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Lorenzin, ipotesi shock per la Sanità: “Ticket al Pronto Soccorso” Scritto da Redazione Infiltrato.it

Post n°73 pubblicato il 25 Settembre 2014 da ilribelle2012

Ci mancava solo "il ticket al Pronto Soccorso" per dare la mazzata finale alla (fu) sanità pubblica. L'ipotesi messa in campo dalla Lorenzin "non viene esclusa a priori". Come dire: ci stiamo lavorando. Ecco tutti i dettagli.
Ieri il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin - in un'intervista rilasciata al Messaggero - ha lanciato il sasso nello stagno e scatenato infinite polemiche sul futuro della sanità pubblica, già messa in serio pericolo dai tagli orizzontali degli ultimi anni.

"Non posso dire che il ticket per l'assistenza in pronto soccorso non verrà mai applicato", ha dichiarato la Lorenzin, "perché è un tema che il governo non ha ancora affrontato. Ne parleremo comunque entro dicembre, c'è una commissione tecnica che sta lavorando con il ministero dell'Economia e delle Finanze. Analizzeremo le proposte e le valuteremo insieme ai commissari salute delle regioni".

STARE SERENI - Il "minaccioso" leitmotiv lanciato da Renzi nei confronti di Letta è stato adoperato anche dal Ministro della Salute, che riferendosi ai tagli ha annunciato di "stare sereni".

"Tutti ci rendiamo conto che non ci sono soldi, che dobbiamo risparmiare al massimo, mettere in efficienza ciò che abbiamo, che è moltissimo, e far funzionare quello che non funziona, che è sempre molto. E non possiamo permetterci di sprecare neanche un euro - perché ogni euro in salute è davvero un euro che salva una vita - per garantire un'efficienza sempre maggiore dei servizi in una situazione economica non facile. Spero che possa continuare la collaborazione che c'è stata in questo anno e mezzo tra governo, ministero della Salute e regioni".

E infine la chiosa, che non lascia presagire niente di buono: "Nel Patto della salute abbiamo reso obbligatoria la centrale unica d'acquisto regionale e abbiamo creato una rete delle centrali uniche, per verificare il prezzo di riferimento. Attuando in sostanza quello che chiediamo di fare in Europa. Ora vogliamo che le regioni recepiscano queste direttive velocemente, rendendo trasparenti i dati. Da ciò abbiamo calcolato che deriverà un risparmio di 7 miliardi di euro".

 

 

 
 
 

DICHIARAZIONE SHOK DEL O.M.S. – LA CHEMIO È CANCEROGENA !!!

Post n°72 pubblicato il 20 Settembre 2014 da ilribelle2012

COME BEN SAPPIAMO ORMAI I CASI FALLITI DALLA TERAPIA CHEMIOTERAPICA E RADIOTERAPICA SONO SEMPRE MAGGIORI e il cancro rimane sempre la malattia responsabile di molte morti. L' Organizzazione Mondiale della Sanità ha ritenuto, quindi classificato la chemioterapia come agente cancerogeno. Il trattamento standard, che viene eseguito per curare il cancro e che dovrebbe distruggere le cellule tumorali, in realtà ha effetti collaterali dannosi poiché la sua base è su agenti genotossici. Il trattamento chemioterapico, distrugge il DNA di tutte le cellule che si dividono velocemente. Le cellule cancerogene si dividono rapidamente, ma purtroppo avviene anche che le cellule del sistema immunitario si dividono altrettanto rapidamente, di conseguenza si può dedurre che la chemioterapia distrugge anche l'unica cosa che può salvarci la vita. Uno dei farmaci che viene utilizzato per il trattamento di alcuni tipi di cancro al seno è il tamoxifene, peccato che la sua somministrazione provoca anche il cancro all'endometrio e al fegato... Il farmaco in questione, associato alla chemio, rende difficoltosa la resistenza dei batteri patogeni agli antibiotici. Siamo disposti davvero a sottoporci a questi trattamenti? E con quali rischi? Una ricerca effettuata dall'OMS in associazione con l'American Cancer Society, ha quantificato che il beneficio della chemioterapia equivale appena al 2,2% e i rischi sono di gran lunga maggiori rispetto ai reali benefici. Oltretutto, la chemioterapia non distruggerà mai il 100% delle cellule cancerogene, ma nel quadro più positivo, potrà eliminarne dal 60 all'80%, il nostro sistema immunitario, dovrà fare il restante lavoro. Allora, perchè per tutto questo tempo si è usata la cura della chemioterapia? Perchè non si sono trovate altre cure o altre soluzioni possibili? Ovviamente la risposta la conosciamo tutti, troppi interessi economici da parte delle Lobby Farmaceutiche.

