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DAL RAPPORTO di NESSUNO TOCCHI CAINO 2010 - LA PENA DI MORTE PER DROGA NEL MONDO / 1

Post n°38 pubblicato il 31 Luglio 2010 da dinaforever

FONTE NESSUNO TOCCHI CAINO

 

LA "GUERRA ALLA DROGA"

L'articolo 6 (2) del Patto Internazionale sui i Diritti Civili e Politici (ICCPR) ammette un'eccezione al diritto alla vita garantito dall'Articolo 6 (1) per quei Paesi che ancora non hanno abolito la pena di morte, ma solo riguardo ai "reati più gravi". La giurisprudenza si è evoluta al punto che gli organismi delle Nazioni Unite sui diritti umani hanno dichiarato i reati di droga non ascrivibili alla categoria dei "reati più gravi". Il limite dei "reati più gravi" per l'applicazione legittima della pena di morte è sostenuto anche dagli organismi politici delle Nazioni Unite i quali chiariscono che per "reati più gravi" si intendono solo quelli "con conseguenze letali o estremamente gravi". Pertanto, le esecuzioni per reati di droga violano le norme internazionali sui diritti umani.
Un'altra questione riguarda la presenza, in molti Stati, di leggi che prescivono la condanna a morte obbligatoria per alcuni reati di droga. L'obbligatorietà della pena capitale, che non tiene conto del merito specifico di ogni singolo caso, è stata fortemente criticata dalle autorità internazionali a tutela dei diritti umani. Secondo il Rapporto 2010, The Death Penalty for Drug Offences, prodotto dalla International Harm Reduction Association (IHRA), i Paesi o territori che nel mondo mantengono leggi che prevedono la pena di morte per reati legati alla droga sono 32, dei quali 13 la prevedono obbligatoriamente in certi casi particolari: Brunei-Darussalam, Egitto, India, Iran, Malesia, Singapore, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Siria, Laos, Yemen, Oman e Sudan.

L'ideologia proibizionista in materia di droga, imperante nel mondo, ha continuato a dare un contributo consistente alla pratica della pena di morte anche nel 2009 e nei primi sei mesi del 2010.
Nel nome della guerra alla droga e in base a leggi sempre più restrittive, sono state effettuate esecuzioni in Arabia Saudita, Cina, Iran e Thailandia. Condanne a morte sono state pronunciate, anche se non eseguite, in Bangladesh, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Kuwait, Malesia, Pakistan, Singapore, Vietnam e Yemen.
Nell'aprile 2009, la provincia del Punjab in Pakistan ha abolito la pena di morte per le donne e i minorenni sotto processo per traffico di droga.
Nel giugno 2009, il Vietnam ha rimosso l'uso di droga dalla lista dei reati capitali, ma ha mantenuto il traffico di droga.
Nel novembre 2009, il Governo di Hamas in Palestina ha approvato una misura che consentirà l'esecuzione di persone riconosciute colpevoli di spaccio di droga.

Arabia Saudita

Nel 2005, l'Arabia Saudita ha ridefinito la legge sul traffico di droga, concedendo poteri discrezionali ai giudici per emettere condanne detentive al posto della pena di morte. La legge del 1987 prevedeva la pena capitale obbligatoria per trafficanti di droga e fabbricanti e discrezionale per chi faceva uso di qualunque tipo di narcotico. Ora i giudici possono decidere, a loro discrezione, di ridurre la condanna a una pena detentiva per un massimo di 15 anni, 50 frustate o una multa minima di 100.000 rials sauditi (circa 35.000 dollari).

