Creato da bargalla il 30/01/2005
"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

 

Ultime visite al Blog

pino.dibenedettoossimorabargallardapiaggisteph27nikya1pinellogiuseppenapoli891540mariomancino.mluisinioIl_Signore_RaffinatocamarossogiacintoingenitoMaurizio_ROMAmonacolio
 

Area personale

 
Citazioni nei Blog Amici: 10
 

Ultimi commenti

insisto...nella speranza di risentirti...anche in privato...
Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
 
Sarebbe bello rivederti comparire...con qualsiasi scrittura...
Inviato da: ossimora
il 06/07/2014 alle 17:07
 
torna....
Inviato da: ossimora
il 23/03/2012 alle 02:52
 
Adoro gli idra!
Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 10:51
 
Carino sto post ... :-)
Inviato da: fantasista76
il 03/11/2010 alle 08:33
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

I miei Blog Amici

 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« DIOSSINA SI, ALBERI NO!TALENTI PARABOLANI »

TEMPO DA LUPI

Post n°529 pubblicato il 11 Novembre 2008 da bargalla

  

Uno che si chiama burlesconi silvio, uno con la storia del presidente del consilvio al quale in Italia tutto è con…cesso, non può non farsi burla del mondo intero rimediando delle penose figuracce che invece di ridurlo a più miti consigli lo spingono ad assumere atteggiamenti ancora più sfrontati e arroganti, poco consoni con il ruolo che indegnamente ricopre.
Molti, e non solo la premiere dame, checché ne dica un certo kossiga e gli alfieri della iena ridens, in certi frangenti preferirebbero non essere italiani o, meglio, preferirebbero non essere rappresentanti da uno che sovente sfoggia il suo deprimente umorismo collezionando fior di gaffe, l’ultima delle quali ha fatto il giro del mondo meritandosi un posto negli annali del sottoscala della storia dell’avanspettacolo applicato alla politica italiota d’ispirazione berlusconiana.

La carineria su Obama giovane, bello e abbronzato, resta sullo sfondo col sarcasmo tipico delle battute berlusconiane e con tutte le sottili implicazioni, anche di natura razzista, che comporta il richiamo al colore della pelle. A voler essere buoni, sembra però che il presidente del consilvio sempre più spesso non riesca a padroneggiare l’italiano in maniera sufficiente a valutare il valore semantico delle espressioni che usa e l’effetto che poi suscitano oltre gli asfittici confini nazionali.
Lui crede di essere un grande ed esperto statista, quando poi non è che un volgare riccastro sfondato che discrimina e discredita a seconda del credo politico, del censo e del vento che tira, uno sporco dittatore populista, prodigo di consigli e di ammonimenti per gli sprovveduti e i parvenu della politica, meglio se abbronzati. Certo, finché è lui a proporsi come maestro di color che sanno, non c’è alcunché da obiettare soprattutto perché la cosa ha in sé un certo che di patologico, il guaio è che questo suo complesso di superiorità si basa su quello d’inferiorità dei suoi subalterni.
Lui esiste e sussiste in quanto portatore sano e malato di interessi connaturati al suo impero mediatico, siano essi interessi oltretutto conflittuali con la carica che riveste ed altri molto più inconfessabili e indebiti coltivati all’ombra di un potere democraticamente usurpato senza il quale resterebbe pur sempre il caimano che sappiamo, un alligatore che ama sguazzare nella fogna italiota, forte della sua inindagabile ricchezza e di uno spirito predatorio per fuggire dal quale bisogna imparare ad essere coglioni e imbecilli, così come impone la vulgata berlusconiana.
Conoscendo la variegata fauna che circonda il satiro claudicante e la megalomane concupiscenza da lui esercitata su di un gregge mai così felice d’esser tale, vien facile pensare quanto inutile sia indignarsi scrivendo a tempo perso di silvio e di un’italietta popolata di servi sciocchi e di cavalier serventi, di idioti più o meno utili e di coreuti padronali che all’unisono inveiscono all’indirizzo di quei coglioni e di quegli imbecilli additati al pubblico ludibrio poiché colpevoli di lesa maestà.

Ma sia detto senza acredine e fraintendimenti “l’Italia così com’è non mi piace”.
Depurato da ogni connotazione di natura sovversiva o bellicista, faccio mio questo motto che fu di alcuni intellettuali interventisti d’anteguerra i quali videro nel conflitto armato la soluzione dei mali che agli inizi del secolo scorso affliggevano l’Italia stretta fra il conservatorismo del fariseume trionfante e il feudalesimo del clericalume imperante e davvero non comprendo quell’apatia mista a rassegnazione che è pure sintomatica di un malessere sociale magistralmente sintetizzato da una frase apparsa tempo fa su di un muro di Palermo che da sola vale più di mille analisi sociologiche poiché dà il giudizio che merita al presente momento storico non a caso identificato con la merda.
Dopo il gelo degli anni di piombo, teniamoci il calduccio di questi anni di merda”.
Scusate, ma non riesco ad accettare il pensiero che qualcuno mi inviti a crogiolarmi al tepore delle deiezioni altrui e qualche altro voglia considerarmi una pecora appecorata nell’ovile di una inesistente sinistra, specie se quel qualcuno è un lupo che si presenta sotto le mentite spoglie di un improbabile pastore, giacché, come dicono da queste parti: “ci pecura te faci, u lupu te mangia”.
Se uno si fa pecora si predispone ad essere sbranato dal lupo.
E di lupi in questo periodo ce ne sono parecchi. Si prendano i farneticanti ululati di tale kossiga, le sue provocazioni istigano alla violenza, aprono e riaprono scenari inquietanti in cui si preconizza uno Stato terrorista che abusa del potere per attuare una strategia di oppressione antidemocratica.