Il_dio_denaroPER IL DIO DENARO NON SI GUARDA IN FACCIA NESSUNO E NOI CI TROVIAMO A FARNE LE SPESE, con questo ed altro, ( vedi vari vaccini, esprimenti di cui siamo all' oscoro, ecc.. ), trattatati come cavie per far arricchire quella che si può definire una vera e propria Corporation! Ma torniamo al resoconto di questo articolo, anche la radioterapia, come la chemioterapia ha effetti negativi, soprattutto nel trattamento del cancro al seno, in questo caso, il seno sottoposto a radiazioni ha più probabilità di sviluppare cancro ai polmoni. E' stato dimostrato che la radioterapia aumenta fino a 30 volte la sopravvivenza, ma anche la capacità di auto-rinnovo delle cellule del carcinoma mammario, per quanto, mentre inizialmente la radioterapia può far regredire il tumore, in realtà poi una sottopopolazione di cellule resistenti alle radiazioni diviene aggressiva e provoca maggiore malignità. Così succede anche per la chemioterapia o per le radiazioni a basso dosaggio. Sottoporsi ad esami come la (mammografia ) per diagnosticare tumori al seno, con molta probabilità potrebbe essere la causa dello sviluppo dei tumori. Il cancro è una malattia di cui non ci ammaliamo per caso, ma è un programma di sopravvivenza, nel quale la cellula tumorale è in grado, grazie alla sua sopravvivenza evolutiva e genetica, di sopravvivere a condizioni difficili, quali l'esposizione ad agenti chimici, la scarsità di ossigeno e il ph acido del corpo. La somministrazione di agenti chemioterapici tossici può uccidere la cellula più debole e creare le condizioni affinché possano evolversi le cellule tumorali maligne. Non è la forma "aggressiva" del cancro a provocare la morte dei pazienti, come vorrebbero farci credere, ma gli stessi trattamenti!

CANCRO. La Fisica QuantisticaQUINDI CHIEDIAMOCI COS'E' IL CANCRO. La Fisica Quantistica stabilisce che siamo sì costituiti da atomi e molecole, ma questi atomi e molecole sono la manifestazione di una determinata frequenza di energia e il cancro non è altro che un'alterazione delle frequenze del nostro corpo a causa di un errore di informazione delle nostre cellule, che le porta poi ad ammalarsi. Se ripristiniamo i corretti flussi energetici del nostro corpo, in modo tale che le cellule malate riacquistino le giuste informazioni e riprendano le corrette funzioni". Ha dichiarato questo, il Professor Giuseppe Genovesi, presidente del PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia) e ricercatore universitario del Policlinico Umberto I di Roma, in aggiunta anche lo scienziato americano Bruce Lipton, autore del libro "La Biologia delle Credenze", spiega che i geni non sono la causa delle nostre malattie, ma il modo in cui il nostro corpo interpreta gli stimoli ambientali. Il nostro inconscio, elabora ogni secondo oltre 4 miliardi di informazioni e risponde ad esse in base a come è stata programmata. Insomma è la nostra mente inconscia che controlla il 95% delle nostre funzioni tra cui la respirazione, la digestione, il battito cardiaco, la pressione arteriosa. La mente sa quali sono le frequenze adatte al noi, al nostro corpo. Imparare a comunicare con la mente inconscia è molto importante, per comprendere ed avere maggiore consapevolezza.