Delle 69 esecuzioni del 2009 in Arabia Saudita, solo una sarebbe stata effettuata per reati di droga, mentre le persone decapitate nel 2008 per droga erano state almeno 31 (su 102 esecuzioni).
Il 13 marzo 2009, un uomo è stato decapitato a Riad dopo essere stato riconosciuto colpevole di diversi reati, compresa vendita di droghe. Secondo le autorità, Nasser bin Fahd sarebbe stato a capo di una banda che controllava un giro di prostitute, oltre a rubare gioielli e automobili.
Nel 2010, al 30 giugno, risulta essere stata effettuata una sola esecuzione per reati legati alla droga.
Il 24 gennaio 2010, un uomo è stato decapitato a Dammam, nella regione orientale dell'Arabia Saudita, dopo essere stato riconosciuto colpevole di traffico di hashish. La notizia è stata comunicata dal Ministero degli Interni saudita, che identifica il giustiziato come Mohsen bin Mohammed bin Saleh al-Mokhles.

Cina

In Cina, la pena di morte è prevista per chiunque sia stato condannato per traffico di anfetamine o spaccio di un quantitativo pari o superiore a 50 grammi di eroina o a 1.000 grammi di oppio.
La percentuale di esecuzioni per reati di droga è sconosciuta. Comunque, nel 2009 e nel 2010 il numero di esecuzioni per questi reati è apparentemente diminuito rispetto al 2008. Si può ritenere che ciò sia stato anche l'effetto della riforma del 1° gennaio 2007 che ha riconsegnato alla Corte Suprema del Popolo il potere esclusivo di revisione ultima di tutte le condanne a morte, oltre che delle direttive della Corte Suprema cinese che ha stabilito che la pena di morte vada inflitta solo a "un numero estremamente ridotto di criminali efferati".
In ogni caso, come è sempre accaduto in Cina, condanne a morte ed esecuzioni sono aumentate sensibilmente in prossimità di feste nazionali o di date simboliche internazionali come il 26 giugno, Giornata Internazionale Contro la Droga.

