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astronomia di base e orientamento in cielo

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L’occultazione lunare di ANTARES

Post n°22 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da astronomiaVega
 

IL 21 OTTOBRE 2009 LA LUNA OCCULTA UNA DELLE STELLE PIÙ LUMINOSE DEL CIELO: È IL “FENOMENO DEL MESE”, UNO SPETTACOLO DA NON PERDERE!

Tra gli eventi di ottobre, spicca l’occultazione di Antares da parte della Luna. Si tratta di un fenomeno di rilievo per la luminosità della stella coinvolta e – per noi italiani – per il fatto che è totalmente osservabile dall’Italia, nubi permettendo. Iniziando prima del tramonto L’occultazione ha luogo mercoledì 21 ottobre, nelle ore pomeridiane, con la prima fase (immersione) con il Sole ancora sopra l’orizzonte. Pertanto, il cielo sarà chiaro, e Antares invisibile a occhio nudo, ma visibile anche attraverso un piccolo telescopio. Il colore tendente al rosso di questa stella ne facilita la visione attraverso l’atmosfera. Un filtro giallo o arancione rende la stella più evidente e qualcosa in questo senso fa anche un filtro polarizzatore. Chiaramente, la visibilità della stella sarà molto condizionata dalla trasparenza del cielo. Da nostre prove, è emerso che sotto un cielo molto limpido e con il Sole basso sull’orizzonte, un rifrattore acromatico da 13 cm a f/13 era in grado di rivelare stelle alte sull’orizzonte fino alla 4a magnitudine; con un cielo abbastanza limpido, il limite si fermava alla 2a. L’utilizzo di un filtro giallo o arancione dava sempre un vantaggio, anche perché limitava il residuo di aberrazione cromatica dello strumento. (di Walter Ferreri)

antares ottobre 2009
Foto di Antares (copyright)

disegno di Antares
Disegno di Antares (copyright)

 
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32 nuovi pianeti extrasolari

Post n°21 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da astronomiaVega
 

SCOPERTI 32 NUOVI PIANETI EXTRASOLARI

Londra, 19 ott. 2009 - In tutto l'universo i pianeti sono molti di più di quanto si pensasse. Anzi almeno il 40% delle stelle come il sole ha dei pianeti in orbita.

E' quanto emerge dalla scoperta di 32 nuovi pianeti all'esterno del nostro Sistema Solare, che portano il totale a superare quota 400. Il tutto è frutto solo del continuo miglioramento dei sistemi di osservazione come lo spettrografia Harps (High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher), installato sul telescopio European Southern Observatory a La Silla in Cile, che ha consentito di individuare i nuovi 32 esopianeti.

Per la maggior parte si tratta di giganti gassosi che orbitano a distanze troppo lontane dalle rispettive stelle. Nessuno di questi è simile alla terra. Sono tutti giganti gassosi grandi da cinque volte la Terra a cinque volte Giove. Tuttavia il fatto il loro continuo numero crescente aumenta le chance che possano anche esistere pianeti simili alla Terra, la cui rilevazione, con gli strumenti attuali, e molto più difficile a causa della loro piccola massa. (fonte notizia: AGI)

 
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40 ANNI FA...LO SBARCO SULLA LUNA

Post n°20 pubblicato il 16 Luglio 2009 da astronomiaVega

La Nasa manderà in onda il video dell’allunaggio in alta definizione - L’evento verrà festeggiato praticamente in tutto il mondo con meeting, incontri culturali, live-performance, mostre, presentazioni di studi scientifici, osservazioni del cielo e ovviamente con la proiezione dello storico video. La Nasa, che quasi per caso ha recentemente recuperato i video originali della missione, ha intenzione di riproporli al mondo e ha anticipato si tratta di immagini ad alta risoluzione capaci di far rivivere ancora una volta le indescrivibili emozioni provate il 20 luglio del 1969. Al museo dello spazio di Washington, il 20 luglio, diversi fortunati avranno l’opportunità di incontrare l’astronauta John Glenn e l’intero equipaggio dell’Apollo 11.

