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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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IL "FU BOLL"

Post n°274 pubblicato il 09 Giugno 2006 da bargalla
Foto di bargalla

In senso figurato lo è sempre, ma da oggi il Belpaese è ancor di più nel pallone e in quella sfera di cuoio rimbalza nell'etere alla ricerca di una credibilità difficile da affermare prima ancora che da trovare.
Per le squadre nazionali degli altri Paesi, in Germania è iniziato il campionato mondiale di calcio, per la nostra nazionale è invece cominciato il campionato mondiale del "fu boll" ovvero la cerimonia funebre di quello che un tempo fu il gioco del calcio.

Chiedo venia per aver maccheronicamente storpiato il termine "football" ma penso proprio che faremmo meglio a considerare morto e sepolto un sistema che qualcuno vorrebbe riportare in vita con la solita manfrina tutta italiota, quella dei "tarallucci e vino".
In Italia finisce sempre così, peraltro il "tutti colpevoli, tutti innocenti" proclamato a chiare lettere da un riccastro sfondato e sfrontato che in ben altre occasioni ha saputo esemplarmente trarsi d'impaccio, è un voler mettere le mani avanti per passare il solito colpo di spugna così da cancellare ogni nefandezza.
L'ultimo scandalo pallonaro ha dato il colpo di grazia ad un ambiente in cui circolano interessi da capogiro, la movimentazione di capitali non sempre riconducibili agli interessi di uno sport che ha esacerbato un  professionismo privo ormai di ogni ideale, che non sia quello del facile arricchimento, ha trasformato i campi da gioco in tavoli verdi su cui puntare in barba al classico, superato, principio decubertiano.
L'importante non è mai partecipare, ma vincere ad ogni costo e una certa politica non a caso ha elevato "la discesa in campo" a motto di casata, ha allestito un partito chiamandolo come un coro da stadio, solo che a furia di s...forzarsi si è arrivati al punto di non poter più neanche tifare per quella Nazionale, alla quale il solito signor qualcuno ha scippato anche il grido di incitamento.
Non pago del nome, si è preso anche il colore e ha definito con una fantasia che non lascia s...campo "azzurri" i suoi tesserati; non solo, ha voluto che fossero tassativamente "azzurri" gli sfondi nei quali si staglia allorquando ama arringare il suo elettorato.
E' difficile tifare per "questa" Italia come per quell'altra che lunedì darà un calcio alle speranze dei tanti che ancora ingenuamente credono di essere semplici tifosi, la cui passione ha trasformato, loro malgrado, in galline dalle uova d'oro o in inconsapevoli polli da spennare a piacimento.
Digitale terrestre e satellitare, "peiperviù" e quant'altro per ammannire il "panem et circenses" di sempre così da distrarre il popolo bue e soggiogarlo fra una teledemagogia e un consiglio per gli acquisti.
Soltanto in un Paese amorale come il nostro scoppiano scandali a ripetizione e l'ultimo è solo uno dei tanti che va ad aggiungersi alla lista.
In un mondo di presunti furbi, il "farla franca" è nell'ordine delle cose e reggerà fino a quando i tanti fessacchiotti, con la loro utile disponibilità, si presteranno volentieri ad essere turlupinati da chi in questi giorni sta erigendo un vero e proprio muro di gomma per impedire che la giustizia sportiva e ordinaria rompano quel "catenaccio" che impedisce di fatto di sanzionare i reati consumati ai bordi di un campo in cui non cresce più neanche la vergogna degli addetti ai lavori.

 
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