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BORDATE DETASSATE
Qualche unionista ha ancora la dabbenaggine di meravigliarsi e prova ancora sconcerto per le flatulenze verbali dell'ex presidente del consilvio e si dice basito proprio perché a pronunciarle è un ex premier che in Parlamento e senza mezzi termini tesse l'elogio della ricchezza, del privilegio e dei privilegiati, dell'evasione e dell'elusione fiscale.
La propensione ad infrangere le regole fa ormai parte del vissuto berlusconiano, quel che dovrebbe far pensare è lo spirito di emulazione che ormai anima i nani e le ballerine della sua corte dei miracoli e dei miracolati.
Non vedo quale sia il motivo di tanto scandalo, Silvio appartiene ad un patriziato che con il fisco non è mai andato d'accordo, ha ripetutamente affermato che "è moralmente accettabile non pagare le tasse" e incarna lo spirito plutocratico di un regime in cui chi è povero deve essere sempre più povero e chi è ricco sfondato come il de cuius deve essere sempre più riccastro e sempre più sfondato.
"Il figlio dell'operaio non è uguale al figlio del professionista" mi sembra di sentirlo ancora nel vespasiano del ronzante neo mentre afferma il dogma ripugnante di una dottrina, la sua, che fa della lotta di classe un mezzo per cancellare principi di uguaglianza e di equità.
Siamo ancora ai tempi dei patrizi, dei plebei e dei servi della gleba, una sorta di dittatura borghese in cui il proletariato è visto solo come bassa manovalanza, da impiegare nelle aziende di famiglia per la maggior gloria del casato e della schiatta.
Ciò che dovrebbe sorprendere è il losco ardimento col quale pretende di impartire lezioni di democrazia ad un parlamento che nella passata legislatura, è stato letteralmente usato per sistemare i casi del ras e quelli della casata delle cosiddette libertà.
E ora che al governo di questo Paese c'è un "re tentenna" che con gran fatica sta cercando di correggere certi squilibri (non è detto che ci riesca), ecco che si scatena l'orda corporativa e famelica degli Ordini, delle Professioni e dei loro santi e onorevoli protettori.
Gli interessi in gioco sono enormi, altrimenti non si spiegherebbero le proteste dei camici, dei colletti bianchi e dei loro collettori scesi anch'essi in piazza per cavalcare una protesta che altrove avrebbe fatto ridere i polli. Come già fece il suo erremosciante commercialista, specialista in paradisi fiscali quando, per spiegare la nouvelle vague erariale del governo Prodi scomodò Robespierre e il Terrore, ieri il deputato cavaliere, per non essere da meno ha solennemente evocato lo "stato di polizia fiscale" citando il filosofo Michel Foucault e il suo "sorvegliare e punire".
Il suo partito azienda e la premiata ditta che lo sponsorizza hanno salutato con una standing ovation e canzoni da stadio la sua filippica contro le misure fiscali previste dalla manovra bis e inserite nel provvedimento sulle liberalizzazioni adottato dal governo Prodi.
"E' una vergogna che ci sia un'istigazione così violenta all'infedeltà fiscale" ha dichiarato il ministro Bersani dopo aver ascoltato Berlusconi.
Più che condivisibile!
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
Inviato da: ossimora
il 06/07/2014 alle 17:07
Inviato da: ossimora
il 23/03/2012 alle 02:52
Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 10:51
Inviato da: fantasista76
il 03/11/2010 alle 08:33