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Miti aztechi 2Mito della rinascita di Huitzilopochtli e permanenza a Coatepec Il gruppo principale arrivò presso un luogo chiamato Coatepec (Collina dei Serpenti), generalmente descritto nelle vicinanze di Tula. Qui venne celebrata la prima cerimonia del Fuoco Nuovo della migrazione, che coincideva con l’inizio di un nuovo ciclo di cinquantadue anni nel calendario rituale dell’antico Messico. Fu solo al quinto Fuoco Nuovo che gli aztechi si stabilirono nella loro terra promessa; quindi restava loro ancora molta strada da fare. A Coatepec erano distanti solo 60 km dalla meta finale del viaggio, ma fecero un tragitto circolare che trasformò il viaggio più in un vagabondaggio errante che in una migrazione con un percorso ben definito. L’avvenimento più importante ricordato a Coatepec fu la nascita o, per meglio dire, la rinascita del dio Huitzilopochtli. Probabilmente si tratta della definitiva presa di potere dei suoi seguaci. Frate Bernardino de Sahagun[1], uno dei maggiori cronisti spagnoli, racconta la storia di questo avvenimento. Nel terzo libro della sua Historia descrive le origini degli dei e comincia proprio con gli avvenimenti di Coatepec che lui stesso situa nelle vicinanze di Tula. A Coatepec viveva una donna pia chiamata Coatlicue (Gonna di Serpente) che era la madre di quattrocento figli. Un giorno mentre era indaffarata a spazzare nel tempio della Collina trovò una palla di piume, quindi la raccolse, la mise sul grembo e continuò le pulizie. Quando terminò, la palla di piume non c’era più e Coatlicue rimase in cinta. I suoi quattrocento figli non si entusiasmarono molto per questo concepimento miracoloso; al contrario, provarono una forte indignazione contro la madre che credevano lasciva, anzi la sua unica figlia suggerì di ucciderla prima che il disonore fosse stato reso pubblico. Tuttavia uno dei quattrocento tradì ed avvertì del piano omicida Huitzilopochtli che era ancora nella pancia della madre. Così, preventivamente, si munì di armi e alla nascita uscì già equipaggiato con uno scudo e brandendo la famosa spada Serpente di Fuoco (Xiuhcoatl), più tardi simbolo dell’arma del dio. I quattrocento fratelli si prepararono alla guerra, però Huitzilopochtli incendiò il Serpente di Fuoco e decapitò la sorella Coyolxauhqui che comandava la spedizione contro di lui. La testa rotolò fino al lato destro di Coatepetl (Coatepec) e il suo corpo cadendo si spezzò in varie parti. Huitzilopochtli dopo finì il lavoro sconfiggendo i quattrocento fratelli. Solo pochi riuscirono a scappare. Il Serpente di Fuoco si convertì in una reliquia; infatti quando la capitale azteca si trovava in situazioni disperate, come ultima speranza si mandava un guerriero solitario armato con l’arma sacra (ma contro gli spagnoli non servì a molto). A Coatepec, Huitzilopochtli, convertito nella divinità più importante del pantheon azteca, diede l’ordine attraverso i suoi sacerdoti di costruire una diga presso un fiume vicino. In questo modo gli aztechi cercarono di riprodurre le condizioni del luogo di origine Aztlan come più tardi avrebbero fatto nell’isola della loro futura capitale. A Coatepec, trasformata così per magia in una specie di paradiso, gli aztechi vissero molto felicemente, dedicandosi ai piaceri del canto e della danza. Si trovarono così bene che alcuni suggerirono di stabilirsi lì, ma Huitzilopochtli non voleva questo e si adirò. Il giorno seguente i ribelli furono trovati morti con il cuore strappato come nei sacrifici umani e il dio ordinò di distruggere la diga e di lasciare che il fiume seguisse il suo corso. Distrutta la laguna, i raccolti iniziarono a seccarsi, come fecero anche gli alberi e tutto il verde; anche i pesci e le rane iniziarono a morire, come fecero i piccoli animali generati dall’acqua che gli aztechi utilizzavano per sostenersi; gli uccelli acquatici fuggirono lasciando il posto così secco ed arido come lo era stato prima. |


Inviato da: AlessioFerrazzoli
il 22/07/2008 alle 12:45
Inviato da: diddlina9289
il 31/03/2007 alle 14:17
Inviato da: rigitans
il 24/02/2007 alle 18:51