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| « LETTERA DI PAOLO A UN CA... | PUTTANESIMO E DINTORNI » |
L'ALTRA FACCIA DEL PUTTANESIMO OVVERO DELLA PATOLOGIA DEL BERLUSCONISMO
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Ribrezzo e disprezzo, epidermica antipatia e viscerale avversione, nient’altro che nausea e repulsione suscita in me la vista di tale berlusconi silvio, un pericoloso agente infettante e allergizzante che ha sconvolto il sistema immunitario italiota, tanto da impedire il formarsi di una sufficiente risposta anticorpale in grado di evitare la fisiologica produzione del montanelliano “vaccino” senza il quale lo shock democratico diventa inevitabilmente “anafilattico” così come irreparabile sembra essere il danno provocato alle Istituzioni dall’asfissiante invasività di un eversore la cui virulenza è pari alla tracotante aggressività esibita nell’infettare i gangli vitali di uno Stato che purtroppo non riesce più a considerare il presidente del consilvio come un corpo estraneo alla democrazia e a isolarlo, e a combatterlo ferocemente, così come merita, evitando il patologico proliferare di un organismo pseudo democratico, geneticamente modificato dalla lunga esposizione mediatica a un potentissimo fattore di rischio intriso di volgarissimo plebeismo, capace di generare una sindrome di deficienza tele-acquisita che porta la vittima, il popolo, la platea, ad essere succube di silvio, suo riconosciuto e acclamato aguzzino a favore del quale gioca la nefasta ingerenza del clericalume imperante e l’indulgente complicità del fariseume trionfante.
Il virus del berlusconismo ha defedato l’organismo-Stato, ma ciò non impedisce a chi non vuole “ammalarsi” di respingere gli attacchi degli untori del berlusconismo i quali non sono altro che vettori di una malattia infettiva e contagiosa che, lungi dall’immunizzare il loro padrone, un macrofago saprofita che dai virus mutanti ha acquisito le capacità più letali, finirà per appestare e uccidere proprio loro, colpiti prima di altri, dal morso infetto di un caimano e inculati, pardon, inoculati dal venefico pungiglione di zanzare che trasmettono la malaria berlusconiana, una delle tante varianti di un morbo “influenzale” ormai endemico nelle paludi italiote che, al pari di altre sindromi conosciute, può non essere mortale a patto che si individui in tempo l’agente eziologico e combatterlo, evitando, soprattutto, il contatto, sia pure subliminale e mediato dai potentissimi mezzi di distrazione di massa usati come cavalli di Troia da un cavaliere con tante macchie e tantissime paure, abituale utilizzatore finale (e totale) di un potere esercitato in funzione dei propri, conflittuali, interessi volti a condizionare ogni regola del libero (sic) mercato e a scardinare il sistema democratico, ammorbare una Nazione intera violando quei Principi Fondamentali che costituiscono un’irrinunciabile forma di difesa costituzionale contro ogni deriva assolutistica. Urge pertanto un’immunizzazione per così dire “attiva” che stimoli la civica capacità dell’organismo esposto di respingerne gli attacchi proprio schivando lo schifo igienicamente suscitato dall’isolamento del virus C5I1R4, cancellando dai relativi tasti del telecomando, l’unico strumento democratico rimasto nelle mani del paziente-utente, proprio le sigle dietro cui ama celarsi il virus berlusconiano, un modo come un altro per bloccare il dilagare di una patologia che provoca la morte della democrazia, determinando la soppressione del dissenso e un’assuefazione di fondo al pensiero unico, paragonabile soltanto alla dipendenza indotta dall’uso di stupefacenti, un po’ come accade ad una certa setta che ha scoperto la potenza allucinogena e obnubilante dell’oppio dei popoli.
Da qui la necessità di boicottare democraticamente il regime mediatico applicando la legge del taglione e facendo a silvio ciò che lui vuol fare agli altri.
