "U masculu" ,l'erede designato a guidare l'impero Florio. 
La saga si ferma  all'arrivo di Garibaldi. 
Ci sarà un seguito. 

"Un leone ferito che beve ad un ruscello . A poca distanza ,le radici di un albero si allungano nell'acqua ,liberando le loro proprietà curative .E' questo che segna l'attività dei Florio dall'insegna dell'aromaterapia fino alla statua di Benedetto Lisi nel cimitero di Palermo ,l'albero che intinge le radici nel torrente è l'albero della china e la sua corteccia ha salvato milioni di vite umane .
Dalle sue potenti proprietà febbrifughe si rendono conto prima gli indios dal Perù e dalla Bolivia ma non sfuggono ai gesuiti che nel XVII secolo  portano quella corteccia dalla Spagna :essiccata e chiusa in sacchi viene poi venduta nei più importanti porti d'Europa: la chiamano Cortice.

..."allora viene calata la tonnara .
Perchè la tonnata non è solo un edificio , il marfaraggio .
E'anche un apparato di reti a camere progressive , un metodo inventato dagli arabi e tramandato agli spagnoli che trova la sua apoteosi in Sicilia.
La tonnara è un rito ,la tonnara è un luogo in cui famiglie intere hanno vissuto per centinaia di anni , gli uomini sul mare ,le donne negli stabilimenti. d'inverno si curano le navi e si rammendano le reti e in estate ci si occupa della mattanza o di lavorare il pescato.
Lo chiamano "il maiale del mare" , questo bestione dallo sguardo stolido ,perchè di lui non si butta via nulla ,non le carni rosse e morbide che vengono lavorate , messe sotto sale e vendute in grandi barili.Non le ossa e la pelle che essiccate e triturate ,sono usate come concime .Non il grasso , usato per l'illuminazione .Non il seme che diventa preziosa bottarga .La tonnara vive perchè esiste il tonno.

 
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Post n°2150 pubblicato il 29 Gennaio 2020 da ossimora


Risultati immagini per un matrimonio americano

N.10

Tayari Jones
Un matrimonio americano 
Neri Pozza
Book club 
Libreria Paci 

Roy e Celestial sono sposati .
Lui ha una discreta posizione in via di crescita ed immagina di potersi  presto comprare una casa .
Lei costruisce bambole : pupèe" , oggetti al confine fra l'essere raffinati oggetti di arredamento e vere  opere d'arte .
Il loro matrimonio va bene , pur movendosi, come normale  fra a alti e bassi che comunque si ricompongono velocemente nei loro segreti meccanismi d'intesa..
Tutto cambia però quando passano una notte in albergo ed una donna accusa Roy di violenza carnale :Roy è innocente , l'aveva  soltanto aiutata ma lei lo accusa ingiustamente  ; non si capisce perchè...o forse si , perchè è nero!
 Lui finisce in carcere per 5 lunghi anni .
Quando esce cerca di riprendere il suo matrimonio in mano anche se Celestial non si faceva più sentire da due anni  avendo  intanto imbastito una relazione con con Dee , amico da sempre , di entrambi .
Il tentativo di Roy di riprendersi la moglie è drammatico ma infine lui non è un violento ed accorgendosi che è tutto è inutile  e lei non lo vuole più accanto , se ne torna al paese del padre e riprende la sua vita con un altra donna.Una partitura a tre , pur essendoci altri personaggi 
Roy , Celestial ,Dree è tramite le loro  3 voci che il racconto evolve. Ogni capitolo è narrato secondo il punto di vista di uno di loro .
Tayari Jones , docente di scrittura creativa , osannata dal pubblico americano , mi sembra  utilizzare un modello standard di narrazione  , pronto anche per la sceneggiatura di un film .
Funziona comunque .
Un'immersione nella black society afro americana ; una lettura scorrevole , certo lontana da me che mi ha creato un  notevole sottofondo di rabbia per la condizione ancora profondamente razzista , non più segregazionista ma fortemente orientata verso la discriminazione anche a livello di leggi,  della provincia americana .
Atlanta , Georgia ed una condizione nella quale se un afro americano viaggia con una bella macchina deve temere di essere fermato dalla polizia ed essere messo a faccia in giù ed accusato senza motivo reale di spacciare o cose del genere .
In questo caso un 'ingiustizia razziale  spezza un matrimonio !