 

 
 
 

Il Pd si beve l’articolo 18 —  Antonio Sciotto, 18.9.2014

Post n°71 pubblicato il 19 Settembre 2014 da ilribelle2012

 Jobs Act. Sì di tutti i senatori in Commissione al nuovo contratto, ma il partito resta diviso. Damiano minaccia un «ping pong» del testo. Sel e M5S si alzano senza votare. E Sacconi stappa lo spumante, in siciliano: «Comu finisci, si cunta. Ne riparliamo alla fine. Ma intanto io festeggio già ora, non mi pare che altri lo facciano»

La Com­mis­sione Lavoro del Senato ha appro­vato la delega lavoro: il Jobs Act modi­fi­cato dall'emendamento sul con­tratto a tempo inde­ter­mi­nato a tutele cre­scenti così si avvia verso l'Aula, dove verrà votato mar­tedì pros­simo. Mau­ri­zio Sac­coni, Ncd e pre­si­dente della Com­mis­sione, parla di «gior­nata sto­rica». Secondo l'ex mini­stro del Lavoro del governo Ber­lu­sconi, infatti, ieri è defunto l'articolo 18. Il Pd invece resta diviso, a tratti nel caos, ma il dorso con­vin­ta­mente ren­ziano che lo guida è già pronto a festeg­giare con Sac­coni e Pie­tro Ichino.

Tutti gli 8 com­po­nenti Pd della Com­mis­sione del Senato hanno votato sì alla delega, men­tre Sel e M5S si sono alzati al momento del voto, e Forza Ita­lia si è aste­nuta. Per quanto riguarda il Pd, c'è solo da spe­rare nella Camera, e nel pres­sing inin­ter­rotto di alcuni espo­nenti cri­tici. Ieri Mat­teo Orfini, pre­si­dente dell'assemblea nazio­nale del par­tito, ha par­lato della «neces­sità di cor­re­zioni impor­tanti al testo», men­tre l'ex segre­ta­rio Pier­luigi Ber­sani ha citato «inten­zioni sur­reali» che avrebbe visto nell'azione del governo.

Ma soprat­tutto resta agguer­rito Cesare Damiano, pre­si­dente della Com­mis­sione Lavoro della Camera: luogo dove il Jobs Act è atteso una volta licen­ziato dal Senato. In una inter­vi­sta al Sole 24 Ore, ieri ha notato che que­sta volta l'iter delle tre let­ture si con­clu­derà al Senato («al con­tra­rio di quanto è avve­nuto con il decreto Poletti»), e che quindi se si vorrà «stare nei tempi sta­bi­liti», ovvero entro fine otto­bre, il Senato dovrà «rati­fi­care le modi­fi­che che pro­por­remo alla Camera».

Damiano intende intro­durre cam­bia­menti su «deman­sio­na­mento e video­sor­ve­glianza», ma anche «sull'articolo 19 dello Sta­tuto, sulla rap­pre­sen­tanza». Sul nodo chiave, quello dell'articolo 18, per ora pre­fe­ri­sce non dichia­rare se pre­sen­terà emen­da­menti o meno, per­ché prima vuole «che sia defi­nita la posi­zione del Pd»: nella dire­zione del 29 set­tem­bre, ma pure attra­verso una riu­nione ad hoc di tutti i par­la­men­tari Pd con il governo, che ha richie­sto pro­prio ieri con una nota.

Se il Senato non dovesse rati­fi­care le modi­fi­che della Camera, «potrebbe avviarsi un ping pong», spiega Damiano, che mol­ti­pli­che­rebbe i pas­saggi, allun­gando i tempi. Certo, dall'altro lato il pre­mier avrebbe sem­pre pronta la carta, già minac­ciata e per ora tenuta in caldo, del decreto d'urgenza: Renzi ha già chia­rito che nel suo pro­getto il Jobs Act deve essere appro­vato entro la fine di otto­bre, per arri­vare entro marzo ai decreti dele­gati. Che, va ricor­dato, pre­ve­dono solo un pas­sag­gio con­sul­tivo alle com­mis­sioni com­pe­tenti, e nes­sun voto in Aula.

