Creato da biangege il 29/12/2009

Bian e Gege

I diari di viaggio di due mototuristi

 

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18 luglio 2020: Val d'Arda

Post n°267 pubblicato il 22 Luglio 2020 da biangege
 

Dovremmo uscire dalla A1 a Fiorenzuola, ma già a Piacenza Sud c'è un incolonnamento che si preannuncia lungo, vacanzieri e weekendari che vanno in Riviera Romagnola. Un pezzo di Via Emilia fino a Cadeo, poi si devia attraverso le bucoliche campagne per Carpaneto e Vigolo Marchese (che non appare degno di visita come qualche articolo qui e là vocifera) e dopo un'ora e mezza dalla partenza da casa siamo a Castell'Arquato, che è sia Bandiera Arancione TCI che membro dei Borghi più Belli d'Italia. Non è la prima volta che veniamo qui, ma durante l'ultima il borgo era inavvicinabile per la folla, mentre ora è quasi deserto e gradevolissimo.

Parcheggiata la moto appena fuori dal nucleo antico, lo esploriamo: si entra dalla Porta di Monteguzzo e poi a sinistra si incontrano il Palazzo del Duca e l'attiguo Torrione Farnese, poi il neogotico Palazzo Stradivari (dell'omonima famiglia Cremonese di famosi liutai), l'antico Ospedale di Santo Spirito (oggi Museo Geologico) e infine la piazza del Municipio su cui prospettano il Palazzo del Podestà, le absidi della Collegiata di Santa Maria (lo spoglio frontale è in una piazzetta attigua) e la diruta ma ancor imponente Rocca Scaligera, dalla cui sommità merlata alla ghibellina si gode un bellissimo panorama, oggi favorito dall'aria tersa di questa non troppo calda estate. La Rocca è visitabile con le minime accortezze dovute allo stato di pandemia corrrente: mascherina e distanziamento.

Dopo un ottimo pranzo a base di taglieri di salumi e formaggi a La Butega torniamo al parcheggio incontrando la bella casa-museo di Luigi Illica, famoso librettista di opere liriche nativo di qui, e riprendiamo la moto in direzione Passo del Pellizzone per la curvosa strada che lascia il fondovalle a Lugagnano e punta verso Vernasca; al Pellizzone come già sappiamo non c'è niente e quindi deviamo verso Morfasso per una di quelle stradelle dall'asfalto un po' rovinato come da queste parti spesso accade, che apparentemente non vanno nel nulla ma che regalano bei panorami.

La nostra intenzione è di giungere a Velleia, antica città romana su queste alture, che visitammo in passato. Per assoluta coerenza con lo stato di pandemia, mentre la Rocca di Castell'Arquato è visitabile, l'area archeologica (tutelata dal Sistema Museale della Regione Emilia-Romagna) è chiusa fino a data da destinarsi malgrado sia un'area all'aperto... la chiesetta di Sant'Antonino perlomeno è visitabile.

Di nuovo in sella, decidiamo di dirigerci alla diga del lago di Mignano: costruita negli anni '30 per produzione idroelettrica, poi convertita per usi irrigui e di potabilizzazione, è una diga a gravità leggermente arcuata alta 60 metri e dallo sviluppo di 340 metri. Il coronamento è percorribile e all'estremità opposta c'è un'ombrosa area picnic. Gustiamo un tonificante caffè freddo all'attiguo bar mentre giungono alcune moto d'epoca (con altrettanti motociclisti d'epoca): la più attempata è una Guzzi del 1930 e infine ce ne torniamo a casa, altra trecentina di km tranquilli tranquilli.

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