 
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Post n°2149 pubblicato il 28 Gennaio 2020 da ossimora


Risultati immagini per lo straniero camus

N.9 
Albert Camus
Lo straniero
Sulla collana : i NOBEL  (Rilettura)

Non me lo ricordavo più !
 Occorre rileggere e rileggere invece libri come questo : i veri classici che ci parlano di noi stessi , della vita , del suo assurdo e dell'amore che comunque si ha per lei , attraverso le piccole , impalpabili cose della natura ;La luce,  l'odore di un pomeriggio , quello di un luogo , un tramonto abituale , il mare.
Rileggere "lo straniero" è dimenticare che si svolge in Algeria , che Mersault è uomo degli anni 40 del novecento : sentire che l'esilio intimo da se stessi e dagli altri è universale e contemporaneo e non ha luoghi geografici nè appartenenze temporali. 

E' un crescendo la scrittura e la narrazione di Camus .

Infondo Mersault lavora , partecipa al tran tran di una vita da impiegato , frequenta donne , ha qualche conoscente ; procedendo in una quieta accettazione della realtà senza drammi e senza alcun desiderio di fuga .
Un uomo adatto al sole , al mare , alla natura ; molto meno alla società.
L'incipit è noto ed è forse l'unica cosa che ricordavo chiaramente dalla mia lettura giovanile :
"Oggi la mamma è morta. O forse ieri non so."
Mersault partecipa al funerale della madre presso l'ospizio lontano un'ottantina di km dal suo luogo di residenza , costernato più dalla fatica e dall'allontanamento dalle sue abitudini che dal lutto. 
Torna, fa un bagno , ed incontra Marie , con la quale inizia una storia; lei è gioiosa ma lui è presente ma indifferente , piatto , quando lei gli chiede di sposarsi lui accetta senza entusiasmo , così come non è entusiasta  ma indifferente quando gli viene offerto un lavoro a Parigi. Nulla traspare del clima politico dell'epoca ; tutto è lontano ; Mersault non si interessa .
I suoi conoscenti Solimano ed il suo cane pulcioso e Raymond lo interessano poco , li ascolta ma resta tutto ben distante .
 Poi la spiaggia , l'omicidio dell'arabo , il sole , l' accecamento ( la paura?) .
Ed inizia la parte del carcere .La seconda parte , più intensa .
Claustrofobica .
Mersault vede il sole dalle sbarre : la prima parte è inondata di luce e di presente seppur apparentemente piatto , la seconda di noia e buio. Condannato a morte Mersault rifiuta il prete e dio .
Tutto è assurdo .
Un piccolo uomo comune che vive il senso dell'assurdo dove tutto si equivale .
Non un essere spregevole come vorrebbe  la corte che lo giudica , prendendone le distanze  ma un essere che vive una condizione di estraneità .
Come disse Sartre "Mersault è uno dei terribili innocenti ", sono lo scandalo della società perchè non accettano le regole del gioco.

La felicità ...lasciar trascorrere fissandole asetticamente  le cose:l'uomo che vuole vivere in esilio da se stesso non ha bisogno di passato e di ricordi ; il peso del ricordare è menzognero ...meglio una  felicità inconsapevole che una pressante .
Lo straniero inizia con la morte (della madre) e finisce con l'attesa della morte nel preservare sempre ed attentamente un torpore abitudinale. 
"...Bisogna immaginare Mersault felice..."

L'avevo letto troppo da ragazzina ...amandolo però in maniera istintiva , ci voleva  proprio questa RILETTURA. 

 
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Post n°2148 pubblicato il 20 Gennaio 2020 da ossimora