Sono passati 40 anni dal giorno in cui l’uomo conquistò la superficie lunare eppure, quelle immagini in bianco e nero, trasmesse in mondo visione dalla Nasa, sono ancora vivide nei cuori e nella mente di centinaia di milioni di persone. Il comandante dell'Apollo 11 (che atterrò nel Mare della Tranquillità) Neil Armstrong riuscì a compiere una straordinaria e rischiosa impresa, portando l’uomo oltre i confini della Terra. Con lui c’erano anche i piloti Buzz Aldrin e Michael Collins, ma solo il primo di questi ebbe l’onore di passeggiare sul nostro satellite assieme a Neil. La passeggiata, che durò in tutto 2 ore e 32 minuti, sancì la superiorità degli Stati Uniti sull’allora Unione Sovietica, assegnandole al contempo il ruolo di prima potenza mondiale.

[LA7 il 20.07.09 manderà in onda il Film sull'allunaggio diretto da Richard Dale  - seguirà uno speciale]

 
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ECLISSI PARZIALE DI LUNA -  Agosto 2009

Post n°19 pubblicato il 08 Agosto 2008 da astronomiaVega
 

Dopo l’eclissi totale di Luna dello scorso 21 febbraio, ecco che quest’anno si verificherà un’altra eclissi di Luna, questa volta parziale. Molto comoda da seguire sia come orario che come giorno: avrà luogo infatti la sera del 16 agosto, a partire dall’ora di cena fino a notte tarda!

LINK: www.astronomia.com

 
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Post N° 18

Post n°18 pubblicato il 15 Febbraio 2008 da astronomiaVega
 

Roma, 14 feb. (Adnkronos) - Due pianeti come Giove e Saturno ma attorno ad un altro Sole. La rivoluzionaria scoperta, fatta dal team di astronomi guidato dal professor Scott Gaudi della Ohio State University (i particolari della ricerca saranno in edicola domani sul numero di 'Science'), rende ''sempre più concreta'' la speranza di trovare, al di fuori del nostro sistema solare, ''un pianeta simile alla Terra''.

In particolare, il gruppo di astronomi ha individuato attorno a una stella remota un sistema planetario con due pianeti paragonabili a Giove e a Saturno, ''sia per dimensioni e masse che per distanze relative dalla stella centrale del sistema'' spiega l'Istituto Nazionale di Astrofisica. Il sistema è stato scoperto a 5mila anni luce da noi ed è stato trovato attorno alla stella Ogle-2006-Blg-109L, grazie a un metodo ''sviluppato di recente e - prosegue l'Inaf - potenzialmente in grado di individuare anche corpi celesti di massa pari a quella della Terra''.

Si tratta del metodo delle lenti gravitazionali, basato su un fenomeno predetto da Albert Einstein: la deviazione dei raggi di luce causata dalla presenza di un campo gravitazionale, in questo caso quello provocato dalla massa della stella e dei suoi due grandi pianeti. Una misura assai complessa che, sottolineano dall'Inaf, ''ha richiesto ben undici giorni di osservazioni'' ma è anche ''uno tra i metodi più promettenti per individuare pianeti analoghi alla Terra''.

''Quello che abbiamo trovato è un sistema solare simile al nostro. - annuncia Dan Maoz, astrofisico israeliano che sta trascorrendo un anno sabbatico in Italia e fa parte del gruppo guidato dal professor Gaudi - Potremmo dire che si tratta di un sistema solare in scala uno a due, perché la stella centrale ha una massa che è la metà di quella del Sole e i due pianeti che le ruotano attorno, il 'Giove' e il 'Saturno', sono la metà dei nostri giganti gassosi, così come risultano dimezzate le loro distanze relative''.

Maoz, 47 anni, è uno tra i pochi scienziati controcorrente che dall'estero scelgono di venire a svolgere la loro ricerca in Italia. ''L'Italia per l'astronomia, - dice l'astrofisico israeliano - è uno fra i paesi leader sulla scena internazionale e per la mia crescita professionale trovarmi qui, insieme ai colleghi italiani, è una grande occasione''.

