Analisi fatte, domani responso, venerdì medico.
Alle 7,20 ero in ospedale e alle 8,00 a casa con tre croissant: vuoto, integrale al miele e cioccolato.
Di quei quaranta minuti un paio sono stati dedicati al prelievo venoso.
Le inizioni non mi sono simpatiche, se posso optare per altre tipologie di somministrazione ne sono ben lieta. Ingurgito qualsiasi intruglio o pasticca senza batter ciglio. Non necessito di acqua e gli effetti collaterali non mi preoccupano.
L'infermiera dal trucco celeste ha trovato subito la vena, ci ha conficcato l'ago, che ricordavo più sottile, ed ha effettuato una strana manovra: ha ruotato più volte l'ago nella vena e l'ha introdotto fino all'attaccatura con la plastica poi, pian piano e sempre ruotando, l'ha estratto per metà e ha innestato la provettona. Quando il sangue ha riempito l'ampolla ho ringraziato e sono uscita.
Il braccio mi faceva malissimo, non riuscivo a muoverlo e nel tragitto verso l'auto ho cercato di massaggiarlo. L'incavo del gomito mi duole ancora e c'è una bella striscia bluette lunga esattamente quanto l'ago, in compenso non si vede il forellino d'ingresso.
L'aver cenato con anatra all'arancia, mostarda, carotine al burro, panettone (un terzo di fetta) e crema mascarpone (un cucchiaio da dolce) può essere considerata una mossa azzardata?