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N. 8

Gail Honeymon
Eleanor Oliphant sta benissimo 
Garzanti 

Un caso letterario ed editoriale di quelli che di solito mi fanno allontanare .
L'esordio più venduto in Inghilterra , tradotto in 35 paesi ; in vetta da almeno due anni in molte classifiche , vincitore di premi in tutto il mondo. 
In realtà l'ho letto velocemente e con molto piacere : ho letto recensioni estasiate e critiche impietose. 
Io mi sono divertita , che è anche piuttosto strano essendo un romanzo basato e costruito su  una tragedia vera e propria , un  pesantissimo dramma familiare .
 Mi è piaciuta Eleanor , la protagonista e voce narrante , prosaica  e divertente , buia e splendente , igienista e grande bevitrice di Vodka ; assolutamente priva di intelligenza sociale e relazionale ; di conoscenza del sociale anche nelle minime cose  e ; quindi aliena ad ogni forma di conformismo ; minimalista e silenziosa , scrupolosa nelle scelte , chiusa in sè . 
Piano , piano emerge dal suo modo ovattato , dalla sua isolata vita metodica ed infondo infelice e catafratta.
Ha alle spalle un'agghiacciante tragedia che non confessa nemmeno a se stessa, rimuovendo ricordi ed affetti persi : una madre che ha prodotto nella sua vita un trauma profondissimo sia esteriore , per le profonde cicatrici da ustioni che interiore , rendendola orfana , sola , costretta a a vivere fra famiglie affidatarie ed istituti.
 Grazie alla sua originale capacità di adattamento ed alla sua intelligenza riesce a mantenersi in vita; si laurea e si procura un lavoro d'ufficio che svolge egregiamente e dal quale otterrà infine gratificazioni . 
Non ha amici , nemmeno conoscenti ed evita attentamente persino i vicini ed i commercianti attorno a lei  .
 Si nutre di coazioni , rituali e ...vodka. 
Il suo riemergere  avviene in primis grazie ad un innamoramento piuttosto anomalo ed infantile  verso uno sconosciuto musicista intravisto ...ma il muoversi verso questa storia adolescenziale la costringe a procurarsi un computer ( e conoscere Raymond , il tecnico) , un cellulare ; ad acquistare dei vestiti nuovi, a rinnovare il suo aspetto .
Insomma pian piano avvengono nella sua vita fatti che la costringono ad aprirsi ed a provare nuovi sentimenti a lei sconosciuti , verso Raymond, verso la madre di lui, verso Sammy , l'anziano che hanno salvato in strada e la sua famiglia, verso Bob , il suo capufficio che dimostra di stimarla per il suo lavoro consapevole e ben fatto ,  il nuovo gatto di cui prendersi cura ed anche la psicoterapeuta che l'aiuta a tirare fuori gli importanti ed imprevedibili ...non detti della sua esistenza . 
Non tutto torna nella storia se si analizza con un occhio rigorosamente pragmatico ma è una  bella favola gentile , consolatoria ed ottimista che si sorbisce piacevolmente come un buon the...

Ps: Dimenticavo di dire che la copertina la trovo orribile...

 
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Post n°2147 pubblicato il 16 Gennaio 2020 da ossimora


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N.7 

Daniel Glattauer
La settima onda
Feltrinelli

Avevo letto un pò di tempo fa "In città zero gradi" poi la prima parte di questo racconto: "Ti ho mai raccontato del vento del nord " ...un amore virtuale tutto giocato in un'incessante invio e rimando di E MAIL .
Emmi e Leo che nel primo romanzo restavano conoscenti virtuali ne "La settima onda "si incontrano, forse era già esaustivo il primo finale , inconcluso e quindi possibilista ed aperto.
In questo tutto mi è sembrato molto prevedibile , nulla di importante viene detto dai due protagonisti , il lieto fine , smielato, quasi fastidioso. 
Un nuovo genere , un genere attuale e democratico ; frequentato .
Un genere che ampia la scelta di noi "intossicati lettori"...?
Chiamiamolo EPISTOLARIO /ELETTRONICO.
Al di là dei contenuti (storia d'amore banaloide, come tante , personaggi convenzionali , certamente non dai tratti memorabili ) è forse proprio lo scambio pressante di mail a, anche brevissime , anche telegrafiche , le interruzioni del server, il gioco serratissimo a tratti velatamente ansiogeno dello scambio fitto fitto di messaggi sono forse la vera (unica ?) sostanza del racconto .
Niente di che davvero.