 
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Post N° 17

Post n°17 pubblicato il 24 Gennaio 2008 da astronomiaVega
 

I marziani esistono davvero e, guarda caso, vivono a casa loro, su Marte. Quella che per anni e' stata solo una congettura universalmente condivisa da tutti gli ufologi del mondo adesso e' - per loro - una verita' incontrovertibile. Perche' adesso c'e' la prova: una foto. E' stata scattata da una sonda spaziale della Nasa nel 2007 e - gli ufologi ne sono certi - non lascia adito a dubbi: quella foto rivela chiaramente la presenza sulla superficie del pianeta di un omino. Verde, naturalmente. Quella foto, insieme ad altre meno dettagliate, e' stata scattata nel novembre del 2007 dalla sonda spaziale Spirit ed e' bastata la loro pubblicazione sul sito ufficiale della Nasa per scatenare oggi le fantasie di tutti gli appassionati di astronomia del pianeta. Rigorosamente divisi tra possibilisti e in scettici, i 'marzianologi' da oggi non parlano d'altro e quell'omino verde ha invaso i siti, i blog e le le tv di mezzo mondo, dagli Stati Uniti all'Inghilterra, dalla Russia all'India. La Nasa, l'unica che potrebbe dirimere la questione, si e' limitata a precisare che le fotografie scattate da Spirit risalgono al passaggio fatto dalla sonda spaziale su Marte tra il 6 e il 9 novembre del 2007. In quella serie di immagini (ne sono state pubblicate una decina) si vedono parti illuminate e quelle in ombra dei rilievi montuosi che caratterizzano la superficie del pianeta. Niente di nuovo, un classico ''paesaggio di Marte'' fotografato piu' volte. Senonchè, comodamente appollaiato in cima a un monte, ecco comparire un omino: sembra una statuetta, ricorda vagamente la sirenetta di Copenaghen e, meraviglia delle meraviglie - e' di colore verde. Tra gli ufologi, l'entusiasmo scatenato da quella immagine s' schizzato alle stelle. Tra gli scettici, secondo i quali ''per quanto affascinante'' si tratta di un effetto visivo di luci ed ombre, si e' messa in moto l'ilarita'. Ma per gli ufologi al contrario si tratta della prova certa che - se non altro - su Marte ci sono tracce di vita. La Nasa non ha precisato ne' precisera' 'cosa' sia quell'omino. L'ente spaziale americano nel febbraio del 2007, pubblicando altre fotografie del pianeta rosso, aveva concluso sostenendo che non era da escludere la presenza di acqua sul pianeta. La sonda spaziale denominata ''Mars Reconnaissance' aveva fotografato formazioni geologiche dalla conformazione tale da far pensare alla presenza di liquidi sul quella superficie. Verosimile, dunque, non escludere forme di vita su Marte. Commentando quelle fotografie, gli scienziati fecero riferimento alla possibile presenza sotto quel tessuto geologico di biossido di carbonio liquido.

[ANSA - Mer 23 Gen - 17.02]


LINK :

-  Nasa


 
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Post N° 16

Post n°16 pubblicato il 11 Gennaio 2008 da astronomiaVega
 

Gli astronauti avrebbero poi necessità di spostarsi sul suolo marziano per compiere ricerche e rilevamenti. Il 'rover marziano' qui a lato (sinistra) diventerebbe quindi un veicolo indispensabile per la ricerca scientifica ma anche per gli spostamenti fra un modulo e l'altro. Ogni modulo, stanziato su di un'area ristretta a formare una piccola comunità, ospiterebbe un limitato numero di scienziati (ricordiamo che la convivenza in un unico ambiente per lunghi periodi di tempo è da sempre oggetto di studio da parte della NASA, si ritiene infatti possa causare  l'insorgere di conflitti e ciò andrebbe ad inficiare sulla buona riuscita della missione) e gli verrebbe assegnata una funzione specifica (alloggi, laboratori...).

 
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LE PROSSIME MISSIONI SU MARTE :

Post n°15 pubblicato il 08 Gennaio 2008 da astronomiaVega
 

Ecco come si potrebbe presentare Marte (disegno qui sopra) agli astronauti che vi sbarcherebbero: ampie distese tortuose contraddistinte da una colorazione rossiccia (causa gli ossidi di ferro di cui il suolo è ricco), canyon profondi decine di chilometri (Valles Marineris), imponenti vulcani (il più alto è il Monte Olimpo - 24Km c.a.) e molti crateri d'impatto.