Vale la pena ricordare che il lupo kossiga come tutti i lupi perde il pelo ma non il vizio e suona beffardamente sovversiva la sua pretesa di ripresentare il suo metodo come risolutivo dell’ordine pubblico, un metodo a suo tempo collaudato dal lupo kossiga per reprimere la protesta studentesca negli anni in cui fu ministro degli interni, anni legati ad alcune delle vicende più tragiche e oscure della prima Repubblica (es. assassinio di Giorgiana Masi, vicenda Gladio e P2) che culminarono con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro.
In un’agghiacciante intervista rilasciata giorni fa, il lupo kossiga a proposito della protesta studentesca anti gelmini-tremonti afferma che maroni dovrebbe fare quel che fece lui quand’era ministro degli interni.
“In primo luogo dovrebbe lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...». Meglio prendersela con gli universitari, lasciandoli fare per poi “Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri”. Quindi “le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Non contento dello sdegno suscitato da questa farneticante intervista, il lupo kossiga ha addirittura inviato una lettera di “istruzioni” al capo della Polizia invitandolo a “non intervenire per un po’ lasciando che gli studenti facciano danni”. Si è spinto quindi fino al punto da augurarsi che l’escalation degli scontri (magari “anche contro l’arcivescovado di Milano”), si concluda con un morto “meglio se un bambino”. Solo a quel punto, secondo il lupo kossiga, dovrebbero “intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti”.

Ho letto e riletto queste parole trovando in esse il seme di una violenza che non riesco a giustificare nemmeno con la salvaguardia di un presunto ordine pubblico funzionale ad uno Stato antidemocratico nel quale uno come kossiga può diventare presidente della repubblica, uno Stato che può permettere che uno come berlusconi silvio possa diventare presidente della repubblica.
Mi auguro, pertanto, un risveglio delle coscienze intorpidite dall’oppio berlusconiano, un moto dello spirito popolare che rivendichi la sua sovranità su quei mostri generati dal sonno della ragione.
Lungi da me l’idea di prefigurare il ricorso alla violenza come “levatrice della storia”, lungi da me l’idea di celebrare una stagione che ebbe nella strategia della tensione fomentata dai servizi deviati e dalle Istituzioni la sua massima espressione, lasciando quindi agli opposti estremismi, agli infiltrati speciali, il compito di annullarsi a vicenda così come peraltro impone la dottrina di un certo kossiga tornato nuovamente in auge sull’onda di una protesta studentesca tutt’altro che violenta, ma volte incazzarsi soltanto, senza alzare la voce rivendicando diritti altrimenti calpestati, non basta specie se il dissenso viene poi cavalcato e preso a pretesto per distruggere l’avversario politico e darsi una patente di democraticità che puzza di totalitarismo lontano un miglio.
E’ un po’ quello che sta accadendo in Italia dove il revisionismo storico, la regressione culturale, lo scadimento della civile convivenza, l’imbarbarimento di egoismi vecchi nuovi stanno permettendo ad un manipolo di gerarchi di rinverdire i fasti e i fasci di un ventennio finito nella spazzatura della Storia dalla cui discarica periodicamente emergono mefitici piani di rinascita che il regime mediatico si perita di diffondere e di attuare inquinando l’ordinamento istituzionale e lo Stato con l’ausilio di soggetti che pure hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana. In questo contesto si inquadrano certe leggi difficili da considerare tali, gli attacchi alle Istituzioni, gli attentati all’ordinamento costituzionale e all’integrità della Nazione, le interviste e le comparsate televisive nelle quali, apertis verbis, si invoca la secessione, si santifica la mafia e si istiga alla violenza.
Penso ai vari kossiga, ai vari dell’utri, ai berlusconi e ai berluscloni, appoggiati da certo giornalettismo servile e dal conclamato sovversivismo piduista di gelli e dei poteri forti: agenti eziologici di un malessere esacerbatosi al tepore di questi anni di merda durante i quali solo i parassiti, hanno avuto modo di proliferare e svilupparsi trovando proprio nella merda sparsa a piene mani dal falso perbenismo, l’humus ideale in cui hanno coltivato i loro sporchi interessi. 

          

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963