 
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Post n°2146 pubblicato il 15 Gennaio 2020 da ossimora

 

Risultati immagini per Jill Alexander Essbaum Una donna pericolosa Feltrinelli

N.6

Jill Alexander Essenbaum

Una donna pericolosa

Feltrinelli

 


Anna è una donna americana sposata con un banchiere svizzero.
Vive in un paese vicino a Zurigo.
L'ambientazione svizzera è rara ; raramente si trovano storie collocate nel paese dei 26 cantoni (escluso Durrematt che è naturalmente altra cosa) Anna subisce proprio l'atmosfera del luogo ed il modo di vivere degli svizzeri , un senso di noia , di insofferenza , per un ingranaggio che pare perfetto ...svizzeri efficienti , organizzati ,programmati , neutrali.
Anna , pur non  esplicitando in alcun modo il perchè del suo malessere ...madre, moglie , nuora insoddisfatta , in continua analisi (  intenso il rapporto con la sua analista che la mette in gardia ripetutamente da se stessa , la invita ad analizzare i propri sogni ed a scrivere un diario libero delle sue emozioni) trova scampo e via di fuga nel sesso , che ama e che la libera momentaneamente della sua malinconia.
Un sesso "forte" , non fatto di preliminari e tenerezza. Al limite della brutalità.
Accumula esperienze extrafamiliari a ripetizione con una innegabile facilità ad intrecciare relazioni con altri uomini .
Manca dalla narrazione sa la descrizione fisica ed estetica di Anna ed in sostanza anche il come ed il perchè lei sia così triste ed insoddisfatta .
Sulla fine del romanzo Anna vive la tragedia della perdita di uno dei suoi bambini ; dell'acclalarsi agli occhi del marito Bruno , dei suoi tradimenti e della conseguente sua cacciata da casa con un finale non chiaro nel senso che si presta a due letture .
La sua libertà / liberazione nella ricerca di armonia , di solitudine  e la sua dispersione -
Una donna pericolante più che pericolosa...

La Svizzera è un paese insulare , chiuso nei suoi confini e neutrale per scelta da due secoli .Con la mano sinistra offre aiuto a i profughi a quanti cercano asilo .Con la mano destra arraffa oro riciclato e oro nazista.

La casa quando Anna era sola assumeva spesso una coltre di insopportabile , catatonica immobilità.

C'erano donne che collezionano mestoli ;Anna collezionava amanti.

Anna la incontrò alla filiale di Zurigo della banca nazionale svizzera .La stessa banca che aveva ospitato l'oro dei nazisti durane e dopo la seconda guerra mondiale . Per tutto il primo anno in Svizzera Anna era stata ossessionata al pensiero che nascosti sotto le strade che percorreva i banchieri ..."gli gnomi di Zurigo" setacciassero le volte sotterranea arraffando le ricchezze di ebrei morti da tempo.
 
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Post n°2145 pubblicato il 13 Gennaio 2020 da ossimora


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N.5 

Barbara Fiorio 
Vittoria 
Fetrinelli
Genova ; Vittoria ha 46 anni .
Dopo un divorzio in eta' molto giovanile vive con Federico , fa la fotografa fino a quando la sua vita si rivoluziona completamente. 
Non ha più lavoro , Federico la lascia senza un motivo plausibile , senza una apparente ragione. 
Si apre un periodo nero .
 Senza prospettive , con l'autostima a livelli zero e la malinconia di un amore bello ..finito , senza mai abbandonare però una liberatoria vena ironica con la quale legge anche la sua tristezza.
. Ne esce grazie ad una rete di amici che la osserva, la protegge , la stimola ed in qualche maniera la "orienta" .
A lei allergica e critica verso esoterismi e misticismo , le amiche fanno conoscere "i tarocchi" ; inizia per gioco a leggerli , per crearsi un pò di reddito , avvalendosi del suo istinto sagace e della conoscenza delle persone e pian piano Ed è ascoltando i racconti e le richieste delle persone  che ricomincia a fotografare , esce dalla sua crisi , ritrova fiducia ...e la sua vita riprende vigore.
Un romanzo gradevole ed ottimista , ben scritto , a tratti acuto e realistico , semplice. 
Un divertissement senza pretese.