Lui vorrebbe “chiudere la bocca a quegli organismi, anche internazionali” che parlano di crisi, li ha definiti “disfattisti” poiché, a suo dire, diffonderebbero sfiducia e pessimismo, come se nascondere la realtà, così come lui fa spesso, servisse a creare un paradiso virtuale che costituisce l’anticamera dell’inferno terrestre, dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Già questo ricorrere a termini tanto cari al fascismo, come quel “me ne frego” tante volte pronunciato, insieme a gesti platealmente apologetici del fascismo compiuti da “ministre caligolate” pardon, caracollate in politica, dovrebbe far riflettere gli esseri pensanti destrorsi (ammesso e non concesso che ci sia ancora qualcuno in grado di farlo nei pascoli berlusconiani, in cui ci sono delle cornutissime mandrie che gli fanno da ruota di escort..a e danno del “cornuto” agli asini della sinistra).
Lui vorrebbe tagliare i viveri “pubblicitari” alla libera stampa colpevole del reato di lesa maestà; ebbene, facciamo a silvio quel che lui vuol fare agli altri: tappiamogli la bocca premendo il tasto del telecomando quando si affaccia ridanciano dal piccolo schermo per pronunciare i suoi irrevocabili proclami e disdire quel che ha detto il giorno prima, oscuriamo le sue tv evitando di guardare i programmi spazzatura, non compriamo i prodotti propagandati dalla sua premiata ditta, non acquistiamo più libri, giornali, decoder, pay-tv, prodotti bancari e assicurativi propinati dal suo impero; sgretoliamo il piedistallo che sorregge un colosso d’argilla, colpiamolo nei suoi interessi.
Nel mio piccolo ho iniziato da tempo ad applicare una semplice regola di mercato scegliendo soprattutto di non guardare la tv spazzatura ed evitando di comprare prodotti, calcio compreso, che in un verso o per l’altro siano riconducibili alla proteiforme attività del caimano italiano. Dal mio punto di vista è lui il “disfattista” nel senso più deleterio del termine poiché sta depredando la Res Publica, sta distruggendo il senso dello Stato, sta disgregando il fragile tessuto sociale, imponendo la mala aethica dell’ipocrisia e stili di vita amorali ispirati dal più bieco degli egoismi a detrimento proprio di quel Bene Comune considerato d’intralcio all’affermarsi di inconfessabili interessi privati sorretti dal privi…legio e dall’impunità del caco.
C’è un detto popolare secondo cui “chi si loda s’imbroda” ma chi è unto e bisunto di suo, difficilmente ammetterà che il sudiciume palesato è l’essenza del suo essere un riconosciuto “sepolcro imbiancato”. Allo spettatore distratto potrà anche apparire lindo come un porcellino d’India, gli basterà sollevare la pietra tombale per scorgere il putrescente verminaio, la corruzione, il malaffare e scappare via inorridito.
Hai voglia di oracolari sondaggi diffusi dagli spacciatori mediatici, delle rassicuranti moine di una vecchia baldracca inceronata, delle apicellanti canzoncine e delle battute di spirito di patata che fanno ridere solo i polli. Che pensare di un “puzzone”, un epiteto che a lui suonerà caro, essendo lo stesso col quale i romani omaggiavano tale benito mussolini, che pensare di uno che a settant’anni suonati usa il trucco per lasciare se stesso coperto di stucco, che pensare di uno che recita la parte dello “statista” si identifica con lo Stato e, novello re-sola, mette in ombra perfino il “re sole” avendo anche la sfrontatezza di affermare che la campagna di stampa che sta rivelando i suoi vizi privati e le sue lubriche virtù “nuoce al Paese”.
Che pensare di uno che si definisce “bello, buono, generoso, sincero, leale” a fronte di una storia politica e personale che ha del grottesco per non dire del criminale.
Che pensare di un presidente del consilvio che si presenta in un cantiere edile ed esibendo il solito spirito di patata, si rivolge agli operai dicendo: “Che fate lì sopra? E le donne ? Siete tutti gay? La prossima volta ve le porto io le veline. Maggiorenni ovvio”. Parola di utilizzatore finale alla fine della sua esibizione.
E’ inutile continuare anche perché lo scandalo più gigantesco e mostruoso di questa vicenda è non solo politico, ma anche sociale e antropologico considerando la sottile violenza e l’evidente volgarità di un codice maschilista, imbevuto di narcisismo e primivitismo culturale, che chiama in causa un larghissimo settore della cosiddetta classe dirigente italiota che io definirei più propriamente “sistema digerente” non solo perché in Italia è tutto un magna magna (si leggano gli ultimi dati sulla corruzione) ma anche perché colpevole di aver trangugiato e digerito la discesa in campo di un magnate senza riuscire ad evacuarlo.
