In tempo mai, questo è assodato. Porgo gli auguri di buon Natale in ritardo imbarazzante e quelli di sereno 2011 con scaramantico anticipo.
Espletate le formalità vi aggiorno sulla gita odierna. Non importa dove, fatto sta che il freddo era pungente, l'aria di mare sferzava il viso e il calzettone, a rombi fucsia preceduto da collant in microfibra 8000 denari dentro gli stivali, niente ha potuto contro l'assideramento dei piedi. Mentre si cercava disperatamente un ristorante nel quale scaldarsi e sollazzare le papille gustative si è dato uno sguardo furtivo alla fauna passeggiante. Piedi grassi indossavano infradito (sì, infradito) di paillettes verdi, pataloncini in felpa leggera mostravano polpacci nudi, decoltè generosi erano adornati da camiciole in cotone e giacchino primaverile. A loro discolpa va detto che nell'attendere i pullman erano in chilometrica e ordinata fila. Anche i giapponesi hanno stupito, nessun ombrellino ad indicare la guida, nè calzini bianchi con ballerine.
Il mondo forse sta cambiando, l'anno di certo.
Auguri - Auguri - Auguri - Auguri - Auguri - Auguri - Auguri -