 
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Post n°2144 pubblicato il 09 Gennaio 2020 da ossimora

Risultati immagini per il lato fresco del cuscino

N.4 

Vittorio Zucconi
Il lato fresco del cuscino
Feltrinelli

Zucconi è mancato a Maggio , tutti attorno a lui hanno mantenuto lo stretto riserbo sulla sua malattia , tanto che quando arrivò la notizia rimasi malissimo.
"Il lato fresco del cuscino "è un libro - testamento .
Un exscursus sulla sua vita , ricca di viaggi , di studio , di storia e di
affetti , di passioni. 
.Mai banale ; un modo di scrivere ed una prosa godibilissima e gradevole .Un libro dal quale traspare la verità..."alla ricerca delle cose perdute ". 
Il ricordo , la memoria passa per una robusta galleria di ricordi intimi e pubblici che sono la storia del ventesimo secolo e delle sue private vicende. 
Una biografia in forma di diario e di racconti .
Il ticchettio della Olivetti lettera 22 del padre , giornalista come lui, compagno ticchettante della sua prima giovinezza di figlioIl suo amore passionale  e smodato per le auto che ha posseduto in gran numero , i suoi cani caratterizzati nel loro singolo carattere peculiare. 
La pastasciutta come ritorno a Modena...quando era spedito per i giornali negli angoli più sperduti del pianeta e non sempre in condizioni ottimali...la pastasciutta come totem primigenio.L'evoluzione tecnologica del giornalismo , dalle ore per trasmettere un articolo alla comodità del Wi FI 
L'URSS e i disastri del socialismo reale , Cuba ed il suo occhio appassionato , mai cinico ma penetrante .
Le guerre, il Kuwait .
Il racconto emozionante di una sopravvissuta alla bomba di Hiroschima.
Le estenuanti campagne elettorali di vari presidenti degli Stati Uniti ...in lungo ed in largo per l'America , diventata peraltro la sua seconda casa e la casa dei suoi figli.
 Tanti personaggi , incontri , brevi salienti spigolature ed  annotazioni di vita , tutto raccontato con grandi doti affabulatorie , giornalismo , reportage ma anche episodi dai quali si offre alla conoscenza del suo intimo attraverso le piccole cose. 
Per tutto il tempo della lettura del libro ho sempre avuto l'impressione di sentire la sua voce di quando rispondeva alle domanda di Radio Capital...sempre ironico e mai scortese. 

 
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Post n°2143 pubblicato il 08 Gennaio 2020 da ossimora

 

 Risultati immagini per valerie manteau il solco 

 

 

 

n.3 

Valerie Manteau 
Il solco
Orma Editrice 

Internazionale , scrive "il solco è un grande libro ":Valerie Manteau , ex giornalista di Charlie Hebdo , prende in prestito tutti i generi :l'autofiction,il reportage , il documentario politico , il romanzo rosa ..e li mescola. "
Siamo ad Instanbul nel 2016,durante l'ondata di repressione che ha portato migliaia di arresti ,sfigurando il volto più vivace della città , mutilando il movimento di Ceri Park.
Un filo rosso lega ancora locali comunità , quartieri dell'una e dell'altra riva del Bosforo .
La giornalista (io narrante) si imbatte nel nome nome di Hrant Dink , grande giornalista ed intellettuale armeno, fondatore del settimanale "il solco" , ucciso nel 2007 da un giovane nazionalista turco.
Nel romanzo uomini e donne si trovano e lasciano in un'atmosfera descrivibile con la metafora dello stesso Dink "nell'inquietudine della colomba"che teme ad ogni battito d'ali di venire ingabbiata.
 Vado contro il premio che il libro ha ricevuto e contro la estatica recensione di Internazionale...non mi è piaciuto , nè la scrittura frammentaria e scarna nè la mancanza di caratterizzazione di persone e luoghi ; fredda , piatta . per nulla avviluppante ...come piace  a me .Non nego una certa noia nella lettura. 
Interessante invece la scoperta della figura di Hrant Dick , che naturalmente  ho  poi cercato di approfondire , cercando la sua storia ho scoperto questa bella figura di di giornalista /intellettuale .
Credeva nella possibilità ,anzi nel dovere di convivere : armeni e turchi , cristiani e musulmani ma non per questo rinunciava a denunciare il massacro degli armeni :per la prima volta nella storia della Turchia un corteo di oltre centomila persone sfilò ai suoi funerali con i cartelli "SIAMO TUTTI ARMENI" .
 