Il 9 gennaio 2009, Chen Bingxi è stato giustiziato a Guangzhou per traffico di droga. Era stato giudicato colpevole di aver fabbricato e spacciato 12,36 tonnellate di cristalli di metamfetamina e oltre 100 chili di eroina. Il Tribunale Intermedio del Popolo di Guangzhou lo aveva condannato a morte il 14 dicembre 2006, confiscandogli anche tutte le proprietà. Chen e la moglie Baoyu erano scappati in Thailandia nel novembre del 1999, ma erano stati arrestati dalla polizia il 4 novembre del 2003 ed estradati in Cina il giorno dopo. La moglie di Chen è stata condannata a 11 anni e mezzo di prigione e al pagamento di una multa di 3 milioni di yuan (439.000 dollari USA) per produzione di droga.
Il 15 gennaio 2009, Huang Yihua, 26 anni, è stato giustiziato per traffico di droga nella città di Putian nella provincia orientale del Fujian. In base agli atti processuali, era stato arrestato nel marzo 2007 con 2 chili di metamfetamine e 49 chili di efedrina che aveva intenzione di vendere a Taiwan.
Il 23 aprile 2009, un cittadino nigeriano è stato giustiziato per traffico di droga. Lo ha reso noto l'ambasciata nigeriana a Pechino, identificando l'uomo come Chibuzor Vitus Ezekwem. "La richiesta di commutazione della condanna a morte è stata respinta e l'esecuzione è stata effettuata secondo quanto previsto dalle leggi della Repubblica Popolare cinese", ha fatto sapere l'ambasciata.
Il 25 giugno 2009, in occasione della giornata mondiale della lotta alla droga, otto persone sono state giustiziate per produzione e traffico di stupefacenti. Wang Xilin, Lu Gang, Zhou Zhenjun, Wang Li, Li Ersa e Yan Chaomin erano stati condannati in quattro casi distinti e sono stati messi a morte in località imprecisate. Tian Yulai è stato giustiziato per traffico di droga a Lanzhou, capoluogo della provincia nord-occidentale di Gansu. L'ottavo dei giustiziati è stato identificato come Liu Huiyang, messo a morte nelle città di Quanzhou, nella provincia sud-orientale del Fujian, per aver prodotto droghe nel 2005.
Il 26 giugno 2009, altri quattro uomini sono stati giustiziati per traffico di droga nella provincia insulare cinese di Hainan, in occasione della giornata internazionale anti-droga. I quattro sono stati identificati come Zheng Jinhai, Zeng Yina, Li Anyue e Liu Dacheng ed erano stati condannati a morte dal Tribunale Intermedio del Popolo di Haikou, in tre casi distinti. Secondo fonti giudiziarie avrebbero trafficato complessivamente 8.695 chili di droga.
Il 15 settembre 2009, la Corte Suprema del Popolo ha reso noto che quattro uomini erano stati giustiziati in Cina per aver prodotto e trafficato droghe. Il primo, identificato come Liu Zhaohua, è stato messo a morte nella provincia meridionale di Guangdong per aver prodotto 12.660 kg. di metamfetamina, una droga nota come ‘ice', e 15 kg. di anfetamine, dal 1995 al 1999. Il secondo dei giustiziati, Liang Ruinan, era stato riconosciuto colpevole del traffico - avvenuto a Pechino il 2 aprile 2006 - di 42,58 gr. di metamfetamine e 9,45 gr. di pasticche contenenti metamfetamina e caffeina. Infine, Zhang Jianxun e He Qibin sono stati giustiziati nella provincia sud-occidentale di Sichuan per aver prodotto 68,81 kg. di ketamina in polvere e 9,7 litri di un composto liquido alla ketamina. La Corte Suprema non ha precisato la data esatta e i luoghi in cui le esecuzioni sono avvenute.
Il 13 ottobre 2009, un uomo è stato giustiziato nella provincia meridionale del Guangdong per traffico di droga. Si tratta di Lu Fuguo, accusato di aver prodotto e trafficato 48 chili di droghe, compreso il ‘magu', termine thailandese che indica uno stimolante ottenuto combinando metamfetamine e caffeina. Avrebbe commesso i reati a partire da aprile 2006, nella Municipalità di Dongguan, ha reso noto il locale Tribunale Intermedio del Popolo. Lu fu arrestato il 6 novembre 2006, subendo la confisca di beni personali per un valore di 1 milione di yuan.
Il 17 dicembre 2009, un cittadino di Taiwan è stato giustiziato con l'iniezione letale, ha riferito il Tribunale intermedio del popolo dello Xiamen. Xie Minghui, della contea di Tainan, Taiwan, era stato condannato per aver contrabbandato di 4.230 grammi di eroina da Yangon a Xiamen l'11 novembre 2004.
Il 29 dicembre 2009, un cittadino britannico condannato a morte in Cina per traffico di droga, Akmal Shaikh, è stato giustiziato con un'iniezione letale a Urumqi, capoluogo dello Xinjiang. Lo ha confermato l'agenzia ufficiale Xinhua. L'uomo, 53 anni, era stato arrestato nel 2007 con quattro chilogrammi di eroina. Il premier britannico Gordon Brown ha detto di essere "scandalizzato" dal fatto che tutte le richieste di clemenza del suo governo, basate sull'infermità mentale di Shaikh, sono state "ignorate" da Pechino. In un comunicato emesso quasi contemporaneamente all'esecuzione di Shaikh, la Corte Suprema cinese ha confermato la condanna, sostenendo che i diritti dell'imputato sono stati "pienamente rispettati" durante il processo. La famiglia di Shaikh sosteneva che il condannato a morte era affetto da una grave malattia mentale che lo avrebbe reso un complice inconsapevole di una banda di trafficanti. Il governo britannico aveva chiesto più volte che l'uomo venisse sottoposto a una approfondita analisi psichiatrica.