Su Marte, gli astronauti potrebbero vivere su un modulo come questo qui a lato. Per contenere i costi di una missione con equipaggio, la stazione-base sul Pianeta Rosso dovrebbe essere fornita di macchinari in grado di produrre il propellente necessario per un sicuro ritorno sulla Terra.



Per estendere lo spazio disponibile, si potrebbe aggiungere un laboratorio gonfiabile (qui a destra), in modo da offrire agli astronauti un habitat pressurizzato più ampio, nel quale vivere e lavorare.






Qui di fianco la sonda americana di nuova generazione, dotata di rover MER (Mars Explorer Rover guarda dettagli), con un'autonomia di diverse centinaia di metri, lanciata dalla NASA nel 2003. Ecco alcune delle spettacolari immagini di Marte che ci ha regalato (guarda 1; guarda 2; guarda 3).



 
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Post N° 14

Post n°14 pubblicato il 19 Novembre 2007 da astronomiaVega
 

IL VOLTO DI CYDONIA :

messaggio in fase di completamento...



LIBRI :

-  "L'enigma di Marte", Graham Hancock (Robert Bauval, John Grigsby),  ed. Corbaccio
-  "Marte", Charles Frankel - Paul Raeburn ,  ed. White Star


VIDEO :

-  rotazione di Marte, Dicembre 2007:      alta definizione      bassa definizione



 
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MARTE...L'ESPLORAZIONE CONTINUA 

Post n°13 pubblicato il 19 Novembre 2007 da astronomiaVega
 

DATI  FISICI :

-  Massa (g) = 6.42×1026

-  Massa (Terra = 1) = 0.107

-  Raggio equatoriale (km) = 3 397.2

-  Raggio equatoriale (Terra =1 ) = 0.532

-  Densità media (g/cm3) = 3.94

-  Densità media (Terra = 1) = 0.72

-  Volume (Terra = 1) = 0.15111

-  Ellitticità = 0.0052

-  Accelerazione di gravità (m/sec2) = 3.72

-  Accelerazione di gravità (Terra = 1) = 0.38

-  Velocità di fuga (km/sec) = 5.0

-  Periodo di rotazione = 24h 37m 22s

-  Inclinazione sul piano dell'orbita = 25.19°

-  Albedo = 0.25

-  Magnitudine visuale = -2.01

-  Numero satelliti = 2 (Deimos, Phobos - guarda)



PARAMETRI  ORBITALI :

Distanza dal Sole (U.A.) = 1.52

Distanza dal Sole (km) = 227 940 000

Periodo di rivoluzione (anni) = 1.8808

Periodo di rivoluzione (giorni) = 686.98

Eccentricità = 0.093

Inclinazione rispetto all'eclittica = 1° 51'

Velocità orbitale media (km/sec) = 24.14


 
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Post N° 12

Post n°12 pubblicato il 10 Novembre 2007 da astronomiaVega
 

VLBA  (Very Long Baseline Array)



E' un sistema di 10 radiotelescopi, con un diametro di 25 metri cadauno, disposti su un'area che supera in lunghezza i 5000 Km [da Mauna Kea (Big Island, Hawaii) a St. Croix (Isole Vergini)]. Si usa dire che la risoluzione a cui permette di arrivare VLBA è tale da consentire di leggere un giornale a Los Angeles pur trovandoci a New York.


VLT  (Very Large Telescope)

E' una ristretta schiera di telescopi costituita da 4 grandi riflettori.
Il VLT è costituito da telescopi (Unit Telescope) grandi ciascuno 8,20 metri di diametro, in grado di lavorare indipendentemente l'uno dall'altro o in modo combinato. Se collegati insieme, formano una superficie (per la raccolta della luce) equivalente a quella di un solo telescopio di 16,4 metri di apertura, realizzando così il più grande telescopio ottico esistente, per il momento, sulla Terra. L'aggiunta di tre telescopi ausiliari (Auxiliary Telescope), ciascuno di 1,80 metri di diametro, permetterà di realizzare il più grande array interferometrico del mondo.