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Post n°2142 pubblicato il 05 Gennaio 2020 da ossimora


Risultati immagini per la ragazza sbagliata simi

N.2
Giampaolo Simi
La ragazza sbagliata
Sellerio Palermo

Il primo giallo che leggo di Simi che invece di libri ne ha già scritti 5 Soggettista e sceneggiatore di importanti serie tv.
"La ragazza sbagliata è la storia di Irene Calamai , giovane pratese in vacanza , nel Luglio del 1993 a Pietrasanta .
La giovane viene ritrovata morta in un burrone e viene accusata dell'omicidio Nora Beckford , figlia di un artista con villa in Versilia. la presunta omicida passa 15 lunghi anni in carcere.
 Nora era in competizione con Irene per un comune amore .
Dario Corbo ( il giornalista e l'io narrante che racconta anche del suo divorzio , dei suoi problemi lavorativi con la stampa che continua a licenziare giornalisti , di amori e del figlio)
viene contattato per scrivere un istant book sul caso ...nel 2016.
Si riapre un'indagine minuziosa , in un Italia profondamente diversa dal 93 , sia per i mezzi tecnologici he per la "felicità" diffusa o meno .Corbo risulta "sconfitto" a livello personale ma risulta sempre rispettoso delle persone , corretto e sensibile nel suo approccio alla realtà.
Tutto viene ridiscusso e ribaltato dalla nuova indagine ,fino ad arrivare alla sconcertante realtà che l'assassinio di 23 anni prima aveva a che fare con Matteo Messina Denaro che  in quell'estate aveva preso in affitto una villa  e con la strage dei Georgofili a Firenze .
Irene aveva visto troppo e capito troppo, urgeva farle tacere.
 Ci sono varie figure che acclarano man mano il dipanarsi della storia ed a volte la confondono un pò .

"oggetti che hanno rappresentato il futuro e il futuro se li è fagocitati nel volgere di pochi mesi :Comprati come indispensabili (game boy ...vecchi televisori,, Hi Fi ...)e di colpo dimenticati in un cassetto per nuove infatuazioni .Provo tenerezza per gli oggetti concepiti per non diventare mai antichi ma decrepiti , molto presto. "

"una prima della classe ...e come tutte le prime della classe , come diceva mio padre , era una mediocre ,Invidiosa , petulante e malevola..."

 
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Post n°2141 pubblicato il 03 Gennaio 2020 da ossimora

Risultati immagini per la vita davanti a se gary
N.1
Romain Gary 
La vita davanti a sè
Neri/Pozza

Gary , una scoperta , non si finisce mai di scoprire autori .
L'unico scrittore ad aver vinto due volte il premio Goncourt in Francia (di fatto non possibile) ...con un trucco ...usando uno pseudonimo Emile Ajar .
Lo ha vinto in un momento nel quale era di fatto snobbato dalla critica,Nè Gary nè Ajar in effetti erano i suoi veri nomi ...lui si chiamava Roman Kocev , emigrato russo all'età di 13 anni. , occhi blu da cosacco , bello, eroe di guerra , regista , scrittore ;si sposa due volte , la Seconda con la bellissima attrice Seberg ...poi conclude la sua vita suicidandosi.
La vita davanti a sè narra di un bambino dall'età fluttuante fra i dieci ed i 14 anni ; Momo (Mohammed) , allevato da una anziana ex prostituta ebrea, assieme ad un altro bel ciuffo di bambini , tutti figli di prostitute che per legge non potevano tenerli e pagavano vari personaggi per fare una sorta di asilo/famiglia -Madame Rosa , ex prostituta , ebrea , deportata ad Aushwitz fatica sempre più a salire i sei piani di scale e Momo l'assiste amorevolmente fino alla sua morte esaudendo il suo desiderio di non andare in ospedale.
 Siamo a Belleville ...40 anni prima di Pennac .
E' storia di integrazione , in una Parigi già fortemente multietnica . la costruzione di una identità tutta narrata con gli occhi di un bambino , che sbaglia le parole , elabora improbabili filosofie di vita , intreccia amicizie con la transessuale ex pugile , il vecchio venditore di tappeti , l'attrice che se ne prende cura alla morte di Madame Rosa. 
In certi tratti della narrazione arriva benissimo l'ingenuità del pensiero bambino suscitando un sorriso ...un pò amaro, anche se a parte l'espressione "questa schifa vita" , infondo MOMO non si lamenta poi tanto.

"ma io non ci tengo tanto ad essere felice , preferisco la vita. 
La felicità è una bella schifezza , è una carogna e bisognerebbe insegnarle a vivere :non siamo della stessa razza io e lei e a me non me ne frega niente." 

 
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