Non è detto però che gli "scon­tenti" del Pd saranno dispo­sti ad accet­tare il diktat della mag­gio­ranza, quando si sarà fatto un punto alla dire­zione del 29: potreb­bero pro­ce­dere, in sede di voto par­la­men­tare, a titolo per­so­nale. «Cia­scuno di noi valu­terà come com­por­tarsi, come è già avve­nuto con la legge elet­to­rale - ha con­cluso il pre­si­dente della Com­mis­sione Lavoro - È in gioco il patri­mo­nio di valori della sini­stra». Ma potreb­bero essere solo gene­rose testi­mo­nianze di ban­diera, tanto più vista la spre­giu­di­ca­tezza del capo del governo nel cer­care il soste­gno di Forza Ita­lia, quando serve.

Ieri comun­que dallo staff di Renzi si è fatto sapere che all'ultimo incon­tro con Ber­lu­sconi, in effetti lea­der di Fi avrebbe offerto il suo soste­gno, rifiu­tato però dal pre­mier. Ma ogni giorno ha il suo affanno, e si sa che Renzi pre­fe­ri­rebbe optare per la solu­zione Sacconi/Ichino, che eli­mina il reintegro.

Alcuni espo­nenti del Pd hanno già chia­rito la pro­pria posi­zione, andando oltre l'ambiguità della for­mula della delega, che lascia aperte entrambe le pos­si­bi­lità: man­te­nere il rein­te­gro, o sosti­tuirlo con un risar­ci­mento. Ales­san­dra Moretti, dall'europarlamento, invita il Paese a «far­sene una ragione: l'articolo 18 è stato supe­rato dalla realtà». E pro­pone uno scam­bio: «Ammor­tiz­za­tori sociali e tutele cre­scenti, in cam­bio del reintegro».

La bat­ta­glia, a que­sto punto, sarà sull'interpretazione della for­mula ambi­gua della delega. Anzi, a rigore, poi­ché il testo non intro­duce un nuovo con­tratto di inse­ri­mento a tutele cre­scenti, idea ori­gi­na­ria del Pd, ma un «con­tratto inde­ter­mi­nato a tutele cre­scenti» (che quindi sosti­tui­sce quello attuale), potrebbe aver ragione il duo Sacconi/Ichino, visto che in effetti non si cita mai il reintegro.

Sac­coni infatti ieri dichia­rava, in sici­liano, al Cor­sera: «Comu fini­sci, si cunta, se ne riparla quando tutto sarà finito. Io festeg­gio già ora, altri non mi pare lo facciano».

 

 
 
 

Nell'antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza.

Post n°70 pubblicato il 12 Settembre 2014 da ilribelle2012

Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:

- Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?

- Un momento - rispose Socrate. - Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.

- I tre setacci?

- Ma sì, - continuò Socrate. - Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

- No... ne ho solo sentito parlare...

- Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

- Ah no! Al contrario

- Dunque, - continuò Socrate, - vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell'utilità. E' utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

- No, davvero.

- Allora, - concluse Socrate, - quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?

Se ciascuno di noi potesse meditare e metter in pratica questo piccolo test... forse il mondo sarebbe migliore.

 

 
 
 

La bella Italia

Post n°69 pubblicato il 12 Settembre 2014 da ilribelle2012

..12 teste al mese per ogni parlamentare
e 8000 euro all'anno per la fascia popolare
l'onorevole a puttane, l'ha detto il telegiornale
bamba pura di Colombia per l'alto parlamentare
tra i banchi di tribunale c'è chi ha rubato per fame
una vita di lavoro e 5 bocche da sfamare
ma la legge della Bella Italia valuta il prefisso
che davanti al nome è presidente o ministro
e non conta il reato, il verdetto è fisso,
non va dentro Barabba, sconta il povero Cristo
E dovrei leggere il giornale e guardare il tg, in tv,
per accorgermi che stato e mafia sono intimi,
lo sanno già tutti,
il peggio è che lo sanno già tutti
Marra-Guè

 
 
 
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Un blog di: ilribelle2012
Data di creazione: 28/07/2012