Il progetto tutto europeo del VLT ha avuto inizio nel 1987 ed è il frutto della collaborazione scientifica di diversi paesi. Alla sua realizzazione hanno partecipato Danimarca, Francia, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Svezia e Svizzera, con un investimento complessivo di circa 1000 miliardi di lire, che ha coinvolto l'industria tecnologica più avanzata dell'intero continente europeo.

I telescopi sono stati chiamati con i nomi di alcuni oggetti astronomici nella lingua Mapuche locale: Antu (il Sole), Kueyen (la Luna), Melipal (la Croce del Sud), e Yepun (Venere).

Il VLT si trova all'Osservatorio del Paranal sul Cerro Paranal, una montagna alta 2.635 metri nel deserto di Atacama, nel Cile settentrionale.  Il posto è stato scelto per la sua secchezza (sul Paranal non è mai piovuto a memoria d'uomo), l'abbondanza di notti serene, la quota elevata e lontananza da fonti di inquinamento luminoso.



 
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OSSERVARE IL   "CIELO ESTIVO"

Post n°11 pubblicato il 08 Novembre 2007 da astronomiaVega
 

 

Il cosiddetto "Triangolo estivo" lo si può osservare durante tutte le notti del periodo estivo (condizioni atmosferiche permettendo). E' formato da linee immaginarie, costituenti un triangolo isoscele, che uniscono tre stelle: Vega (Lyra), Deneb (Cigno) e Altair (Aquila).

Riconoscere queste stelle nel cielo è molto semplice e lo si può fare prendendo a riferimento altri astri: proseguendo sulla linea immaginaria curva, creata dal timone del Grande Carro, si giunge ad una stella piuttosto luminosa Arturo.
Subito sotto Arturo possiamo invece riconoscere Giove, per la sua caratteristica luce più intensa e non tremolante (lo scintillìo delle stelle è causato dall'impatto dell'aria dell'atmosfera terrestre, sui fotoni della luce che esse emettono).
Seguendo la linea curva immaginaria del timone del Piccolo Carro, si giunge ad una stella non molto luminosa, la Stella Polare. Tale stella può anche essere individuata seguendo (di 4,5 volte la loro distanza) la linea che formano le due stelle più lontane dal timone del Grande Carro; oppure un altro metodo può essere: sapendo che la Stella Polare è vicina al Nord Polare Celeste, si può puntare verso il Nord, poi calcolare la latitudine del luogo in cui ci troviamo (es. Torino latitudine 45°) e partendo dall'orizzonte alziamo lo sguardo di 45° trovando così la Stella Polare (per calcolare 45 gradi basta usare, a distanza di braccio, 2 palmi di mano e qualcosina, in quanto 1 palmo di mano corrisponde circa a 20°).
Vega è facilmente rintracciabile, partendo (disegno qui sotto) da Arturo e dalla Polare si traccia un triangolo con l'angolo di 90° (quasi) proprio in Vega.


 
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L'INTERNO DI ALCUNI CORPI CELESTI

Post n°10 pubblicato il 24 Ottobre 2007 da astronomiaVega
 

GANIMEDE (satellite di Giove) - IO (satellite di Giove) - MARTE (pianeta del sistema solare)

  • Struttura interna di Ganimede : nucleo di roccia con un raggio di 1800/2000Km; mantello di acqua e ghiaccio semiliquido; crosta spessa 100Km.
  • Struttura interna di Io : nucleo di ferro (in cui forse è presente anche del solfuro di ferro) del raggio di almeno 900 km; composti da silicato sono la crosta e il mantello(al 75% da magnesio).
  • Struttura interna di Marte : nucleo di ferro spesso 1500Km; mantello di silicati spesso 1800Km; crosta spessa 100Km.


 
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Post N° 5

Post n°5 pubblicato il 24 Ottobre 2007 da astronomiaVega
 

TIPI DI TELESCOPI E OSSERVAZIONI :


1. Telescopi Rifrattori: detti telescopi a lenti. Ne esistono di due modelli, i rifrattori di tipo Kepleriano (i più diffusi) e quelli di tipo Galileiano; la loro particolare distinzione è dovuta alla posizione occupata dall’ oculare nel cammino ottico dei raggi luminosi.