Il 6 aprile 2010, un cittadino giapponese, Mitsunobu Akano, è stato giustiziato nella provincia nord-orientale di Liaoning per traffico di droga, ha reso noto la Corte Suprema. L'agenzia di stampa giapponese Kyodo ha detto che Akano era stato condannato nel 2008 per tentato spaccio di due chili e mezzo di droga dalla Cina al Giappone nel 2006.
Il 9 aprile 2010, altri tre cittadini giapponesi sono stati giustiziati nella provincia di Liaoning, per traffico di droga. L'annuncio è stato dato dalla Corte Suprema che ha identificato i tre giustiziati come Teruo Takeda, 67 anni, Hironori Ukai, 48, e Katsuo Mori, 67. Secondo l'accusa, Takeda avrebbe comprato circa 5 chili di metamfetamine nel giugno 2003 in Cina, incaricando i due connazionali di portare la droga fuori dal Paese. Takeda era stato arrestato nel giugno 2004 per il traffico di più di 2,9 chili di droghe stimolanti. Ukai era stato arrestato nel settembre 2003 presso l'aeroporto di Dalian, mentre cercava di superare un controllo con un chilo e mezzo di droga nascosti sotto i vestiti. L'ultimo, Mori, era stato arrestato mentre cercava di imbarcarsi su un aereo in partenza da Shenyang verso il Giappone, con 1,25 chili di droga, nel luglio 2003.
Il 23 giugno 2010, in vista della Giornata Internazionale Contro l'Abuso di Droga e il Traffico Illecito, otto uomini sono stati giustiziati per traffico di droga nella provincia del Fujian. I primi tre - Zhang Jinxuan, Li Weiliang e Dong Yunshi - erano stati condannati a morte nel giugno 2009 dal Tribunale Intermedio del Popolo di Putian, città in cui sono stati giustiziati. Lu Jianjun, Shi Zhongping e Li Dezhong sono stati invece messi a morte a Quanzhou. Lu e Shi erano stati riconosciuti colpevoli nel 2008 di aver confezionato e venduto eroina dal 2006 al 2007. Li era stato condannato alla pena capitale nell'agosto 2009 per la vendita di 25 chili di chetamine. Altri due uomini, Chen Mingxiong e Jian Zhicheng, sono stati giustiziati a Zhangzhou per il traffico di 12,242 chili di eroina verso Taiwan.

Iran

La legge iraniana prevede la pena di morte per il possesso di più di 30 grammi di eroina o di 5 chili di oppio.
Il 18 ottobre 2008, il Vice Procuratore di Stato, Hossein Zabhi, ha reso noto che, in base a una direttiva dell'autorità giudiziaria emanata più di un anno prima, sarebbe proibita nel Paese l'esecuzione di minorenni riconosciuti colpevoli di reati di droga.

Nel nome della guerra alla droga, secondo Iran Human Rights, sono state effettuate almeno 140 esecuzioni nel 2009 contro le almeno 87 del 2008, ma secondo un monitoraggio effettuato dal Ministero degli Esteri olandese le impiccagioni sarebbero state addirittura 172, quasi il doppio rispetto alle 96 del 2008.
Le stesse autorità ammettono che molte esecuzioni in Iran sono relative a reati di droga, ma osservatori sui diritti umani ritengono che molti di quelli giustiziati per questo tipo di reato possano essere in realtà oppositori politici.