C’è un aspetto in questa vicenda che riguarda proprio la natura del sistema berlusconiano, quella che io qualche giorno fa ho definito “epifania del puttanesimo”: ovvero la manifestazione di una trimurti in cui convivono il denaro, il sesso e il potere, contemporaneamente archetipi e stereotipi di modelli che la Storia rende purtroppo sempre attuali. Si sono scomodati a tal fine “gli imperatori pazzi” un improbabile “catilina” rivisto e corretto dallo strabismo di una cortigiana e, da ultimo un’arguta proiezione delle “feste di b. alla corte dei Borgia” una sorta di regressio ad infinitum del puttanesimo come sempiterna religione di Stato, come scuola di pensiero che si insinua strisciando negli apparati politico-istituzionali, veri e propri nidi di vipere e di biscioni, e deposita le sue venefiche uova di serpente.
Credo sia di vitale importanza non esporsi agli effetti, anche collaterali, di un’informazione drogata dalle sostanze allucinogene sintetizzate nei laboratori dei vari horgan house di sua remittenza (da remittere) e spacciate dai pennivendoli della fregna-connection in nome e per conto di un fregoli puttaniere il quale continua indisturbato a dettar legge dal soglio chigiano, esclusivamente pro domo sua, e a minchionare una Nazione intera, asservita, confusa dal “così fan tutti” e incline a dare al propagandato “malcostume” di Stato quel “mezzo gaudio” che rende “il mal comune” più disponibile ad essere accettato ed emendato quasi fosse un titolo di merito, un motivo di vanto; nella peggiore delle ipotesi la riduzione ad una “bagatella” così come scrive Paolo Farinella, riferendosi fra l’altro alle accuse di pedofilia rivolte al presidente del consilvio (“frequenta minorenni”) da una moglie che se arriva a sputtanarlo in pubblico nel modo e con i termini che sappiamo, è perché è stanca delle intemperanti nefandezze di un paraninfo che per nostra sventura è anche presidente del consilvio.
Un suo ruffiano ha dichiarato che “ci sono donne che pagherebbero per avere una storia col presidente”.
Ecco, questa del presidente-gigolò mancava ai titoli di coda della notte della Repubblica.
Mi consola il fatto che qualche anima bella irretita dal fascino fescennino di silvio, dopo tanto parlare di erezioni, abbia pronunciato sia pure con fatica il termine elezioni, ammettendo che continuare di questo passo porta tutti a precipitare nel baratro in cui ci sta conducendo il pifferaio magico.
Parafrasando il buon Dante mi verrebbe da dire: “ahi serva Italia di meretricio ostello, non Patria del diritto, ma bordello”. Come dire, riemerge, una semper, l’atavica propensione a dare un prezzo a tutto e a tutti, forse perché catechizzati da una setta catto-vaticana che continua a fare dell’ipocrisia la sua ragion d’essere e della simonia la massima fonte di sostentamento. Il capo della camarilla episcopale italiana ha chiesto di spegnere “i riflettori” puntati su puttanopoli: troppa luce potrebbe nuocere anche a loro! Se oltre Tevere vendono dio, alla stregua di un articolo inflazionato dal disvalore attribuito ai suoi rappresentanti, noti impostori, non si capisce perché al di qua del Tevere non debba esserci un altrettanto notissimo truffatore, un ricco epulone disposto a comprare dio, il papa e la sua corte dei miracoli, ad impadronirsi di una nazione intera mandata essa stessa a puttane proprio da un sedicente dongiovanni (a proposito di preti puttanieri) travestito da statista; senza offesa, beninteso, per chi esercita meritoriamente e con profitto il mestiere più antico del mondo riuscendo anche a tenere per le flaccide palle la degenerante espressione di un potere svilito da cotanta turpitudine esibita e ostentata dall’innominato senza che il re-sola, nudo come un verme, riesca a provare la benché minima vergogna.
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
Inviato da: ossimora
il 06/07/2014 alle 17:07
Inviato da: ossimora
il 23/03/2012 alle 02:52
Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 10:51
Inviato da: fantasista76
il 03/11/2010 alle 08:33