Sono caratterizzati da: elevata nitidezza e contrasto delle immagini, assenza di ostruzione, semplicità meccanica e affidabilità, tubo ottico chiuso (ridotta turbolenza interna e buona protezione dalla sporcizia), costo elevato a parità di apertura rispetto ad altri schemi, ingombro elevato.

Sono indicati per: osservazione e fotografia della Luna, dei pianeti e delle stelle multiple; fotografia del cielo profondo (deep-sky) solo con aperture superiori ai 12 cm; osservazione terrestre.

Sono invece sconsigliati per: osservazione di oggetti piccoli e deboli del cielo profondo (galassie e nebulose); fotografia deep-sky con aperture inferiori ai 12 cm.


2. Telescopi Riflettori: detti telescopi a specchi. Sono i riflettori Newtoniani, che prendono il nome dal suo inventore, Isaac Newton. In questi telescopi, l’obiettivo è costituito da uno specchio parabolico (specchio primario) che riflette e focalizza la luce sull’oculare attraverso un’apertura praticata sul fianco del tubo principale, dopo che il fascio è stato deviato mediante uno specchio piano (specchio secondario).

Sono caratterizzati da: buona correzione delle principali aberrazioni ottiche; buona nitidezza ostruzione e presenza di sostegni a crociera del grandi aperture relative (f/4 - f/8); tubo ottico aperto (nessuna protezione dalla sporcizia e dall’ ossidazione; costo contenuto a parità di apertura rispetto ad altri schemi; peso ed ingombro contenuto (fino a 1000 mm di focale).

Sono indicati per: uso generico (stelle e pianeti, ideale per i principianti); osservazione e fotografia del cielo profondo (deep-sky).

Sono sconsigliati per: osservazione terrestre.



3. Telescopi Schmidt-Cassegrain: detti telescopi a schema misto (catadiottrico) nei quali sono presenti sia specchi che lenti. Il più famoso catadiottrico è lo Schmidt-Cassegrain (SC), il  quale è composto da uno specchio primario concavo sferico e da un secondario convesso sferico inserito in una lastra correttrice posta all’imboccatura del tubo. L’ immagine si forma posteriormente al tubo, dietro un foro praticato al centro dello specchio primario.

Un’altro tipo di telescopio catadiottrico è il Maksutov-Cassegrain. Lo schema ottico è simile a quello dello Schmidt-Cassegrain, ma al posto della lastra correttrice il MC ha una vera e propria lente a menisco, sulla cui superficie interna è ricavato per alluminatura lo specchio secondario.

I Schmidt-Cassegrain sono indicati per: uso generico (stelle e pianeti); osservazione e fotografia di pianeti e cielo profondo (deep-sky); osservazione terrestre.
In generale molto duttili, consigliati per qualsiasi tipo d'osservazione di livello professionale.

I Maksutov-Cassegrain sono indicati per: osservazione e fotografia di Luna e pianeti; fotografia del cielo profondo (con riduttore di focale); osservazione del cielo profondo. Sono sconsigliati per l'osservazione terrestre.


DOVE  ACQUISTARE  I  TELESCOPI     NEGOZI ONLINE :

- http://www.miotti.it
- http://www.celestron.com
- http://www.meade.com
- http://www.vixen.com



 
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OSSERVATORI ASTRONOMICI

 

LATITUDINE NORD cittàitaliane

TO45° 04' 14" N
MI45° 27' 59" N
RM41° 55' 25" N
PA38° 08' 12" N
BA41° 07' 39" N
NA40° 51' 46" N
CA39° 13' 15" N
BO44° 29' 53" N
FI43° 45' 14" N
GE44° 25' 08" N
VE45° 26' 01'' N
TS45° 38' 35" N
AN43° 37' 21" N
PG43° 06' 44" N
CZ38° 54' 16'' N
TN46° 03' 59" N
AO45° 44' 15" N
AQ42° 21' 01" N
CB41° 33' 47" N
PZ40° 38' 21'' N

[dati tratti da "Agenda e manuale di astronomia", Drioli]

 

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