Il 20 gennaio 2009, sei persone sono state impiccate per traffico di droga in tre diverse città iraniane: Kardj, Isfahan e Yazd.
Il 17 febbraio 2009, tre uomini sono stati impiccati nel carcere di Isfahan per traffico di droga.
Il 1° marzo 2009, dieci uomini sono stati impiccati per traffico di droga nella provincia occidentale di Kermanshah.
L'11 marzo 2009, sei persone riconosciute colpevoli di traffico di droga sono state impiccate a Sari e Tabas.
Tra il 2 e l'8 maggio 2009, sedici persone sono state impiccate per traffico di droga a Taibad, Ardabil, Shiraz e Kerman.
Tra l'11 e il 16 maggio 2009, altre otto persone sono state impiccate per traffico di droga nelle prigioni di Zahedan, Isfahan e Qazvin.
Il 31 maggio 2009, cinque persone sono state impiccate per traffico di droga nel carcere della città sud-orientale di Kerman.
Il 2 luglio 2009, sei uomini sono stati impiccati per traffico di droga in un carcere della città di Qom.
Il 4 luglio 2009, venti persone di età compresa tra 35 e 48 anni sono state impiccate nel carcere Rajaee Shahr della città di Karaj per acquisto, vendita e possesso di droghe.
Tra il 12 e il 14 luglio 2009, sei uomini sono stati impiccati per traffico di droga in due diverse città iraniane. Il 12 luglio, tre uomini sono stati impiccati nella città di Arak. Il 14 luglio, altri tre uomini sono stati impiccati nel carcere di Isfahan.
Il 25 luglio 2009, Seyyed Ahmad Es'hagh zahi è stato impiccato nella prigione di Zahedan con l'accusa di traffico di hashish ed eroina.
Il 30 luglio 2009, 24 persone sono state impiccate in carcere per traffico di droga nella città di Karaj. La notizia è stata pubblicata dal sito web governativo Borna news, che non ha fornito l'identità di nessuno dei giustiziati. Riportando le dichiarazioni del vice-procuratore di Teheran, il sito ha precisato che tutte e 24 le condanne a morte, approvate dalla Corte Suprema iraniana, sono state eseguite nel carcere di Rajaee Shahr. Secondo il quotidiano afghano Herat, uno dei giustiziati il 30 luglio era stato arrestato il mese prima dell'esecuzione in un luogo vicino a piazza Azadi a Teheran (dove si sono svolte le principali manifestazioni anti-regime). La sua famiglia era all'oscuro dell'esecuzione e sostiene che il congiunto non aveva nulla a che fare con giri di droga. I familiari di molti giustiziati dopo le elezioni di giugno sono stati minacciati dalle autorità e i corpi dei giustiziati sono stati restituiti alle famiglie a condizione che "stessero zitte".
Il 28 settembre 2009, cinque persone sono state impiccate nel carcere di Taybad, città nel nord-est dell'Iran al confine con l'Afghanistan, per traffico di droga. Le esecuzioni sono state effettuate intorno alle nove di sera, precisa il giornale Hamshahri, che non ha reso però note le identità dei giustiziati.
Tra il 6 e l'8 ottobre 2009, sei condanne a morte per impiccagione sono state eseguite nella prigione Karoun di Ahwaz. Tra i sei, cinque trafficanti di droga e una persona condannata per omicidio, vi erano due donne "coinvolte nel narcotraffico". Il 6 ottobre, sono stati giustiziati le due donne - Fouzieh J. e Khadijeh J. - e un uomo, Abdollah J., condannati tutti per traffico di droga, mentre un altro uomo, Karim A., è stato impiccato per omicidio. L'8 ottobre, sono stati impiccati altri due uomini, Oday B. e Sa'ad B., condannati per possesso di droga.
Il 7 novembre 2009, quattro uomini sono stati impiccati per traffico di droga nella prigione della città di Kerman, nel sud-est del Paese. Lo ha riportato l'agenzia statale FARS, che ha identificato i giustiziati come Morteza Y., Akbar J., Mehdi B. e Alireza S., senza però fornire le loro età. Le esecuzioni sono avvenute la mattina presto.
Il 17 novembre 2009, due uomini e una donna sono stati impiccati per reati legati alla droga. Lo ha riportato il quotidiano Kayhan, aggiungendo che le esecuzioni sono state effettuate la mattina presto nel carcere di Isfahan. I giustiziati sono stati identificati come Vahid Sh., 35 anni, che avrebbe comprato e detenuto 43 grammi di crack, Rasoul T. di età non precisata, trovato in possesso di 2 chili di crack, e Begam P., una donna di età imprecisata che avrebbe fatto uso di droghe e tentato di trafficare 500 grammi di crack nascondendoli nel proprio stomaco.

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