A me volare piace.
Non mi crea nessun patema.
L'idea di raggiungere rapidamente una meta mi rende euforica.
Il decollo mi elettrizza.
L'atterraggio mi rilassa.
Vedere sul display che il volo ha un ritardo di un'ora e mezza mi stimola l'appetito. Tè freddo con muffin al cioccolato prima. Panino poi. Patatine poco prima.
Con un libro in borsa il tempo non ha tempo.
Leggere è piacevole anche quando chi siede poche poltroncine in là dice pensando di non essere sentito: "Ma quella col vestito bianco (cioè io) dove crede di andare? Sembra uscita da un film anni Cinquanta. Certo che ci vuole coraggio".
Finisco di leggere il capitolo, scosto leggeremente la testa e guardo la maestra di stile. Le fisso lo sguardo negli occhi, con lentezza scansiono l'insieme. Mi soffermo sul punto vita quel tanto che basta per indisporre. Muovo la testa con civetteria, increspo le labbra e continuo la lettura.
Di Mastercard non so che farmene.
Ah, nessuna turbolenza.